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Gli indifferenti è il romanzo che cambia il corso della nostra prosa narrativa. Il ventiduenne autore sceglie una lingua funzionale, asciutta, rapida, che si contrappone alle ricercatezze di stile del gusto corrente. Il libro sembra “scritto male”, al modo in cui lo sembrava La coscienza di Zeno di Svevo, pubblicato sei anni prima. Moravia anticipa qui temi e sensibilità che arriveranno a maturazione solo alcuni decenni dopo, come ad esempio nell’esistenzialismo francese.Tra questi due romanzi “scritti male” Eugenio Montale pubblica nel 1925 la sua prima raccolta poetica, Ossi di seppia, dove si leggono versi diventati celebri: “Codesto solo oggi possiamo dirti/ cioè che non siamo, ciò che non vogliamo”. Smarriti nell’Italia tra le due guerre, anche i cinque personaggi borghesi del romanzo non sanno ciò che sono e ciò che vogliono, ma non ne hanno consapevolezza, restando in uno stato di torpida incoscienza, di atonia morale.
La critica
“Il Moravia ha un’arte di scrittura molto bella, perché depurata d’ogni belluria…Qui la parola non spicca per conto suo nella frase; la frase non molleggia le anche, si sente un respiro sano e continuo…Qui è vera prosa, il fondo dell’ingegno è saldo; non di quelle vocazioni giovanili che si esauriscono in fretta.”
Giuseppe A. Borgese, “Corriere della sera”, 21 luglio 1929
La fortuna
Pubblicato in 1.000 copie con un contributo dell’autore (5.000 lire imprestate dal padre) il romanzo ha conosciuto decine di ristampe, per complessive 6 milioni di copie vendute) ed è stato tradotto nelle principali lingue. Spicca tra queste il titolo dell’edizione inglese 1953, The Time of Indifference.
I film
Gli Indifferenti, regia di Francesco Maselli, 1964, con Claudia Cardinale, Rod Steiger, Tomas Milian, Paulette Goddard.
Gli Indifferenti, adattamento televisivo di Mauro Bolognini, 1987, con Peter Fonda, Sophie Ward, Liv Ullman, Laura Antonelli.
L’opera in libreria
Gli Indifferenti, Grandi Tascabili Bompiani
[Raffaele Manica]
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