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Laterza

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Giovanni Laterza

Giovanni Laterza nasce a Putignano, piccola cittadina in provincia di Bari, nel 1873. Dopo un breve soggiorno a Milano, dove lavora come barbiere e sposa Agostina Broggi, commessa della Libreria Vallardi, nel 1896 fa ritorno a Bari. Qui il fratello maggiore Vito aveva avviato una cartolibreria e una tipografia, coinvolgendo tutti gli altri fratelli; Giovanni trasforma l’impresa di famiglia dando vita il 10 maggio 1901 alla casa editrice Gius. Laterza & Figli. Il suo programma è ambizioso: intende proporsi sul mercato nazionale come editore di cultura, diffondendo «quanto di meglio si produca, letterariamente e scientificamente, nelle Puglie e fuori». Decisivo è l’incontro con Benedetto Croce, con il quale si crea da subito uno stretto rapporto professionale, destinato a divenire un’autentica amicizia, per quanto non priva di contrasti. Giovanni Laterza muore a settanta anni il 21 agosto 1943.

La casa editrice

1901 - Giovanni Laterza fonda la casa editrice.

1902-1915 - Benedetto Croce inizia il suo rapporto di collaborazione con Laterza progettando le prime collane e scegliendo i titoli da pubblicare.

1906-1908 - Dal 1906 Laterza cura l’edizione della rivista «La Critica», diretta da Croce, e dal 1908 anche l’edizione completa delle opere di Croce (fino al 1963 in oltre 70 volumi).

1925-1943 - Quando Croce si oppone decisamente al regime fascista e rompe definitivamente i rapporti con Giovanni Gentile, Giovanni Laterza non esita a schierarsi dalla parte dell’amico e consigliere. La casa editrice diviene punto d’incontro di intellettuali e scrittori antifascisti, subendo divieti di pubblicazione, sequestri e perquisizioni. La produzione editoriale della Laterza rappresenta in questi difficili anni un significativo fronte di resistenza culturale.

1950-1970 - Dopo la morte di Giovanni Laterza (1943) e di Benedetto Croce (1952), il pronipote Vito, insieme con Franco Laterza, uno dei figli di Giovanni, avvia un profondo rinnovamento della casa editrice, crea nuove collane, apre al mondo della scuola e dell’editoria specializzata.

1963 - La Laterza si trasforma in una società per azioni; viene potenziata l’organizzazione di distribuzione e di vendita e viene aperta una nuova sede a Roma, che dal 1972 diviene sede legale del gruppo editoriale.

1989 - Cambia l’assetto societario e la Laterza cessa di essere una società esclusivamente familiare.

2001 - Dopo la morte di Vito, la gestione dell’impresa è affidata ai cugini Giuseppe e Alessandro Laterza, che sviluppano e arricchiscono le precedenti scelte editoriali, puntando sulla saggistica da un lato e sull’editoria scolastica e universitaria dall’altro.

«Caro Laterza, credo poi che fareste bene ad astenervi almeno per ora dall’accettare libri di romanzi, novelle e letteratura amena: e ciò per comparire come editore con una fisionomia determinata: ossia come editore di libri politici, storici, di storia artistica, di filosofia … editore di roba grave.»
Benedetto Croce
«Il rammarico di vedere questo nostro Mezzogiorno così poco conosciuto e così spesso vituperato e il desiderio di cooperare con tutte le nostre forze a rendere la nostra Bari nota tra le altre città d’Italia non solo come emporio industriale e commerciale ma anche come centro di cultura, ci hanno fatto prendere coraggio e ci hanno spinti sulla via da molto tempo da noi sognata.»
Giovanni Laterza
«Una casa editrice alla quale siamo tutti in diversa misura debitori, sia per quello che essa ha significato nella formazione di ognuno di noi, sia per l’esempio che essa ha costituito nell’Italia moderna come casa editrice nazionale d’indirizzo unitariamente costruttivo.»
Giulio Einaudi

I principali Collaboratori

La scelta di Giovanni Laterza di avere Benedetto Croce come «consigliere privilegiato» fa sì che attorno alla casa editrice si riunisca un folto gruppo di intellettuali legati alla rinascita dell’idealismo. Molti allievi più o meno giovani di Croce sono vicini alla casa barese: Fausto Nicolini, Adolfo Omodeo, Guido De Ruggiero, Luigi Russo, Leone Ginzburg, Ada Marchesini Gobetti, Carlo Ludovico Ragghianti, Mario Vinciguerra, Nino Cortese, Alfredo Parente. Insieme a Croce, Giovanni Gentile è tra i principali collaboratori, fino alla rottura nel 1928, e Francesco Saverio Nitti dirige per un breve periodo la collana «L’Italia Meridionale». Dal 1920 anche Luigi Einaudi collabora con la casa editrice. La riorganizzazione della Laterza negli anni Cinquanta si sviluppa attorno alle figure di Luigi Russo, direttore sin dal 1937 degli «Scrittori d’Italia», Armando Saitta, responsabile della «Collezione storica», seguito da Rosario Romeo ed Eugenio Garin, direttore dei «Classici della filosofia moderna». Vito Laterza recluta altri importanti collaboratori nell’ambiente riconducibile alla rivista «Il Mondo» di Mario Pannunzio. Lo storico francese Jacques Le Goff dirige dal 1993 la collana «Fare l’Europa».

Le collane principali

«Biblioteca di cultura moderna» (1902-)

È la prima collana di cui Croce diviene tacitamente direttore. Raccoglie volumi di storia politica, sociale ed economica, di critica letteraria e filologica, di filosofia e storia della filosofia.

«Scrittori d’Italia» (1910-1987)

Croce delinea il programma della collana, che riunisce le opere che nel corso dei secoli hanno contribuito alla formazione della lingua e della cultura italiana, in accurate edizioni affidate a specialisti. Un’operazione destinata ad avere un’influenza determinante su tutta la critica e la storiografia letteraria del Novecento.

«Collezione storica» (1922-)

La collana comprende testi di storia, nei suoi aspetti religiosi, politici e sociali.

«Libri del Tempo» (1951-)

Voluta da Vito Laterza e lanciata in occasione del cinquantenario della casa editrice, tratta i temi del dibattito politico e culturale, denunciando problemi e mali della società italiana.

«Universale Laterza» (1964-)

È la prima collana tascabile della casa editrice, utilizzata per rilanciare il meglio del catalogo Laterza, rivolgendosi a un pubblico sempre più ampio.

I Libri-Chiave

Bolton King e Thomas Okey, L’Italia d’oggi, 1902

È il primo libro pubblicato da Giovanni Laterza, su suggerimento di Benedetto Croce. Il filosofo napoletano mette alla prova il giovane editore, seguendo direttamente la traduzione del testo –affidata al fratello Alfonso – e tutte le fasi di lavorazione del volume.

Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio, tradotta da Benedetto Croce, 1907

L’opera apre la collana «Classici della filosofia moderna», ideata da Giovanni Gentile e da lui diretta insieme a Croce: la collana si propone di contribuire al «risveglio degli studi filosofici», mettendo a disposizione i testi dei filosofi classici in edizioni e traduzioni di alto livello.

Guido De Ruggiero, Storia del liberalismo europeo, 1925

Pubblicata nel 1925 – l’anno delle leggi «fascistissime» e della svolta dittatoriale del regime – la Storia del liberalismo europeo resta un documento di grande valore sui fondamenti e sullo svolgimento storico del liberalismo: uno dei testi fondamentali della resistenza culturale al fascismo.

Ernesto Buonaiuti, Il cristianesimo nell’Africa romana, 1928

Ernesto Buonaiuti (1881-1946), sacerdote scomodo, è il più importante esponente del modernismo italiano. Il suo saggio, che riconosce nel cristianesimo africano le originarie caratteristiche escatologiche della religione cristiana, ha un’eco notevole.

Benedetto Croce, Storia d’Italia dal 1871 al 1915, 1928

Nonostante i duri attacchi della critica fascista (la settima edizione viene ritirata dal commercio nel 1942), l’opera di Croce segna l’avvio della discussione storica sui problemi dell’Italia postunitaria. Nelle pagine della Storia si compie la definitiva rottura con Giovanni Gentile.

Antonio Labriola, La concezione materialistica della storia. Nuova edizione con un’aggiunta di B. Croce sulla critica del marxismo in Italia dal 1895 al 1900, 1938

La casa editrice nel periodo fascista affronta con coraggio e decisione le crescenti pressioni del regime, subendo anche censure e sequestri. Giovanni Laterza viene diffidato dalla pubblicazione di La concezione materialistica della storia.

Eugenio Garin, L’Umanesimo italiano. Filosofia e vita civile nel Rinascimento, 1952

Il saggio costituisce un momento centrale per la riapertura del dibattito sull’Umanesimo. Garin illustra il valore filosofico del Rinascimento ponendo l’accento sui problemi della vita civile, sugli ideali etico-politici delle città italiane del Quattrocento.

Herbert Marcuse, La fine dell’utopia, 1968

Segno dell’immutato impegno civile della Laterza, l’opera del filosofo tedesco restituisce le atmosfere, la vivacità intellettuale, il desiderio di cambiamento espresso dai movimenti giovanili del Sessantotto e diviene uno dei testi più importanti durante gli anni della contestazione studentesca.

Paolo Sylos Labini, Le classi sociali negli anni ’80, 1986

Con questa opera nasce nel 1986 la collana «I Sagittari», destinata alla saggistica. Sylos Labini ridisegna la mappa economica e sociale dell’Italia e di un mondo che cambia, dodici anni dopo il suo Saggio sulle classi sociali.

Fernando Savater, Etica per un figlio, 1992

Nel 1992 Laterza pubblica per la prima volta in Italia Etica per un figlio: un libro intenso che ha avuto uno straordinario successo in tutto il mondo. Il filosofo spagnolo parla a suo figlio del bene e del male: spiega con passione e insieme con humour l’arte di saper vivere, come l’autore definisce quel prezioso concetto che chiamiamo etica.

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