Salone Internazionale del Libro di Torino Torino, 10-14 maggio 2012
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Faletti, Drive In e la memoria della Tv

In Arena Bookstock va di scena la conversazione con Giorgio Faletti, comico, attore e scrittore, e il giovane autore televisivo Lorenzo Campagnari. “L’ospite che ho davanti a me – esordisce Campagnari – è senz’altro uno che fa parte della memoria televisiva. Si può affermare che la tv commerciale nasca con lui”.

Stimolato a raccontare i propri personali ricordi con la televisione Faletti si confessa: “Fin da bambino, quando guardavo quello schermo animato, covavo il desiderio di potervi fare parte. Allora ero particolarmente affezionato ai programmi del mago Zurlì ma anche al Carosello, un evento unico, irripetibile e innovativo, di cui facevano parte personaggi, autori e jingle che sono rimasti nell’immaginario collettivo. Ricordo che nello stesso periodo, quando vivevo nella periferia di Asti, c’era un latteria della zona che aveva installato una televisione e il giovedì sera la gente si riversava da lei per vedere Lascia o raddoppia: era un momento di aggregazione che oggi si è perso. Adesso addirittura ci sono decoder diversi nella stessa casa e ciascuno si isola scegliendo il programma che preferisce”.

Campagnari a questo punto cambia argomento e fa notare che “negli anni Ottanta, con la nascita del Drive In, è il modo di fare televisione”. “Drive In è stato un punta di svolta – assente Faletti – tutto è diventato più veloce e contratto, bisognava nutrire la richiesta di spettacolo con un alimento sovrabbondante, e anche noi, che lavoravamo all’interno di quel programma, ci rendevamo conto della novità della. Quella piccola svolta comica sussiste ancora oggi: per quanto i nuovi artisti siano bravi, sono ancora legati all’eredità del Drive In. Per quanto riguarda la mia esperienza in quel programma ricordo vari episodi: quando ebbi l’occasione di vedere la registrazione della mia prima puntata piansi tutta la notte e la mattina chiamai l’autore e mi scusai per la figura da stupido che mi sembrava di avere fatto. Lui mi rispose che era stato un successo e che mi aveva già trovato diverse serate. Questo mi fece capire che avevo colpito nel segno e che non dovevo confidare troppo nel mio senso di autocritica”.

Faletti ha anche una battuta per suo personaggio più popolare: “Vito Catozzo è stato per anni il mio alter ego, quello in cui mi immedesimavo di più”. In chiusura Faletti rivela che è prossima l’uscita di un nuovo libro, per alcuni aspetti diverso dai suoi precedenti: “È ambientato in Italia, è raccontato in prima persona e descrive un personaggio davvero negativo, che detesta tutti, compreso se stesso. Spero sarà nelle librerie per Natale 2010”.

Arena Bookstock, ore 10.30, domenica 16 maggio 2010

Marco Capelli




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