Salone Internazionale del Libro di Torino 2018

Notizie dal Salone

60. Rosetta Loy incontra Daria Bignardi

Comunicato n. 60 - 16 maggio 2009

Introdotte dallo scrittore Dario Voltolini e da Ernesto Ferrero, Rosetta Loy e Daria Bignardi, una scrittrice e una giornalista diverse per età, modi di scrivere e carattere, presentano alla Fiera due opere su un tema comune: la famiglia.

Esistono molti modi per vivere un legame con i propri genitori, lo si può vivere dalla parte del padre, come ha fatto Rosetta Loy, o da quella della madre, come è il caso di Daria Bignardi. Così come molte possono essere le ragioni che spingono a scrivere un libro sulla propria famiglia: nel caso di Bignardi è stata la morte della madre a creare il bisogno di realizzare un libro che raccontasse il loro rapporto conflittuale.

Bignardi in Non vi lascerò orfani ritrae una madre con un carattere non facile, molto nervosa, ansiosa, poco proiettata verso una famiglia tradizionale: “Mi sono però anche molto divertita, ho avuto comunque un’infanzia serena, una famiglia classica di quattro persone più un gatto, ma con mia madre ho sempre litigato molto. Che mi volesse bene l’ho capito solo dopo, quando era troppo tardi. Questo libro è un omaggio al nostro rapporto”.

Rosetta Loy in La prima mano parla invece del rapporto col padre a cui era molto legata; a risultare assente era la figura materna: “Mio padre ha accettato tutto pur di non perdermi, mia madre è sempre stata invece molto distante. Mi sono sentita rifiutata per anni, sono stata una bambina molto sola, con un carattere indipendente. Mi sentivo simile a una capra, avevo voglia di correre, di fare cose sconvenienti, non adatte a una bambina della mia età, ero sorridente, ma non felice” e racconta dei disagi della madre, della guerra, del desiderio della madre di abortire quando scoprì di aspettarla. “Dopo queste rivelazioni pensai di essere stata una figlia non voluta, ma non era vero. Lo compresi molto tempo dopo. Ci sono delle cose che si capiscono negli anni, con la maturità. Non ho più recuperato il rapporto materno, neanche dopo”.

Diverso nelle due scrittrici è anche l’approccio con la scrittura: Bignardi ha scritto il suo primo libro per caso, senza peraltro pensare di pubblicarlo, per un’esigenza privata di restituire sulla carta situazioni famigliari mai narrate prima. Rosetta Loy ha scritto questo libro per liberarsi di un peso, per fare i conti col passato: “Ho pensato che dopo questa autobiografia non avrei scritto altro, che sarebbe stato il mio ultimo libro, il coronamento o la conclusione di una carriera”. Poi, alla fine dell’incontro confessa a Ernesto Ferrero in maniera scherzosa: “Un desiderio invece ancora ce l’avrei, quello di scrivere un libro di sangue, cioè una storia tipo quelle di Erika e Omar, i protagonisti del delitto di Novi Ligure. Sono le uniche notizie che mi appassionano attualmente sui giornali. Un cambio di genere, insomma: magari una svolta nella mia carriera artistica, un modo nuovo di rappresentare la realtà odierna”.

Sala Gialla, ore 17.00, sabato 16 maggio 2009
Isabella Novelli

 

 

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