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In occasione della 23° edizione del Salone Internazionale del Libro, la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura ha commissionato alla Fondazione Fitzcarraldo la ricerca La Dimensione economica del Salone Internazionale del Libro.
Obbiettivo dello studio è fornire adeguati strumenti di analisi e valutazione in termini di economia della cultura che permettano agli stakeholders e all’opinione pubblica di riflettere sulle trasformazioni in corso e compiere nel modo più responsabile le proprie scelte.
La ricerca è stata promossa e sostenuta per intero dalla Camera di commercio di Torino (dopo lo studio presentato al Salone 2009 che ha stimato in due milioni di euro la quotazione del «marchio Salone»), ed è stata ottenuta elaborando i risultati di quasi 2.000 interviste a espositori, pubblico, organizzatori.
Questo studio offre risposte precise, attendibili e in molti casi sorprendenti a domande che in tanti hanno posto. Lo ha realizzato il gruppo di ricerca della Fondazione Fitzcarraldo coordinato da Alessandro Bollo, che ha elaborato i risultati di quasi 2.000 interviste realizzate a espositori, pubblico, organizzatori nei giorni del Salone 2009.
Quali sono i costi complessivi per la realizzazione del Salone? Quanto spende ciascun visitatore in libri? Qual è il fatturato totale? E uscendo dal Lingotto, quali sono le spese che si traducono in consumi e in ricadute aggiuntive sul sistema economico della città e della regione? Ma soprattutto - domanda capitale al tempo della crisi - ogni euro di finanziamento pubblico quanti ne produce di nuovi?
Eccone i risultati in sintesi.
Il pubblico del Salone
Più di 300.000 visite (esattamente 307.650) in cinque giorni, di cui 29.500 derivanti da visite scolastiche.
Molto significativa la quota di pubblico extra-locale: il 37% proviene da fuori Piemonte e il 2% dall’estero.
Circa un partecipante su due ha un’età compresa tra i 30 e i 50 anni con una leggera prevalenza di pubblico femminile (55%). La media esclude il pubblico delle scolaresche.
Si tratta di un pubblico fortemente motivato: più del 90% dei visitatori provenienti da fuori città ha dichiarato di essere venuto a Torino per partecipare al Salone; quasi nulla la percentuale di coloro che erano incidentalmente alla Fiera (meno del 2%).
Circa 50.000 i visitatori provenienti da fuori Piemonte che hanno pernottato in zona: la loro media di permanenza è di 3,13 giorni. Lombardia (13,7%), Liguria (4,4%), Emilia-Romagna (4%) e Lazio (3,2%) le regioni più rappresentate.
Quello del Salone è un pubblico di lettori forti: una persona su quattro legge più di 30 libri l’anno e sono circa 4 milioni i libri letti in un anno dal pubblico del Salone.
La spesa del pubblico
Complessivamente il pubblico del Salone ha speso:
• 14.305.000 € in acquisti di libri e prodotti editoriali
• 4.154.000 € in pernottamenti (alberghi e B&B)
• 5.475.000 € in ristorazione (fuori e dentro il Salone)
• 1.534.000 € in trasporti (taxi, servizi pubblici e trasferimenti)
• 1.740.000 € in shopping e spese legate al tempo libero e alla cultura.
• 650.000 € per i biglietti di ingresso al Salone
La spesa complessiva del pubblico è stata di 27.850.000 €
Le persone provenienti da fuori Piemonte pernottanti hanno speso mediamente 266 € durante il loro soggiorno in occasione del Salone.
Per quanto riguarda gli acquisti in prodotti librari la spesa media è compresa tra i 50 € e i 55 €. Se il 28% dei partecipanti non spende più di 20 €, il 7% spende più di 100 €.
Le spese complessive per l’organizzazione del Salone ammontano a 4.598.000 €.
L’impatto economico
L’impatto economico complessivo generato dal Salone ammonta a circa 52.432.000 €, di cui 20.258.000 € per la spesa diretta e 32.174.000 € per effetti indiretti e indotti.
Le unità di lavoro standard (ULA) complessivamente generate dal Salone ammontano a 384: vale a dire che ogni edizione del Salone è in grado di creare 384 nuovi posti di lavoro temporaneo.
Il finanziamento pubblico e istituzionale del Salone ammonta a circa 1.612.000 €.
Per ogni euro di spesa degli enti finanziatori (Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Torino, Fondazioni Bancarie, Camera di commercio) si generano 12,5 € in termini di spesa diretta ovvero 33,3 € in termini di effetti complessivi
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