83. Paolo Conte, un traghettatore di musica
Sunday, 17 May 2009 18:30
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Comunicato n. 83 - 17 maggio 2009
Chi è Paolo Conte? “Un traghettatore di musica”, come lo definisce Manuela Furnari, laureata all’Università di Torino con una tesi sul cantautore astigiano sfociata poi nel libro Prima la musica, che l’autrice presenta alla Fiera del Libro insieme all’artista. “In effetti, era questo il titolo da me proposto, perché lui è un musicista che traghetta la musica dal passato. Della tesi, il libro mantiene l’approccio musicologico originario perché per capire Paolo Conte occorre partire dalla musica per poi capire i significati di versi e parole. Infine, sotto l’occhio attento del Maestro, è diventato un libro”.
Insieme a Manuela Furnari sono presenti Antonio d'Orrico, giornalista del Corriere della Sera, e il musicologo e musicista Franco Fabbri. Scherza Conte: “Io ho sempre fatto la musica prima dei testi. A dire il vero io ho iniziato suonando musica jazz mentre facevo l’avvocato e mi vergognavo di scrivere canzoni: il mio alibi era dire che componevo poesie per i miei amici”. Com’è avvenuto il passaggio da compositore a cantautore? “L’autenticità di una composizione se ne va nel passaggio da un interprete all’altro, portando a una sorta di tradimento, per colpa degli arrangiatori o dei produttori. Questo mi ha provocato grandi delusioni. Così all’epoca, erano gli anni Settanta, ho iniziato a cantare le mie canzoni, per onestà verso il pubblico più giovane”. E conclude con una riflessione e un invito ai colleghi: “Chi scrive un testo deve fare il sacrificio di dimostrarlo, per una questione di identità, quella identità che il pubblico mi richiedeva allora”. Se si ripensa ai titoli delle canzoni di Conte, risulta evidente l’attenzione per le persone: “Ho sempre scelto dei nomi che mi dicessero qualcosa. Per esempio Marisa, che oggi non si usa quasi più, ma che all’epoca era diffuso come il mocassino. – e aggiunge – Wanda è un nome che addirittura mi vibrava”, oltre che una donna che fa realmente parte della sua vita: “L’ho conosciuta durante un viaggio al mare da Asti a Rapallo, a bordo di un camioncino: sette ore, un’avventura”. Paolo Conte ripensa infine ai momenti più significativi della storia della musica italiana e ai cantanti che in qualche modo hanno segnato una svolta, abbandonandosi ad alcune considerazioni sulla lingua italiana. “Ho sempre amato le canzoni straniere e odio la lingua italiana perché è tutto fuorché musicale. Negli anni Settanta mi sono accorto che certi autori erano credibili e tenevano in alto l’onda della musica. Si tratta di Adriano Celentano e Caterina Caselli. Adriano perché è credibile quando parla, Caterina perché cantava come una lavandaia, centrata su quanto diceva e mantenendo la propria autenticità”. Sala Azzurra, ore 16.00, domenica 17 maggio 2009 Alessia Cerantola |
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