Salone Internazionale del Libro di Torino Primavera Digitale
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Giuseppe Ungaretti
Alessandria d'Egitto 1888 – Milano 1970

opera luoghi

“M’illumino/ d’immenso”. “Si sta come/ d’autunno/ sugli alberi/ le foglie”. “La morte/ si sconta/ vivendo”. In questi celebri versi, fioriti nella desolazione delle trincee della Grande Guerra, cui aveva partecipato come volontario, è condensata la poetica di Giuseppe Ungaretti. Frutto di “innumerevoli contrasti d’innesti”, di famiglia toscana emigrata ad Alessandria d’Egitto, nutrito di cultura francese (Baudelaire, Rimbaud, Mallarmé, Apollinaire) e immune da malinconie crepuscolari e dalle estenuazioni del decadentismo, il giovane poeta irrompe sulla scena italiana nel segno di una forte discontinuità: cerca l’essenzialità, vuole riportare la parola alla tensione originaria, al  suo valore simbolico e salvifico, facendola risuonare in un silenzio quasi religioso, nel vuoto della pagina bianca; e intanto destruttura la sintassi, abolisce la metrica e la rima.

Nei versi 1914-1919 raccolti in Allegria dei naufragi una scansione solenne, accostamenti sbalorditivi, immagini ardite e una strepitosa musicalità fanno deflagrare le grandi domande sull’esistenza e sul rapporto con Dio attraverso metafore lampeggianti, di intensità biblica. Appena scampato al naufragio, l’uomo torna a lanciarsi in nuove sfide con l’allegria di una vitalità resa più forte dall’esperienza del dolore. La stessa consapevolezza della propria nullità  alimenta la volontà di continuare a interrogare un “inesauribile segreto”.

La critica

La poesia di Ungaretti è, subito, quella di una generazione – di poesia e pittura, e cinema- europea, che senza mediazione di crepuscoli si è trovata alla frontiera della morte e dell’assoluto, nella vita e nelle arti.

Carlo Ossola

Il primo poeta vero che abbia introdotto nel verso italiano autentiche innovazioni formali

Gianfranco Contini

La fortuna

Ungaretti è uno dei poeti più letti, imitati e studiati del Novecento italiano, e gode di una ricchissima bibliografia critica. A lui hanno guardato tra gli altri il primo Luzi, Bigongiari, Quasimodo. Nel secondo dopoguerra la vitalità della sua maschera fortemente teatrale ne ha fatto un’icona di vasta popolarità, quasi la fascinosa incarnazione dell’idea di poeta.

L’opera in libreria:

in Vita d’un uomo. Oscar Mondadori;

in Vita d’un uomo, Opere, i Meridiani Mondadori.

[Ernesto Ferrero]


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