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«Sono un uomo normale di buona memoria che è incappato in un vortice, che ne è uscito più per fortuna che per virtù e che da allora conserva una certa curiosità per i vortici, grandi e piccoli, metaforici e materiali».
Nel 1944 un giovane torinese, dottore in chimica, che ha già scritto racconti e poesie,viene deportato ad Auschwitz in un vagone piombato. Enciclopedista onnivoro, linguista e zoologo dilettante, Primo Levi coniuga mentalità scientifica, capacità d’osservazione e sapienza di scrittura per analizzare dall’interno, senz’ombra di retorica o vittimismo, i meccanismi di un’atroce macchina d’annientamento.
Testimonianza rigorosa e capolavoro letterario, Se questo è un uomo è il libro che affronta con una misura d’equilibrio già classica domande cruciali che investono l’intera storia degli uomini : la banalità del male, l’esercizio del potere, la “zona grigia” del compromesso e della viltà morale, i mostri che nascono dall’insonnia della ragione. Primo Levi non è l’archeologo di una tragedia irripetibile, ma l’antropologo che ha elaborato strumenti conoscitivi indispensabili per analizzare i comportamenti umani, privati e collettivi. Il suo è un laboratorio aperto sul futuro.
La critica
“Se il libro ha superato di gran lunga tutti gli scritti analoghi di reduci dei Lager, è pe la sua eccezionale qualità letteraria, che dipende soprattutto dalla lucidità della memoria, dall’acutezza delle riflessione, dal suo livello morale e da un’incomparabile attitudine espressiva”
Cesare Segre
“Non posso leggere due righe di Primo Levi senza commuovermi umanamente e letterariamente”.
Pier Vincenzo Mengaldo
La fortuna:
3.000.000 di copie vendute complessivamente in Italia.
Tradotto in 34 lingue
L’opera in libreria:
in Se questo è un uomo. La tregua, ET Einaudi
[Ernesto Ferrero]
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