Salone Internazionale del Libro di Torino 2019

Portici di Carta

Passeggiata letteraria 5. Itinerario San Salvario. Primo Levi, Carolina Invernizio



A cura di Alba Andreini. Guida: Silvia Nugara


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Itinerario San Salvario. Primo Levi, Carolina Invernizio

• Partenza: Istituto di Fisica, corso Massimo d’Azeglio 46. Biografia di Primo Levi che qui, da laureando, riuscì a trovare accoglienza dopo l’entrata in vigore delle leggi razziali e dopo una lunga serie di rifiuti da parte dei docenti di accettarlo come allievo.

• Ingresso principale del Dipartimento di Fisica, via Pietro Giuria 1

• Palazzo degli Istituti Anatomici, ora sede della Facoltà di Scienza Matematiche, Fisiche e Naturali, via Pietro Giuria 15.

• Dipartimenti di Anatomia e di Medicina Legale, corso d’Azeglio 52. Il Museo dell’Uomo con il Museo di Antropologia Criminale «Cesare Lombroso», Museo di Anatomia Umana e Museo della Frutta «Francesco Garnier Valletti».

• Corso Raffaello 28. Sede dell’Editrice Utet.

• Trasferimento lungo via Valperga Caluso. Pagine da Il sistema periodico di Primo Levi.

• Attraversamento di via Madama Cristina. La biblioteca Sherazad. Proseguimento lungo via Valperga Caluso poi svolta su via Saluzzo

• Via Saluzzo 60. La sede dell’Alliance Française e la sua bibliomediateca. Proseguimento fino all’incrocio con via Morgari.

• Via Morgari e piazza Donatello. Casa di Natalia Ginzburg, dove la famiglia si trasferì da via Pastrengo a metà degli anni Venti. Allora la strada si chiamava ancora via Pallamaglio. In Lessico famigliare la scrittrice parla di piazza Donatello e della chiesa del sacro Cuore di Maria, al numero 9 di via Morgari. Fa inoltre riferimento ai bagni pubblici di San Salvario che si trovavano all’angolo tra via Belfiore e via Morgari. I bagni pubblici ospitano oggi la Casa del Quartiere, sede di numerose associazioni di zona e punto di scambio di libri tramite bookcrossing. Trasferimento lungo via Saluzzo in direzione corso Marconi.

• Via Saluzzo angolo corso Marconi. Storica sede della Fiat, famosa anche per la passerella che ne collega i due isolati, sospesa su via Belfiore all’altezza di quasi venticinque metri. Sui due squadrati edifici aleggia ancora il commento lapidario di Fruttero & Lucentini: «Non c’è al mondo una grande fabbrica d’auto o d’altro che si permetta di avere degli uffici così squallidi come quelli della Fiat in corso Marconi».

• Via Saluzzo. Al numero 44 Libreria A/Zeta. Al numero 36 casa di Augusto Monti, dove lo scrittore visse nel 1939, quando fece ritorno a Torino dopo l’arresto e la detenzione a Roma e a Civitavecchia. Pochi passi più avanti la strada si apre nel largo che porta lo stesso nome.

• Largo Saluzzo. Uno dei luoghi architettonicamente più caratteristici del quartiere: rompe la monotonia dello scacchiere che contraddistingue, come altre zone di Torino, anche il quadrilatero di San Salvario. La piazza ottagonale è delimitata da edifici decorati con tondi allegorici in gesso, che circondano come quinte teatrali la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, costruita tra il 1865 e il 1867 coi fondi degli stessi residenti cattolici del borgo. Pagine da Non sulle mie scale. Diario di un cittadino alle prese con l’immigrazione clandestina e l’illegalità dello psicologo Italo Fontana, residente proprio in via Saluzzo, nella stessa casa abitata un tempo da Quintino Sella. Si raggiunge via Baretti fino all’incrocio e si svolta a sinistra in via S. Anselmo.

• Via Sant’Anselmo 22. Libreria Trebisonda. Si prosegue sulla via fino all’incrocio con via Galliari, dove avevano sede lo studio di Felice Casorati, il Collegio Einaudi, la casa dell’antifascista Remo Garosci.

• Trasferimento lungo via Galliari fino all’incrocio con via Principe Tommaso e svolta a sinistra.

• Via Principe Tommaso 1/c. Libreria Claudiana.

• Via S. Pio V. Ci troviamo in luoghi caratterizzati da un alto grado di mescolanza di culture, di provenienze, unione di anima laica e spirituale, dove aspetti sacri e profani si mescolano in modo anche violento. Ad esempio due storiche sale cinematografiche torinesi, al n. 5 il Maffei edificato intorno al 1910 e al n. 6 il Politeama Daniele Chiarella (oggi Metropol) sono diventati cinema a luci rosse.

• Piazzetta Primo Levi. Sinagoga e Tempio Israelitico. I lavori del tempio iniziarono intorno al 1880 dopo la rinuncia della comunità ebraica di attendere l’onerosa conclusione di quelli della Mole Antonelliana, progettata per essere la nuova Sinagoga della città. Primo Levi: la palestra del Talmud Torah, la Scuola della Legge.

• Si prosegue via S. Pio V fino a via Goito. Casa di Carolina Invernizio, che visse a Torino dal 1896 al 1914, negli anni in cui il marito diresse il Regio Panificio Militare. Nella stessa via soggiornò per un breve periodo anche Francesco De Sanctis, esule a Torino dal 1854 al 1856.

• Da via Goito fino a Corso Vittorio Emanuele II, 41: Libreria Zanaboni.

• Proseguimento lungo il corso fino a Piazza Carlo Felice. Nella piazza, che Pavese ne Il diavolo sulle colline definì «oasi magra nel cuore di Torino», il monumento a Edmondo De Amicis, che descrisse il quartiere di San Salvario in Le tre capitali.

• Piazza Cln: Libreria Feltrinelli. Rientro in Piazza San Carlo.

Twitter: #portici12.

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