1988-2012, i venticinque anni di un successo italiano
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Il Salone Internazionale del Libro di Torino festeggia nel 2012 i venticinque anni. Nato da un'idea di Guido Accornero e Angelo Pezzana, storico libraio torinese, sul modello dell'omonimo Salon parigino, ha finito per superarlo per ricchezza e articolazione di contenuti, e per numero di visitatori, innalzandosi ai vertici della manifestazioni europee del settore. Passato alla gestione pubblica nel 1998 attraverso la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, ha registrato un successo costante e crescente, dovuto anche alla sua formula composita - mostra-mercato, festival culturale, momento di incontri professionali, area speciale dedicata ai ragazzi e ai giovani adulti - e al supporto concorde delle istituzioni pubbliche (Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Torino), di fondazioni come la Compagnia di San Paolo e la Fondazione Crt, di partner come la Camera di Commercio di Torino e sponsor privati, degli editori e dei media che hanno sempre garantito una copertura impressionante. I visitatori, raddoppiati in vent'anni e ormai stabilizzati oltre i 300.000 ogni anno, hanno assunto un ruolo di veri protagonisti: lettori forti, motivati e selettivi, che hanno animato migliaia di incontri, dibattiti, seminari e laboratori. Grazie al progetto dell'International Book Forum, l'area per lo scambio dei diritti editoriali sostenuta dall'Ice-Istituto per il Commercio Estero e dalla Regione Piemonte, il Salone ha potuto aprirsi a una dimensione internazionale, richiamando ogni anno a Torino editori ed agenti letterari d'ogni Paese. L'Ibf nel 2011 ha compiuto dieci anni di vita e, con oltre 6.900 incontri in quattro giorni, ha saputo far dialogare oltre 700 operatori professionali provenienti da 30 paesi di tutto il mondo. Molto gradita anche la partecipazione dei Paesi ospiti d'onore, dall'Olanda dell'edizione 2000 alla Russia del 2011, che hanno consentito una migliore conoscenza di culture spesso poco note. Il Salone ha dimostrato di aver saputo intercettare e soddisfare le diffuse esigenze culturali di un pubblico diversificato e preparato, realizzando nuove modalità d'incontro con gli autori e la serie di eventi tematici legati al diverso motivo conduttore scelto ogni anno. Un intreccio di argomenti «alti» e popolari, generalisti e di nicchia. La sua fortuna è all'origine della fioritura di festival ed eventi culturali che si è registrata in tutta Italia, in specie nell'ultimo decennio. Oggi il Salone rappresenta anche una sorta di «Capodanno librario», una sorta di fermo immagine in cui la verifica critica del lavoro svolto nell'universo del libro e dell'editoria permette di discutere gli sviluppi del futuro prossimo in questo vasto e settore. |



















