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72. La modernità, astro danzante di Eugenio Scalfari

Comunicato n. 72 - 16 maggio 2009

Da Omero a Nietzsche passando per Montaigne, Cartesio, Spinoza, Montesquieu, Diderot e Kant, Eugenio Scalfari traccia il percorso della modernità nella lectio magistralis La modernità. Nascita, fulgore, declino, introdotta da Ernesto Franco, direttore editoriale di Einaudi.

Seguendo il “suo pallino” Scalfari pone come elemento caratterizzante della modernità “la messa in scena, in primo piano, dell’Io”. Riflessione, quella sull’Io, che il fondatore di Repubblica ha portato avanti anche nei libri Incontro con io e L’uomo che non credeva in Dio.

“Un simbolo che precorre e anticipa la modernità è l’Odissea, con il suo eroe Ulisse. Coprotagonista del poema è infatti Athena, dea della città e dell’intelligenza, che sono due prerequisiti della modernità e del rapporto tra l’Io e la società”. La lettura dantesca di Ulisse, quel “fatti non foste a viver come bruti / ma per seguir virtute e canoscenza”, sottolinea la modernità del personaggio: “Il viaggio oltre le colonne d’Ercole è la rottura delle tradizioni e la scoperta di un mondo nuovo”.

Il vero inizio che pone il problema dell’Io e della modernità si ha con Montaigne e il suo unico lavoro, gli Essais: “Nelle prime pagine l’autore scrive: “Questo libro parla soltanto di me”. Montaigne riconosce che il mondo è in continua evoluzione e che anche l’Io che scrive cambia, quindi misura un mutamento costante con un metro che si modifica: tutto è flusso”.

Quando poi Cartesio sentenzia “Cogito ergo sum” si compie un balzo in avanti: “L’io affermato da Montaigne, con Cartesio diventa una, anzi l’unica, certezza: l’esserci, l’esistere che si ricava dal fatto di pensare”. Con Spinoza avviene per Scalfari un ulteriore passaggio: “Nella visione del filosofo olandese Dio è immanente a tutte le creature sulla Terra: l’Io, certezza di Cartesio, adesso è Dio”.

Ma questo è solo l’incipit della modernità, perchè accanto al percorso nella storia del pensiero, si evolvono l’arte e l’etica. Montesquieu e il suo Esprit des lois pongono per la prima volta il tema della divisione dei poteri e dello Stato di diritto: “Qui avviene il passaggio dell’individuo da suddito a cittadino”. Passaggio poi ribadito e affermato dalla Rivoluzione Francese e dall’Illuminismo, di cui l’Enciclopedia di Diderot è una delle massime espressioni. Nascono i partiti politici (il primo è il Parti des philosophes) e l’opinione pubblica.

Nella letteratura, Eugenio Scalfari sceglie il romanzo La Princesse de Clèves per aprire il secolo e si concede una piccola polemica: “In Francia Sarkozy ha detto che bisogna smetterla di leggere questi romanzi vecchi e molta gente ha cominciato ad andare in giro con una spilla per dire di aver letto quel romanzo. Ve l’immaginate una cosa del genere, in Italia?”.

Scalfari conclude con due citazioni. La prima, “Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”, è tra le più celebri di Kant. La seconda, da Nietzsche, recita: “Voi avete ancora un grande caos dentro di voi. Dovete avere il caos dentro di voi per partorire una stella danzante”. Questa “è l’immagine della potenza che è dentro l’uomo, una forza che può produrre una stella. Ma un astro danzante, perché “tutto è flusso”, come abbiamo già visto con Montaigne”.

Sala 500, ore 18.00, sabato 16 maggio 2009
Marco Bobbio





 

 



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