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Storia

 

IL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO

L’appuntamento con il Salone Internazionale del Libro di Torino si rinnova ogni anno a maggio al Lingotto Fiere: il complesso ricavato nell’area del celebre stabilimento Fiat con la rampa elicoidale e la pista sul tetto, disegnato fra il 1915 e il 1922 da Giacomo Mattè Trucco, ammirato da Le Corbusier e dal 1985 trasformato da Renzo Piano in centro espositivo e commerciale.

I quattro padiglioni di Lingotto Fiere. Quasi cinquantamila metri quadri di superficie, 30 sale convegni, oltre 127.000 biglietti venduti, 1.000 editori, più di 1.500 incontri e dibattiti, 2.000 ospiti, 2.500 giornalisti e operatori media accreditati nei cinque giorni d'apertura. Questi i numeri che fanno del Salone la massima manifestazione in Italia dedicata all'editoria, alla lettura e alla cultura e fra le prime d’Europa.

Il Salone è promosso e organizzato dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, con sede a Torino.

Soci Fondatori sono Città di Torino, Città Metropolitana di Torino, Regione Piemonte; dalla primavera 2016 si aggiungono il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e Intesa Sanpaolo.

Presidente della Fondazione dall'ottobre 2016 ad aprile 2017 è Mario Montalcini. Dall'aprile 2017 è Massimo Bray. Direttore editoriale è dal 14 ottobre 2016 lo scrittore premio Strega Nicola Lagioia, che ha raccolto il testimone dopo 18 edizioni guidate da Ernesto Ferrero.


UNA FORMULA UNICA

La formula del Salone di Torino sposa in modo armonico componenti diverse e lo rende unico sia nel panorama dei saloni professionali, sia nella galassia sempre più ampia dei festival culturali e letterari.

Il Salone di Torino è in primo luogo la più grande libreria italofona del mondo. Uno sterminato scaffale nel quale il grande pubblico può fare scoperte sorprendenti, incontrare i titoli più belli e curiosi, i volumi introvabili e le ultime novità. Una vetrina dove gli editori piccoli e medi hanno la stessa visibilità dei big player e dove anche l’editoria locale può farsi conoscere oltre i confini del proprio territorio.

Il Salone è al tempo stesso un vivace festival internazionale della cultura, un appuntamento che richiama appassionati da tutta Italia e da molti Paesi. Convegni, presentazioni, appuntamenti, dibattiti, spettacoli con premi Nobel, scrittori, scienziati, filosofi, storici, giornalisti, artisti. Lucide intelligenze del mondo contemporaneo, grandi interrogativi per comprendere le sfide della società in cui viviamo. Ogni anno un diverso tema conduttore, decine i filoni di approfondimento collaterali. Un confronto condotto sempre nello spirito del pluralismo, del rispetto e del dialogo fra le culture e le idee degli altri.

Con il Bookstock Village sostenuto dalla Compagnia di San Paolo il Salone dedica l’intero Padiglione 5 ai bambini e ai ragazzi dalla culla alla laurea. Giochi, incontri, laboratori, letture, animazioni, multimedialità. Perché insegnare ad amare la lettura fin dalla più tenera età è scommettere sui cittadini di domani e sulla possibilità di credere in una società migliore.

Il Salone è anche il principale spazio di riferimento in Italia per gli operatori professionali del libro: editori, librai, bibliotecari, insegnanti, agenti, traduttori. L'International Book Forum è lo spazio dedicato allo scambio dei diritti di edizione, traduzione e trasposizione audiovisiva delle opere letterarie e totalizza oltre 7.000 incontri business in tre giorni. Dal 2007 l'Incubatore ospita e sostiene gli editori sul mercato da meno di due anni.


LE ORIGINI: IL SALONE DEL LIBRO

L’idea di dedicare in Italia un Salone al libro nasce nel 1986 da due torinesi: il libraio Angelo Pezzana e l’imprenditore Guido Accornero. All'epoca esistevano già i saloni di Francoforte e Parigi, e pure Managua in Nicaragua quell'anno se n'era dato uno accolto con grande successo.

«Ma - ricorderà in seguito Pezzana - tutti mi rispondevano che in Italia i libri non li legge nessuno e che l'iniziativa sarebbe stata un fallimento». E così Accornero ha ripercorso quel momento in occasione del venticinquennale: «Volevamo fare un Salone non provinciale, che fosse percepito come qualcosa di grande, un momento di rottura. Ma non c’erano precedenti. Anche il Salon di Parigi aveva solo i banchi di libri. Noi volevamo fare qualcosa di nuovo. Così ci inventammo il Salone con gli scrittori. Questa è stata la grande innovazione di Torino».

Il primo Salone inaugura il 18 maggio 1988 a Torino Esposizioni. Il logo, un libro che si apre in modo accogliente come una porta, è disegnato da Armando Testa. Dal 2007 è stato ripreso come simbolo di Portici di Carta. Fin dalla nascita, il Salone del Libro di Torino si caratterizza per un tema annuale. Un filo conduttore che unisce i convegni più importanti e inaugura una tradizione che dura tuttora. Tema della prima edizione è Brevi istruzioni per una bussola.

A tenere a battesimo il Salone con una lecture al Teatro Regio è il poeta russo Josif Brodskij. Fresco di Nobel (1987), commenta: «L’idea di tenere un Salone del Libro nella città in cui un secolo fa Friedrich Nietzsche perse il lume della ragione è un’idea luminosa con un buon pizzico di follia».

I numeri della prima edizione: 100.000 visitatori, 3.600 operatori professionali, 958 insegnanti, 553 espositori. Il Salone è da subito meta di ospiti di grande standing: Jacques Derrida, Claudio Magris, Jorge Amado, Jean-Pierre Vernant, Umberto Eco, Nikita Mikhalkov, Nadine Gordimer, Renzo Piano, Salvatore Sciarrino, Federico Zeri. Con loro, nomi di forte richiamo popolare e mediatico.

L’appuntamento si ripete ogni anno, con un successo di editori e pubblico crescente. Dal 1992 si sposta al Lingotto appena restaurato. Dal 1993, edizione consacrata a Ciò che è vero, ciò che è falso, direttore culturale è Beniamino Placido.


L'EVOLUZIONE: LA FIERA DEL LIBRO

Per superare le crescenti difficoltà economiche e organizzative dei privati proprietari del marchio, nel 1998 il Salone viene interamente rilevato da Regione Piemonte, Provincia di Torino e Città di Torino, che ne affidano la promozione e il progetto culturale alla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, già costituita e attiva fin dal 1994 accanto ai partner privati.

L’evento cambia nome e diventa Fiera del Libro. Alla presidenza della Fondazione è nominato Rolando Picchioni, già sottosegretario ai Beni Culturali e presidente del Consiglio regionale del Piemonte. Alla direzione editoriale della Fiera viene chiamato lo scrittore Ernesto Ferrero, intellettuale torinese di Casa Einaudi e a lungo in Mondadori.

La giovane Fiera raccoglie subito l’appoggio di gran parte dell’editoria italiana. Un consenso che le permette di respingere gli attacchi di chi avrebbe voluto portarla via da Torino, più vicina al cuore geografico dell'industria del libro. L'edizione 1999 registra un successo straordinario, con 190.987 visitatori, 19.079 operatori professionali, 10.966 insegnanti, 825 espositori.

La Fiera-Salone diventa così anche un tassello fondamentale nella riconversione di Torino da città-fabbrica a città delle reti e dei servizi; da metropoli della produzione materiale a capitale della cultura, della conoscenza e dell’innovazione.


Il SALONE CRESCE E SI RINNOVA

Dal 2001 il Salone inaugura la tradizione di avere ogni anno un diverso Paese ospite d’onore, presente con un proprio ampio stand, autori ed editori, mostre, spettacoli, artisti, sguardi e approfondimenti sulla propria cultura materiale e immateriale. Si sono succeduti a Torino Catalogna, Olanda, Svizzera, Canada, Grecia, Brasile, Portogallo, Lituania, Israele, Egitto, India, Russia, Romania, Spagna, Cile, Santa Sede, Germania e le Letterature Arabe. Numerosi gli altri Paesi presenti nelle varie edizioni del Salone con propri stand e delegazioni, dalla Guinea all'Azerbaijan, dall’Albania alla Finlandia.

Il nuovo riconoscimento per questo impegno giunge nel 2002. La manifestazione diventa Internazionale. Potenzia i suoi legami con i Paesi esteri e rafforza i settori rivolti agli operatori professionali con due nuove aree: l’International Book Forum, dedicato alla contrattazione dei diritti di edizione e traduzione, e il Book Film Bridge, per la trasposizione cinematografica e televisiva delle opere letterarie.

Dal successo della prima edizione di Terra Madre (il meeting delle comunità mondiali dei produttori e trasformatori di cibo, al Salone del Gusto dal 2004), nel 2005 nasce Lingua Madre. È il cuore world del Salone, una nuova carta identitaria dell’appuntamento torinese. Gli scrittori delle lingue minoritarie e «povere» del mondo, gli autori migranti che scelgono di esprimersi nelle grandi lingue veicolari o nelle lingue del paese d'arrivo scattano la fotografia di un pianeta globalizzato in cui il libro e la letteratura tornano al centro di nozioni e forme rinnovate di identità e di appartenenza. Fra essi, tanti i «nuovi italiani». Ad esso si affianca dal 2006 il Concorso Nazionale Lingua Madre, che premia le scrittrici straniere in Italia che hanno scelto di raccontare in italiano le loro esperienze.

Il ruolo del Salone è ulteriormente consacrato dall'Unesco, che nel 2004 proclama Torino Capitale Mondiale del Libro per il 2006-2007, assegnandole il testimone già affidato a Madrid, Alessandria d'Egitto, New Delhi, Anversa e Montréal. L'anno di Torino Capitale Mondiale del Libro con i suoi 848 eventi per la promozione del libro e della lettura in tutta la Penisola e il nuovo «viaggio in Italia» del Grand Re-Tour, unitamente al traino dei XX Giochi Olimpici Invernali fanno ulteriormente crescere la popolarità e i visitatori del Salone.

Il Salone si arricchisce di sempre nuove aree e sezioni destinate ad ampliare e differenziare la proposta culturale per il pubblico, gli operatori professionali e l’offerta commerciale. Dall’esperienza del progetto Oltre nasce nel 2007 assieme alla Compagnia di San Paolo il Bookstock Village, l’area del Padiglione 5 dedicata ai lettori da zero a vent’anni: incontri, laboratori, blog, mostre, librerie tematiche e internazionali, e il Premio Nazionale Nati per Leggere. Arriva il progetto Adotta uno scrittore, sostenuto dall’Associazione delle Fondazioni d’Origine Bancaria del Piemonte, che per diversi mesi porta circa 30 celebri scrittori in decine di scuole superiori del Piemonte, permette a circa 12.000 ragazzi di entrare gratuitamente al Salone e proprio lì tiene il suo grande incontro conclusivo. Le nuove frontiere del rapporto fra libro e digitale sono indagate dalle proposte e dagli incontri dell’area Book to the future, mentre lo spazio Tentazione e meditazione – promosso dalla Camera di commercio di Torino – ospita l’incontro fra il libro e l’arte dei maestri cioccolatieri torinesi e piemontesi.

Sono sempre più numerose anche le iniziative che portano il Salone fuori dal perimetro di Lingotto Fiere. Dal 2004 il Salone Off invade uno dopo l'altro i quartieri di Torino e dal 2012 anche le località della cintura con un programma di incontri, presentazioni ed eventi in centinaia di luoghi canonici e non: biblioteche, librerie, parchi, ex fabbriche, scuole e impianti sportivi, coinvolgendo anche esercizi commerciali. Il progetto Voltapagina porta invece gli autori del Salone fra gli ospiti delle carceri di Asti, Alessandria e Saluzzo.


RITORNO AL FUTURO

Dal 2010 il Salone riprende il suo nome originario. Si chiama Salone Internazionale del Libro, ma mantiene il fortunato logo ideato da Adriano Benetti con le barrette che evocano colorati dorsi di libro. Nello stesso anno i visitatori del Lingotto scelgono con il voto elettronico il vincitore del Premio Salone Internazionale del Libro: se lo aggiudicano l’israeliano Amos Oz (2010) e lo spagnolo Javier Cercas (2011). E viene pubblicata la prima ricerca sulla dimensione economica, da cui emerge che il Salone produce una ricaduta sul territorio pari a 52 milioni di euro e ogni euro di contributo pubblico ne genera ben 33 di investimento.

Nel 2011 il Salone contribuisce al programma di celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia con la grande mostra 1861-2011. L’Italia dei Libri, con i 150 Grandi Libri, i 15 Superlibri, i 15 Personaggi, gli Editori e i Fenomeni editoriali che hanno fatto la storia di un Paese fra le pagine. La mostra è presentata al Capo dello Stato al Quirinale e viene successivamente riallestita a Torino, Bari, Firenze, Palermo, Roma, Budapest. Nel 2013 ne viene pubblicato il catalogo a cura del Centro per il Libro e la Lettura, edito dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Nel 2012 il Salone festeggia i suoi primi 25 anni con la mostra 1988-2012. La Città Visibile, che espone i 25 oggetti simbolo dell’identità e del cambiamento di Torino nel quarto di secolo del Salone. Fa il suo debutto il progetto Adapt Lab, per premiare le migliori sceneggiature tratte da libri che diventeranno opere cinematografiche. Dal 2012 il Salone inaugura la sua «primavera digitale»: su Twitter l’hashtag #SalTo12 è subito top trend per numero di tweet scambiati.

Nel 2013 arriva Casa CookBook dedicata ai libri di cucina. Con la Calabria debutta il format della Regione Ospite. La rivoluzione digitale abolisce i tradizionali comunicati cartacei, sostituite con news multimediali che integrano testi, tweet, foto, video. Il Salone ha la propria App per smartphone e tablet, che in poche settimane viene scaricata gratuitamente da oltre 20.000 utenti. E per la prima volta due eventi del Salone vengono trasmessi in diretta live streaming.

Nel 2014 nasce Officina. Editoria di Progetto, affidato a Giuseppe Culicchia: il Padiglione 1 interamente ridisegnato e dedicato a offrire un display organico della produzione degli editori indipendenti e dei «mestieri del libro». Ospite d'Onore, la Santa Sede. Regione Ospite il Veneto.

Il 2015 vede confermati tutti i progetti speciali delle edizioni precedenti. Ospite d'Onore la Germania; Regione Ospite il Lazio. Novità, il format Crossover con i suoi incontri e laboratori dedicati all'incontro tra fumetto, graphic novel e letteratura. In palinsesto gli eventi del Salone Off sono 500, in oltre 250 sedi di Torino e 13 comuni della Città metropolitana.

Nel 2016, con la presidenza di Giovanna Milella, sono molti i cambiamenti. L'immagine guida è realizzata da uno dei più importanti artisti contemporanei, Mimmo Paladino. La Serata inaugurale è un grande concerto dell'Orchestra Sinfonica Nazionale Rai diretta da James Conlon con le letture shakespeariane affidate a Massimo Popolizio. Arriva la diretta streaming per 44 fra i più importanti eventi del Salone (disponibili su salonelibro.it). Protagoniste le invenzioni e l'innovazione dell'Istituto Italiano di Tecnologia e del Politecnico di Torino. Superata la formula del Paese Ospite, debutta con grande successo il focus geo-culturale Anime Arabe, curato da Paola Caridi e Lucia Sorbera. Regione ospite la Puglia. I biglietti staccati sono 127.596. Record di partecipanti per l'International Book Forum, con oltre 700 operatori professionali e 7.000 incontri.


IL NUOVO SALONE

Il Salone Internazionale del Libro celebra dal 18 al 22 maggio 2017 la sua trentesima edizione. Contemporaneamente si rinnova e si rinforza ancora. Accanto alle storiche Istituzioni fondatrici, quali nuovi Soci della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura entrano nell'estate 2016 il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e Intesa Sanpaolo.

Dall'ottobre 2016 Presidente è Mario Montalcini. Il nuovo Direttore editoriale è lo scrittore Premio Strega Nicola Lagioia, che apporta molte innovazioni per l'edizione del trentennale. Tema è Oltre il confine. L'immagine è disegnata da Gipi. I padiglioni del Lingotto chiudono alle 20.00 e il Salone si sposta nel centro e nei quartieri di Torino con gli eventi serali del Salone Off. Si stringono partnership con l'Università e con il Politecnico di Torino che propone un restyling del layout espositivo. Arrivano nuove sezioni: il Superfestival, la Libreria condivisa, l'area dedicata ai libri di cucina a cura di Slow Food. Regione Ospite è la Toscana. Maggiori dettagli qui.


IL SALONE ANNO PER ANNO

Tutti i temi del Salone del Libro di Torino a partire dalla prima edizione del 1988, e tutti i paesi ospiti dal 2002, anno in cui il Salone diventa Internazionale.

1988
Brevi istruzioni per una bussola

1989
I libri della mia vita

1990
Il mito e l'identità culturale

1991
Umorismo e narrazione

1992
Genio e regolatezza

1993
I segreti

1994
Ciò che è vero, ciò che è falso

1995
Un secolo al 95%

1996
Il secolo delle donne

1997
Sarem(m)o immortali?

1998
Il sacro, il giallo, il noir, il Sudamerica, la lingua di fine millennio

1999
Passioni: l'intelligenza del cuore

2000
Una Fiera, mille culture

2001
La Natura

2002
Il Tempo
Paese ospite: Catalogna e Svizzera

2003
I Colori
Paese ospite: Canada

2004
Ridere è una cosa seria
Paese ospite: Grecia

2005
Il Sogno
Paese ospite: Portogallo (anteprima)

2006
L'Avventura
Paese ospite: Brasile e Portogallo

2007
I Confini
Paese ospite: Lituania

2008
Ci salverà la bellezza
Paese ospite: Israele

2009
Io, gli altri
Paese ospite: Egitto

2010
La memoria, svelata
Paese ospite: India

2011
La memoria. Il seme del futuro
Paese ospite: Russia

2012
Primavera Digitale
Paesi ospiti: Romania e Spagna

2013
Dove osano le idee
Paese ospite: Cile

2014
Bene in vista
Paese ospite: Santa Sede

2015
La Meraviglie d'Italia
Paese ospite: Germania

2016
Visioni
Focus internazionale: Anime Arabe

2017
Oltre il confine
Focus internazionali: Anime Arabe, Another Side of America