Feltrinelli
GIANGIACOMO FELTRINELLI
Giangiacomo Feltrinelli nasce a Milano nel 1926. Nel 1948, primo di una ricchissima famiglia di industriali a occuparsi di editoria, fonda la Biblioteca omonima (oggi Fondazione Feltrinelli) ed entra nella gestione della Cooperativa del libro popolare (Colip), un’iniziativa del Pci togliattiano da cui nel 1954 rileva i 199 titoli della collana «Universale Economica del Canguro», poi trasformata in «Universale Economica Feltrinelli». L’editore balza alla ribalta internazionale nel 1957 con la pubblicazione in anteprima mondiale del capolavoro di Boris Pasternak Dottor Živago, di cui controlla i diritti mondiali, seguito nel 1958 dal Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Negli anni Sessanta, quando la casa editrice è ormai un’istituzione solida e affermata, il suo fondatore ha sposato in toto la causa della rivoluzione: nel 1964 l’incontro con Fidel Castro, nel 1967 il viaggio in Bolivia per il processo a Régis Debray, nel dicembre 1969 la clandestinità. Muore in circostanze tragiche a Segrate, nei pressi di Milano, il 14 marzo 1972.
LA CASA EDITRICE
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1955-1957 |
Giangiacomo Feltrinelli fonda la casa editrice. Nel 1957 apre la prima Libreria Feltrinelli a Pisa; seguiranno quelle di Milano (nello stesso 1957 la prima, e nel 1961 la seconda), Genova (1959) e Firenze (1962). |
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1958-1968 |
Gli straordinari successi del biennio 1957-1958 (Dottor Zivago e Gattopardo), che raggiungono un vastissimo pubblico anche grazie ai due celeberrimi e omonimi film diretti da David Lean e Luchino Visconti, conferiscono alla casa editrice una statura mondiale. Il catalogo Feltrinelli si apre alla letteratura internazionale (in particolare latinoamericana) e alla saggistica, portando in Italia molti futuri premi Nobel, e il dibattito su Guerra fredda e il terzo mondo. In questi anni la casa editrice diviene il punto di riferimento del Gruppo 63. |
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1968-1972 |
Durante la clandestinità e dopo la morte di Feltrinelli la casa editrice è gestita da Gian Piero Brega, direttore editoriale, e da Inge Schoenthal Feltrinelli, che assume la presidenza nel 1972. |
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1973-1980 |
La saggistica politica segue l’attualità con testi e manifesti sul divorzio, il femminismo, lo stragismo, le Brigate rosse, il Vietnam, il rapimento di Aldo Moro e la presidenza Leone. |
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1981-1995 |
Brega lascia il posto a Franco Occhetto, nuovo direttore editoriale, che ristruttura le collane e insieme con Bob Noorda innova la grafica della casa editrice. Dalla metà degli anni Ottanta le librerie aumentano con cadenza annuale: nel 1993 Pescara è la venticinquesima. |
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1996-2010 |
Con oltre cento punti vendita presenti su tutto il territorio nazionale la Feltrinelli è la più grande catena di negozi di libri e musica d'Italia. Carlo Feltrinelli, figlio di Giangiacomo, è amministratore delegato della casa editrice, dal 1998 presidente delle Librerie Feltrinelli e dal 2001 presidente della Fondazione Feltrinelli. |
«… Che cos’è un editore? Non so che cosa sia l’Editore, l’editore in sé, ma cerco di ascoltare le ragioni per cui faccio l’editore. E ammetto: l’editore non ha niente da insegnare, non ha niente da predicare, non vuol catechizzare nessuno, in un certo senso non sa niente. E ammetto: l’editore per non essere ridicolo, non deve prendersi eccessivamente sul serio, l’editore è una carretta, è uno che “porta carta scritta”, è un veicolo di messaggi.
E allora: un editore è niente, è un veicolo che può anche autodefinirsi una carretta, ma un editore può anche affrontare il proprio lavoro sulla base di una ipotesi di lavoro molto azzardata: che tutto, ma proprio tutto, deve cambiare, e cambierà.»
Giangiacomo Feltrinelli
I PRINCIPALI COLLABORATORI
La storia della Feltrinelli è anche la storia dei suoi primi collaboratori, Valerio Riva, Fabrizio Onofri e Luigi Diemoz, tutti già nella Colip con Giangiacomo; di Albe Steiner, art director e maestro della grafica editoriale del dopoguerra; di Luciano Bianciardi, in Feltrinelli dal 1954 al 1957, e di Mario Spagnol dal 1957 al 1967; di Enrico Filippini, di Valerio Bertini, che promuove la prima fase di sviluppo delle Librerie Feltrinelli, nonché di Giorgio Bassani, responsabile della sede romana della casa editrice e della collana «Biblioteca di letteratura». Tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Ottanta la casa editrice si regge quasi interamente sull’esperienza e la fedeltà allo spirito delle origini di Giuseppe Del Bo, Gian Piero Brega, direttore editoriale dal 1968 al 1981 e responsabile della collana «I fatti e le idee. Saggi e biografie», e Inge Schoenthal, moglie di Giangiacomo e presidente della casa editrice dal 1972. Alla crisi dei primi anni Ottanta farà fronte il nuovo direttore editoriale, Franco Occhetto.
LE COLLANE PRINCIPALI
«Universale Economica» (1955- )
Erede dell’«Universale Economica del Canguro», ne ripropone lo spirito di servizio come collana ad ampio raggio ma a costi contenuti. Oltre alle ristampe di opere ormai famose, una caratteristica ha sempre distinto questa collana da altre economiche: la pubblicazione in un’alta percentuale di titoli originali.
«Storia dell’Italia moderna di Giorgio Candeloro» (1956-1986)
Il monumentale lavoro di Candeloro riconsidera la storia moderna del nostro paese adottando la lettura gramsciana così com’era emersa dai Quaderni del carcere.
«Biblioteca di letteratura. I Contemporanei» (1958-1963)
Collana diretta da Giorgio Bassani, salita clamorosamente alla ribalta con il successo del Gattopardo, pubblica I segreti di Milano di Testori e scopre Luigi Meneghello con Libera nos a malo.
«Le Comete» (1959-1967)
Pubblica tra gli altri Sotto il vulcano di Lowry, Il re della pioggia di Bellow, L’Aleph di Borges , I sotterranei di Kerouac. La collana viene ripresa nel 2001.
«I Narratori» (1960- )
La collana mantiene vivo il discorso che la casa editrice ha condotto sin dalla sua prima attività nel campo della narrativa. Tra i titoli più significativi dei primi anni Il padrone di Parise, Cosmo di Gombrowicz e Vogliamo tutto di Balestrini.
«Impronte» (1983-1995)
Ideata da Franco Occhetto, ripropone opere nuove, dimenticate o riscoperte di grandi autori del Novecento. Tra i maggiori successi degli anni Ottanta: L’amico ritrovato di Fred Uhlman e Il libro dell’inquietudine di Fernando Pessoa.
«I Canguri» (1990-2005)
Un’agile collana di narrativa che ospita opere a grande diffusione di Vázquez Montalbán, Yoshimoto, Pennac. Il nome «I Canguri» rievoca il simbolo della prima «Universale Economica», che era stato ripreso per i tascabili Feltrinelli negli anni settanta.
I LIBRI CHIAVE
Boris Pasternak, Il dottor Živago, 1957
Primo bestseller dell’editoria contemporanea e insieme scandalo politico, oggetto di violente polemiche e di condanne da parte della critica del regime, l’arrivo dello Zivago, censurato in patria, nelle mani di Giangiacomo Feltrinelli, che nonostante l’ostilità di Mosca lo pubblica e si assicura il diritto d’autore per tutti i paesi occidentali, è il frutto di una trattativa rocambolesca e ancora fitta di misteri.
«Živago richiese una decisione difficile e solitaria. Chi avrebbe potuto consigliarmi in quel frangente? Insomma non fu, come è quasi sempre per i bestseller, come è stato con Il Gattopardo, un colpo di fortuna.»
(Giangiacomo Feltrinelli)
Günter Grass, Il tamburo di latta, 1962
L’opera prima dell’autore tedesco, premio Nobel per la letteratura nel 1999, arriva a Feltrinelli dopo essere stata stampata in 5000 copie da Bompiani, che all’ultimo momento decide di non distribuirla, ritenendo il contenuto troppo scabroso.
Henry Miller, Tropico del Cancro, 1967
Inizia a circolare nel 1962 in un’edizione clandestina stampata da Feltrinelli a Bellinzona e messa a stock nei magazzini della Gondrand di Basilea. I Tropici, in volume unico, verranno ufficialmente pubblicati in Italia da Feltrinelli solo nel 1967.
Ernesto Che Guevara, Diario in Bolivia, 1968
Il Diario esce in Italia nel luglio 1968, tradotto in pochi giorni dallo stesso Giangiacomo Feltrinelli. I diritti del libro verranno ceduti gratuitamente agli altri editori europei. L’edizione italiana è la prima al mondo. I proventi delle vendite sono devoluti a favore dei movimenti di liberazione latinoamericani.
Gabriel García Márquez, Cent’anni di solitudine, 1968
Prima traduzione mondiale del libro dell’autore colombiano, premio Nobel per la letteratura nel 1982. Il romanzo magico del mitico paese di Macondo diventa subito un libro di culto.
Elena Gianini Belotti, Dalla parte delle bambine, 1973
Il volume diventa subito un classico sull’influenza dei condizionamenti culturali nella formazione dei ruoli e sul mito della «naturale» superiorità maschile contrapposta alla «naturale» inferiorità femminile.
Camilla Cederna, Giovanni Leone. La carriera di un presidente, 1978
Un raro caso di bestseller di saggistica: vende più di 600.000 copie e contribuisce alle dimissioni del presidente della Repubblica. Il libro verrà sequestrato e coinvolto in una causa giudiziaria che penalizzerà l’attività della casa editrice negli anni successivi.
Stefano Benni, Terra!, 1983
Il primo dei successi narrativi di Stefano Benni che nel 1992, con La compagnia dei Celestini, suo ottavo libro nel catalogo Feltrinelli, vende 250.000 copie in un anno.
Isabel Allende, La casa degli spiriti, 1983
Un libro di narrativa che rinnova gli antichi successi della casa editrice: è della scrittrice latinoamericana che anche con la sua successiva produzione saprà guadagnarsi il grande favore del pubblico italiano.
Daniel Pennac, Il paradiso degli orchi, 1991
Un nuovo scrittore, il francese Daniel Pennac, incontra, già con i primi due suoi libri, Il paradiso degli orchi e La prosivendola, un rapido e durevole successo di pubblico.
Banana Yoshimoto, Kitchen, 1991
Il primo di una fortunata serie di romanzi della giovane autrice giapponese di cui la Feltrinelli pubblica la prima edizione mondiale al di fuori del Giappo



