Vallecchi
«In un crepuscolo fradicio e livido del dicembre 1901 quattro giovani ammantellati e cappelluti si aggiravano per le vie del quartiere di Santa Croce sbirciando le insegne delle botteghe … a un tratto ci parve di avere scoperto quel che si cercava … a un piccolo tavolino nero, era seduto un giovane vestito pulitamente di scuro, dal viso delicato e meditabondo, qualcosa di mezzo tra l’operaio emancipato e il poeta romantico ... quando uscimmo eravamo già quasi amici di Attilio Vallecchi.»
Giovanni Papini
«Ho cessato di gestire “La Libreria della Voce” ... Però quel movimento di arte e di cultura … non sparisce, … perché l’amico G. Prezzolini si stabilisce a Roma ... mentre io, da Firenze centro editoriale di prim’ordine e di gloriose tradizioni, proseguirò a dar vita a un’azienda che dovrà essere, in breve tempo, una delle prime d’Italia.»
Attilio Vallecchi
ATTILIO VALLECCHI
Attilio Vallecchi (1880-1946) cresce e si forma nell’ambiente delle tipografie fiorentine. L’incontro con i giovani dell’avanguardia fa nascere in lui la volontà di diventare l’editore che avrebbe rivoluzionato e rinnovato la cultura ufficiale. La sua attività di stampatore si intreccia con l’impegno militante dei nuovi intellettuali (Papini, Prezzolini, Soffici) e con le vicende delle riviste fiorentine: «Leonardo», «La Voce», «Lacerba».
Attilio si dedica interamente allo sviluppo dell’azienda, costruendo un grande stabilimento tipografico, nel Viale dei Mille, nel 1927. Durante la guerra continua il lavoro aumentando la produzione letteraria e predisponendo i libri di testo per la riforma della scuola media inferiore di Bottai, ma non sa prevedere la fine di un mondo e ne rimane travolto. Colpito negli affetti, ingiuriato dalle truppe nazifasciste in ritirata, l’azienda distrutta dai bombardamenti, arrestato dagli alleati per collusione con il fascismo, si spegne nel 1946.
LA CASA EDITRICE
1919 Nata dalla Libreria della Voce ne prosegue lo spirito innovativo e di rottura.
I grandi stabilimenti tipografici permettono alla nuova società di sostenere un’editoria che propone nuovi autori e affermate avanguardie come Papini, Soffici, Palazzeschi, Cicognani, ma anche Bontempelli, Cardarelli, Cecchi, Savinio, Ungaretti, Viani, dando vita a collane filosofiche e pedagogiche in aperta concorrenza con la Laterza ispirata da Croce.
1923 La riforma della scuola del 1923 e il processo di rinnovamento dei libri di testo consacra l’impegno della Vallecchi nel proporre nuove opere scolastiche, dai classici alla matematica in collaborazione con Ernesto Codignola, che dirige le collezioni storiche, filosofiche e pedagogiche aprendole al pensiero europeo e Giovanni Gentile che pubblica vari suoi lavori e partecipa al consiglio di amministrazione.
1930 La casa editrice si apre alle nuove forme espressive dell’ermetismo e alle prove dei giovani che si sono formati nei periodici del regime: Bargellini, Betocchi, Bilenchi, Bo, Fallacara, Gatto, Govoni, Landolfi, Luzi, Malaparte, Pratolini, Ricci, Rosai.
1944 Il passaggio della guerra vede gli stabilimenti tipografici bombardati, i figli di Attilio costretti ai lavori forzati dai tedeschi e lui stesso arrestato dagli Alleati per la sua adesione alla Repubblica sociale. Luigi Russo, amico personale dei Vallecchi e collaboratore della casa editrice, si adopera per salvare l’azienda.
1945 Sotto la guida dei figli Enrico e Piero Vallecchi riprende l’attività con quasi cinquanta nuove pubblicazioni, alternando le pubblicazioni degli autori storici con gli emergenti Pratolini – autore dei grandi successi del dopoguerra –, Bigongiari, Coccioli, Comisso, Gadda, Meoni, Rebora, Sereni, Tobino.
1946 Muore Attilio Vallecchi
1950 La casa editrice è diretta da Enrico Vallecchi (1902-1990)
1960 Il rinnovamento troppo lento delle tecniche di produzione tipografica e delle collane scolastiche, un’organizzazione aziendale ancorata al rapporto personale, le difficoltà commerciali, vedono ampliarsi le differenze nei confronti della dinamica editoria del Nord con il conseguente dissesto finanziario.
1963 La Montecatini (poi Montedison) entra progressivamente nel capitale aziendale fino a diventarne proprietaria nel 1963. La direzione passa a Geno Pampaloni che dà vita a una produzione saggistica moderna e aperta.
1972 Le iniziative, pur culturalmente pregevoli, non sono sufficienti a garantire una redditività e dopo la vendita nel 1972 alla De Agostini, l’azienda fallisce nel 1974.
1983 Acquisito nuovamente il marchio nel 1983, Enrico Vallecchi promuove un’intensa attività di riedizione dei successi rimasti nel catalogo e di pubblicazioni novecentiste.????
I PRINCIPALI COLLABORATORI
Il confidente di una vita, l’autore con contratti speciali, l’amico dei momenti difficili, il suggeritore culturale più continuo e assiduo di Attilio Vallecchi è stato indubbiamente Giovanni Papini. Gli autori e gli artisti della casa diventarono presto collaboratori: tra gli altri Ardengo Soffici, Mino Maccari, Piero Bargellini ,Carlo Betocchi, Alfonso Gatto e Giovanni Prezzolini. Importanti nel settore scolastico le collaborazioni di Ettore Allodoli, Armando Carlini, Augusto Guzzo, Luigi Russo e Ernesto Sestan, di Giovanni De Agostini per la geografia e di Francesco Severi per la matematica. Nel secondo dopoguerra Giovanni Spadolini si occupa delle collane storiche e Mario Gozzini della saggistica.
LE COLLANE PRINCIPALI
«Biblioteca Vallecchi»
La prima collana economica tascabile offre proposte culturali multiformi, dagli autori contemporanei italiani come Papini e Bargellini, ai classici stranieri, Flaubert, Gogol, Melville, Stendhal, Unamuno, a biografie di successo come la Vita di Gabriele D’Annunzio e saggi come la Storia della filosofia del giovane Eugenio Garin. Dopo il grande successo degli anni Trenta-Quaranta, venne ripresa negli anni Settanta.
«Collana Storica»
A cura di Ernesto Codignola, propone studiosi internazionali in accurate traduzioni e importanti esponenti della cultura nazionale. Sospesa nella seconda parte degli anni Trenta per la rottura con Codignola, passato a dirigere La Nuova Italia, riprende nel corso della guerra; nel dopoguerra è affidata alle cure di Giovanni Spadolini.
«Letteratura Contemporanea» – Critica, Narrativa e prosa, Poesia, Saggi
La collana raccoglie tra gli altri Anceschi, Bigongiari, Bilenchi, Bo, Caproni, Cecchi, Coccioli, De Pisis, De Robertis, Malaparte, Palazzeschi, Papini, Pratolini, Prezzolini, Rebora, Sereni, Slataper, Tobino, Tozzi.
«La nostra scuola»
Curata da Ernesto Codignola, propone il rinnovamento culturale e supporta la riforma della scuola del 1923 con la diffusione della cultura pedagogica europea e americana.
«Prosatori italiani contemporanei»
Curata personalmente da Attilio Vallecchi e dal figlio Enrico con la parallela collana dei «Poeti d’oggi», «vide passare la più giovane letteratura italiana» secondo le parole di Giorgio Luti. Tra i tanti Comisso, Landolfi, Malaparte, Moretti, Pea, Savinio e i poeti Betocchi, Govoni, Ungaretti.
I LIBRI CHIAVE
Giovanni Gentile, Educazione e scuola laica, 1921
La definizione della nuova scuola idealista, direttamente dalle parole del filosofo attualista che, insieme al primato della filosofia positiva, definisce il ruolo della religione (mistero, mito e dogma) e apre al suo utilizzo nella formazione primaria.
Curzio Malaparte, Maledetti Toscani, 1956
La terra toscana ancora protagonista in una delle ultime opere di Malaparte.
Aldo Palazzeschi, Le sorelle Materassi, 1934
Scrittore originale e fuori dagli schemi, fa suo il linguaggio futurista. Le sorelle Materassi, ambientato nella campagna fiorentina teatro delle storie del Boccaccio e della recente permanenza di D’Annunzio, è scritto in una lingua che possa essere «lett[a] da tutti» e sfugga alla censura.
Giovanni Papini, Storia di Cristo, 1921
L’autore simbolo della casa editrice, con il suo grande successo testimoniato dalle decine di edizioni e dalla pubblicazione nelle Opere complete. Uno scritto che segna la conversione al cattolicesimo dell’audace filosofo pragmatista e dello scrittore futurista e interventista che aveva animato le riviste d’avanguardia d’inizio secolo.
Vasco Pratolini, Cronache di poveri amanti, 1947
Pratolini, un giovane cresciuto nel mondo delle riviste del regime, insieme all’elaborazione di una nuova poetica e forma narrativa, riesce a vederne le nefandezze e le violenze profonde. Diviene uno dei maggiori successi del dopoguerra, seguito dalle Ragazze di San Frediano e da Metello.
Ardengo Soffici, Bïf§zf+18 Simultaneità e Chimismi lirici, 1919
L’eredità vociana e futurista entra a pieno titolo nel catalogo editoriale vallecchiano e Soffici, insieme a Papini, ne è un alfiere che sa rinnovarsi e proporre insieme ai linguaggi giovanili destrutturati (la prima edizione di Bïf§zf+18 è del 1915) le memorie della Grande guerra e il percorso dell’arte nuova.
Mario Tobino, Le libere donne di Magliano, 1953
Un viaggio vivo nella vicenda delle pazienti, nel diario del medico scrittore viareggino, nel quale istinti, sentimenti, follia si uniscono a rendere una raffigurazione umanissima delle ricoverate. Un’istituzione totale, ancora non messa in dubbio, che costringe e detiene ma non sconfigge gli individui, i loro sentimenti e le loro espressioni.




