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77. Lotta di classe in parole e musica con Ascanio Celestini

Comunicato n. 77- 16 maggio 2009
“Il padrone è una specie di ladro” recita un verso di una canzone di Ascanio Celestini. Parole e musiche fanno parte del suo ultimo lavoro Lotta di classe, pubblicato da Einaudi Editore. Ad accompagnare l’attore e scrittore romano in uno show-case di presentazione in cui alterna la lettura di brani, la recitazione a braccio (“Ve li dico così come mi vengono”) e le canzoni sono Roberto Boarini al violoncello e Matteo D’Agostino alla chitarra. Il pubblico è numerosissimo, attento e partecipe.

Il paesaggio umano e urbano tratteggiato da Celestini è una Roma di periferia, con i suoi palazzoni, la via Casilina, le discariche, gli sfasciacarrozze, i motorini, la noia. E le persone che la popolano rappresentano una piccola Spoon River post-moderna e ciociara, che si raccontano con un filo di ironia per restare a galla in mezzo al naufragio della società. Un quadro dolente ed esilarante che delinea la parabola di un tempo bloccato.

C’è la “Dentona”, prostituta “che avrà come minimo 70 anni ma ne dimostra 3.000”, che si scalda la notte bruciando copertoni di camion “e quando finisco di lavorare puzzo di copertone. E a forza di respirare copertone, quando muoio mi porteranno dal gommista”.

E c’è Marinella, con il labbro leporino, “la bocca marcia, che guardano tutti perché l’occhio casca dove c’è la magagna”. La sua è una vita solitaria e l’unico bacio che le danno “è per penitenza”. Domanda: “È meglio fare schifo o fare pietà? Pensavo meglio schifo, ma sbagliavo: perché schifo e pietà sono la stessa cosa”.

C’è Salvatore, “fratello piccolo di mio fratello grande Nicola, professionista del sesso”. Salvatore annusa le mutande di Patrizia e cerca di immaginare che cosa sia il corpo di una donna, quale odore abbia. C’è Nicola (“fratello grande di mio fratello piccolo Salvatore, ma quello è deficiente”) che lavora al call center “85 centesimi lordi ogni 2 minuti e quaranta: e se la telefonata dura tre, trecento, tremila minuti io guadagno sempre 85 centesimi lordi”. E c’è Patrizia, che si scioglie l’esofago con l’acido “perché mio zio l’aveva messo in frigo per vedere se si congelava”.

Sala Gialla, ore 21.30, sabato 16 maggio 2009
Marco Bobbio

 

 



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