Salone Internazionale del Libro di Torino Primavera Digitale
PrintE-mail

Bompiani

Bompiani

VALENTINO BOMPIANI

Discendente di una famiglia di aristocrazia militare, Valentino Bompiani (Ascoli Piceno 1898 - Milano 1992) si forma alla scuola di Arnoldo Mondadori, del quale per breve tempo è segretario e poi condirettore editoriale. Nel 1928 viene chiamato a dirigere la editrice milanese Unitas, senza grande successo. L’anno seguente apre a Milano la sua casa editrice e nel 1932 sposa Lucia (Ninì) Bregoli.

Il successo non tarda: narratori promettenti anche se allora poco noti (il vulcanico Zavattini, Corrado Alvaro), il giovane Moravia, l’Enciclopedia pratica Bompiani e il monumentale Dizionario Bompiani delle Opere e dei Personaggi, in lavorazione durante la Seconda guerra mondiale. All’inizio degli anni Settanta cede la casa editrice all’IFI. Nominato presidente onorario, nel 1983 fonda con Luciano Mauri la Scuola per librai Umberto ed Elisabetta Mauri: pochi anni prima ha potuto condividere con Umberto Eco la genesi del Nome della rosa, e compiacersi del successo planetario dell’opera. Bompiani è anche autore di testi teatrali e di tre volumi di memorie.

«Ti dicevo che sono sicuro del tuo istinto di editore. Sono sicuro, voglio dire, che hai la capacità, l’ingegno, l’animo che ci vogliono per un editore italiano oggi. La capacità cioè di pesare sull’orientamento del pubblico.»

Corrado Alvaro

«È generoso, collerico, mutevole, tenace, autoritario, aperto e capriccioso. È uomo di mondo, ma non è mondano. È formalista, senza essere snob. È anche altero, ma sempre disponibile anche se quasi mai disposto.»

Silvana Mauri

LA CASA EDITRICE

1929

Nasce la Casa editrice Valentino Bompiani e C., con sede a Milano nella centrale via Durini. Il programma editoriale individua tre direzioni di sviluppo: i libri di coltura, i libri per i giovani e gli almanacchi.

1930-1935

L’editore rilancia l’«Almanacco letterario», ereditato da Mondadori (l’edizione 1930 raggiunge 20.000 copie già nel febbraio), promuove campagne pubblicitarie fortemente innovative e d’effetto, stampa «Pesci rossi», mensile di informazione e di attualità letteraria per gli «amici della Casa Bompiani». Alla saggistica di affianca la narrativa: grande successo ottengono l’ungherese Körmendi e Cronin (E le stelle stanno a guardare, 1936; La cittadella, 1938), mentre tra gli italiani Bompiani si lega a Moravia, che gli rimarrà sempre fedele.

1936-1945

Vengono messi in cantiere due progetti innovativi: l’antologia di narratori statunitensi Americana curata da Vittorini e il Dizionario Bompiani delle Opere e dei Personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature, avviato nel 1938 e seguito personalmente dall’editore.

1946

È pubblicato il primo volume del Dizionario: nel giro di quattro anni l’opera è condotta a termine per complessivi nove volumi, e la tiratura iniziale di 10.000 copie viene esaurita in breve tempo.

1947-1971

La casa editrice porta alla luce nuovi autori: Marotta, Flaiano, La Capria, Ottieri. Nel 1959 Umberto Eco entra in Bompiani, dove si occupa di saggistica e dirige la collana «Idee nuove».

Primi anni ‘7o

La Bompiani entra a far parte al gruppo IFI, controllato dalla famiglia Agnelli, che controlla di Etas-Kompass, possiede partecipazioni in Adelphi e Boringhieri e sta subentrando nella proprietà della Fratelli Fabbri editori.

1973-1979

Il rilancio della casa editrice è promosso da nuove collane come «Studi Bompiani», «Nuova Corona», i «Tascabili» con il contributo di Eco, Maria Corti, Oreste del Buono.

1980

Il nome della rosa di Eco ottiene un successo senza precedenti e segna l’esordio dell’autore nell’inedita veste di narratore

1981-2010

La casa editrice entra a far parte del gruppo RCS Libri, e porta al successo autori come Paulo Coelho, Michael Cunningham, Hanif Kureishi, Michel Houellebecq.

 

I PRINCIPALI COLLABORATORI

Cesare Zavattini condivide con l’editore gli inizi della casa editrice e la sostiene con molti titoli di successo. Antonio Banfi progetta e dirige la collana «Idee nuove», poi affidata a Enzo Paci e Umberto Eco, che introduce in Italia autori e correnti del pensiero europeo e americano (da Spengler a Jaspers, da Abbagnano a Santayana). Il Dizionario Bompiani delle Opere e dei Personaggi è affidato alla cura redazionale di Celestino Capasso e Paolo De Benedetti. Verso la fine della guerra la nipote Silvana Mauri entra in casa editrice e redige, su incarico dello zio, un «diario editoriale». Tra i collaboratori della casa editrice si annoverano, per un breve periodo, Erich Linder (che condurrà l’Agenzia letteraria internazionale fino alla sua morte, nel 1983) e il giovane Mario Spagnol.

LE COLLANE PRINCIPALI

«Libri scelti per servire al panorama del nostro tempo»

Prima collana di Bompiani, è dedicata a temi di attualità (bolscevismo, nazismo, New Deal).

«Letteraria»

È la prima e principale collana di narrativa contemporanea italiana e straniera di Bompiani.

«Idee nuove»

Diretta inizialmente da Antonio Banfi, poi da Enzo Paci e infine da Umberto Eco, ha il merito di aver introdotto in Italia autori e scuole filosofiche poco conosciute nel nostro paese.

«Corona»

Nasce come «collezione universale» ed è diretta da Elio Vittorini. Pubblica opere di narrativa, poesia, teatro, storia, arte, religione.

«Portico»

Nasce per iniziativa dell’editore e di Federigo Federici: pubblica saggistica varia e d’autore (Gide, Eliot, Camus, Webern). Tra gli altri titoli, esce in questa collana Opera aperta di Umberto Eco (1962).

«I delfini»

Prima collana tascabile a larga diffusione, accoglie i titoli più significativi del catalogo.

«Studi Bompiani»

Articolata in diverse sezioni, la collana propone studi di semiotica, filosofia, italianistica, storia, psicologia, scienza della formazione.

I LIBRI CHIAVE

Cesare Zavattini, Parliamo tanto di me, 1931

«Quando Zavattini venne da me, non lo conoscevo neppure di nome. A vedermelo davanti grosso e timido non mi ispirava fiducia. Si era seduto e taceva, intento a strapparsi con metodo le sopracciglia. Tirò fuori dal taschino o forse dalla manica un rotoletto di ritagli. Li posò sul tavolo e vi accennava col mento come se si trattasse di ciambelle che mi invitava ad assaggiare: era il suo primo libro.» (Valentino Bompiani, Via privata, Mondadori, Milano 1973)

Adolf Hitler, La mia battaglia, 1934

L’attenzione per la Germania nazionalsocialista, già dimostrata con l’Hitler di Heuss (1932), si spinge fino alla traduzione del Mein Kampf, corredato da una breve nota introduttiva dello stesso Führer.

Karl Jaspers, Filosofia dell’esistenza, 1941

Si tratta di uno dei testi più significativi del filosofo tedesco che, con uno stile definito da Banfi «elementare e apocalittico insieme», fornisce un contributo di rilevo alla conoscenza dell’esistenzialismo, al tempo assai scarsa in Italia.

Giuseppe Marotta, L’oro di Napoli, 1947

Il fortunato volume dell’autore napoletano (trentasei racconti già pubblicati sul «Corriere della Sera») troverà nel 1954 trasposizione cinematografica con la regia di De Sica e la sceneggiatura dello stesso Marotta, De Sica e Zavattini.

Alberto Moravia, La romana, 1947

Autore simbolo di Bompiani tra i più tradotti all’estero, Moravia inizia con L’imbroglio (1937) un rapporto che è insieme personale e editoriale con l’editore. Le pellicole tratte da molte sue opere non fanno che amplificare la notorietà di entrambi.

Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe, 1949

Tradotto da Ninì Bregoli, ha trovato negli anni un pubblico trasversale che lo ha trasformato in un classico più volte ristampato.

Dizionario Bompiani delle Opere e dei Personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature, 1946-1950

Definito da Bompiani «l’arca di Noè della cultura», il Dizionario è suddiviso in trenta sezioni alle quali contribuiscono oltre mille specialisti: la tiratura iniziale di 10.000 copie viene presto esaurita e l’opera viene tradotta in varie lingue tra cui inglese, francese, tedesco, spagnolo e portoghese. In seguito il Dizionario viene posto sotto il patrocinio dell’Unesco «quale opera di importanza e di interesse mondiali».

Philip Roth, Il lamento di Portnoy, 1970

Uscito negli Stati Uniti nel 1967, Portnoy’s Complaint è tra i primi libri di Roth comparsi in traduzione italiana; Bompiani pubblicherà le sue opere fino alla Controvita (The Counterlife), uscito nel 1986.

Pin It

Richiedi la newsletter per essere aggiornato su tutte le novità della prossima edizione del Salone

Receive HTML?