Salone Internazionale del Libro di Torino Torino, 10-14 maggio 2012
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Turow sul luogo del delitto 23 anni dopo

Ventitrè anni dopo il bestseller che lo ha reso celebre, Scott Turow, considerato il maestro mondiale del legal thriller, torna sul luogo del delitto. Il suo ultimo romanzo, Innocente (Mondadori) è infatti il seguito di Presunto innocente, del 1987. Durante la presentazione del romanzo, l'autore ha dialogato con Irene Bignardi, critica letteraria, che lo ha guidato in un incontro-intervista sulla sua doppia natura di scrittore e brillante avvocato. "Turow – ha detto Bignardi – è ben consapevole di essere uno scrittore adatto sia agli autisti di bus che ai professori di letteratura inglese".

"Questo libro mi faceva paura – ha esordito lo scrittore – Un grande successo è una pietra di paragone scomoda: non volevo mettermi in concorrenza con Presunto innocente. Ma una trama va oltre le promesse che facciamo a noi stessi. Tutto è partito da una frase, scritta su un post-it: 'Un uomo è seduto sul letto dove giace il corpo di una donna morta'. Riflettendoci ho capito che l'uomo era Rusty Sabich, protagonista del mio primo libro, e che la donna doveva essere sua moglie Barbara. Ecco, avevo in mano un nuovo romanzo". Tra i due testi esiste un indiscutibile legame, ma Innocente è anche un romanzo autonomo: "Non volevo cancellare la storia precedente ma tenerla sullo sfondo, creare tra i due libri dei giochi di eco, dei divertissement".

In 23 anni il mondo è completamente mutato. Anche il modo di condurre le indagini si è trasformato: "Se quando ho scritto il mio primo libro ci fossero state le tecniche di analisi del Dna, anche la storia sarebbe stata diversa. Forse Sabich sarebbe stato incastrato". ln Innocent il personaggio è inserito nella società di oggi, "ma il suo mondo – ha osservato Bignardi – resta quello di 23 anni fa. Nel libro si nominano il terrorismo e le torture del carcere di Abu Grahib in Iraq, ma restano sullo sfondo, come allontanati". "È vero – ha convenuto l'autore – non volevo appiattirmi su un discorso politico".

Ma di politica Turow ha parlato, potendo anche vantare un personale rapporto di amicizia con il presidente Barack Obama. "L'ho conosciuto molto bene – ha dichiarato – Ora non lo frequento più da circa tre anni, ma gli ho spedito una copia del libro. Penso che sarà rieletto perché la sua popolarità è altissima. È un uomo brillante e geniale. C'è un unico aspetto della sua amministrazione che criticherei: non aver agito con sufficiente severità nei confronti delle banche, quando aveva gli strumenti per imporre condizioni più dure".

Sala dei Cinquecento, ore 11.30, domenica 16 maggio 2010

Lorenzo Montanaro




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