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88. Italia Anno Zero: Travaglio, Borromeo, Vauro

Comunicato n. 88 - 17 maggio 2009

Marco Travaglio, Beatrice Borromeo e Vauro Senesi presentano il libro Italia Anno Zero che riassume le inchieste, le vignette e gli argomenti di tre stagioni della trasmissione di approfondimento più criticata e allo stesso tempo più amata d’Italia.

“Il mio contributo al libro, come alla trasmissione, sono le vignette, che ultimamente mi hanno portato alla ribalta a causa della sospensione; non mi piacciono i panni di mentore, voglio essere solo il simbolo del mio lavoro”, esordisce Vauro, che ci tiene a sottolineare la definizione di satira: “la satira è satira se non chiede il permesso, la riconosci se entra dalla porta di servizio”.

Ciò che preoccupa di più Beatrice Borromeo è il silenzio dentro al quale cadono fatti che dovrebbero scuotere la democrazia, ma che a causa dell’apatia della società scompaiono all’improvviso. “In Italia ci sono casi gravissimi che non hanno provocato una minima reazione sociale: pensiamo al caso Mills o alle telefonate del premier con  Saccà. Come mai nel nostro paese Mastella, che ha fatto crollare il governo precedente ed è indagato, alle elezioni successive si presenta con Berlusconi?”. Vauro usa una metafora ittica per descrivere i salti di quello che chiama il pesce-Mastella: “Se noi abbiamo un acquario di acqua dolce non possiamo metterci un pesce di mare perchè morirà; non si capisce allora perché per Mastella ogni acqua sia dolce...”.

E Marco Travaglio riprende l’attacco al presidente Napolitano, già lanciato il giorno precedente da un altro dibattito della Fiera. All’inquilino del Colle contesta l’idea che non esista il cosiddetto “doppio stato” e, prendendo spunto da un articolo apparso in mattinata sul Corriere della Sera, sferra un attacco ai giornali, schiavi a suo dire di un “Ministero della verità” di orwelliana memoria.

Centro della polemica è il contraddittorio che il giornalista ha lanciato alla tesi sostenuta dal Capo dello Stato in occasione dell’incontro tra le vedove Pinelli e Calabresi. “Questa mattina il Corriere della Sera ha parlato di un mio violento attacco al Capo dello Stato. Mi si accusa di aver inscenato uno show. Il problema è che, nella storia delle democrazie, l’informazione non è dettata dagli attori politici; quindi se un rappresentante della cosa pubblica mi da una notizia, il mio compito di giornalista è quello di verificarla, commentarla, approfondirla. Al contrario, in Italia succede che se i politici, i loro portavoce e i loro portaborse confezionano una notizia, questa è legge. Mi sembra una concezione vagamente autoritaria”.

“Il Ministero della verità” - a detta di Travaglio – “opera in Italia chirurgicamente”. I giornalisti ricevono ordini ed eseguono. Un intervento recente del giornalista torinese ad Annozero è stato definito “violento perchè senza contraddittorio”: “Al contrario il Presidente del Consiglio è stato abbandonato, lasciato solo di fronte a tre direttori che lo hanno incalzato con feroci interventi, talmente aggressivi che Berlusconi risponde a ogni domanda dei giornalisti: ‘La ringrazio per avermi fatto questa domanda’. L’uomo che ha costruito la sua candidatura sulla vendita di un’immagine di famiglia-modello, pretende che il suo divorzio ‘venga restituito alla privacy’”.

E Travaglio dilaga fra gli ammiccamenti ironici del pubblico: “Il nostro presidente è convinto di aver sposato una deficiente che dopo 19 anni di convivenza non lo conosce abbastanza e si fa abbindolare dalle menzogne dei giornali di sinistra; questo è veramente il primo caso di divorzio per colpa della sinistra”. Berlusconi a Porta a Porta racconta la sua versione dell’ episodio del compleanno di Noemi, Travaglio nota che al termine della sua esposizione la più profonda critica è stata quella di De Bortoli “Tutti riconoscono i meriti del suo governo, però non si va alle feste private”.

Il giornalista prosegue il suo attacco ai colleghi: “Consiglierei ai giovani che vogliono fare questo mestiere di andare a fare qualche stage all’estero. In America funziona ancora la teoria del bandog. I giornalisti sono i cani da guardia del potere al servizio dei cittadini, in Italia succede il contrario: sono i giornali al servizio del potere per tenere a bada i cittadini”. Travaglio prosegue il suo attacco alla carta stampata: “La causa del crollo di vendite di giornali è semplice: raccontano palle, e le palle prima o poi vengono a galla. Non è questione che la carta non tira più, bisogna considerare cosa ci si scrive sopra la carta”.

In chiusura Travaglio difende le vignette di Vauro Senesi. “I vertici Rai hanno motivato la sospensione del vignettista per oltraggio alla memoria dei morti; il vero oltraggio è stato messo in atto da tutti coloro che sono andati a camminare sulle macerie per farsi campagna elettorale e da quell’Italia dei condoni craxiani e berlusconiani che ha permesso in un territorio fortemente sismico di costruire edifici così fragili, che altrove non avrebbero fatto un ferito”.

Sala Gialla, ore 12.00, domenica 17 maggio 2009
Pietro Martinetti



 

 



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