Salone Internazionale del Libro di Torino Torino, 10-14 maggio 2012
StampaE-mail

84. Alicia Giménez-Bartlett e Lella Costa: Il silenzio dei chiostri

Comunicato n. 84 - 17 maggio 2009

La famosa scrittrice spagnola Alicia Giménez-Bartlett dialoga del suo ultimo libro, Il silenzio dei chiostri, e della sua attività letteraria in un serrato botta e risposta con l’attrice e scrittrice Lella Costa.

A fare gli onori di casa è Ernesto Ferrero: “Lo so che non bisogna essere retorici, ma io sono veramente felice di accogliere Alicia Giménez-Bartlett con Lella Costa. Il silenzio dei chiostri è schizzato in testa alle classifiche. Sono felice anche perché è qui Lella Costa, a cui posso dichiarare il grande amore mio e del pubblico”.

Lella Costa è a propria volta fan della scrittrice: “Sono commossa di essere accanto a una persona che stimo immensamente per la sua vitalità, la bravura e l’intelligenza. Io sono una lettrice compulsiva di Alicia e credo che tutte ci identifichiamo nella sua protagonista, l’ispettore Petra Delicado, che con la sua versatilità ha colmato un vuoto letterario. Il libro di Alicia che ho amato di più è Una stanza tutta per gli altri, per la sua capacità di raccontare il punto di vista altrui. Se posso fare un’anticipazione, pare che il suo prossimo libro sarà ambientato in Italia. Alicia, che rapporto hai con la scrittura?”

“Ho cominciato a scrivere molti anni fa. Si può dire che ho sempre scritto, anche quando non sapevo ancora scrivere, perché dettavo i miei racconti a mio padre. – esordisce Giménez-Bartlett – Mi sono resa poi conto che scrivere è molto più complesso di quello che può sembrare. È un lavoro appassionante e duro che ti porta spesso a una grande solitudine. Per questo mi piace incontrare i lettori italiani: perché mi ringraziano sempre e mi dicono cose carine, al contrario di spagnoli, francesi, inglesi e tedeschi”.

Lella Costa commenta, suscitando l’ilarità del pubblico: “Questo ribalta il luogo comune che gli spagnoli sono caldi e accoglienti: siamo rimasti solo noi! Ma dimmi, ti va bene essere etichettata – meritatamente – come scrittrice noir?” Alicia Giménez-Bartlett sorride: “Dopo tanti anni che sono nel mondo della letteratura non me ne importa niente che mi etichettino. Faccio quello che voglio e che mi piace: che mi etichettino pure!” E affronta il tema dell’ironia al femminile, un po’ sacrificata negli adattamenti televisivi dei suoi libri: “Penso che l’ironia sia difficile da accettare. Io tiro fuori la mia ironia solo con le persone che mi piacciono, con cui ho empatia. Se non mi piacciono sto zitta. Ma io sono molto critica e ironica anche con me stessa, non solo quando parlo ma anche quando penso”.

Come mai Il silenzio dei chiostri è ambientato in luoghi inaccessibili alla maggior parte delle persone, come conventi e abbazie? E allora Alicia Giménez-Bartlett svela: “La chiesa mi affascina molto perché a volte è molto teatrale. Inoltre mi interessano quelli che vediamo tutti i giorni ma di cui non sappiamo assolutamente nulla, per esempio i barboni. La stessa cosa succede per i conventi: vediamo da fuori segni di vita, come i fornitori che vanno e vengono, ma non sappiamo nulla di quello che succede all’interno”.

Sala Azzurra, ore 14.30, domenica 17 maggio 2009
Giulia Dellepiane

 

 



Digg! Reddit! Del.icio.us! Mixx! Free and Open Source Software News Google! Live! Facebook! StumbleUpon! Yahoo! Free Joomla PHP extensions, software, information and tutorials.