Salone Internazionale del Libro di TorinoSalva
News

Norman Manea, da Stalin e Ceausescu alla libertà

ce Manea light

Saggista e scrittore originario di Suceava, Romania, Norman Manea ha conosciuto il regime stalinista del dopoguerra e dopo la dittatura di Ceaușescu. Dal 1986 vive negli Stati Uniti. Sabato 16 settembre alle 18 al Circolo dei lettori (via Bogino, 9 - Torino) Norman Manea dialoga con lo scrittore Andrea Bajani e con il filosofo Edward Kanterian intorno a Corriere dell’Est (il Saggiatore), sua definitiva biografia, naufragio nella memoria, atto d’amore verso la letteratura. Interviene la traduttrice Anita Bernacchia. In collaborazione con Centro Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia. 

Alle ore 13 di sabato 16 settembre, l’autore pranza con i suoi lettori ai Bagni Pubblici-Casa del Quartiere, via Agliè 9. A cura di Colti. Per prenotazioni: 011 5533938.

È il sesto incontro della rassegna Giorni Selvaggi – La grande stagione torinese della letteratura internazionale che porta a Torino, grazie alla collaborazione tra il Circolo dei lettori e il Salone Internazionale del Libro, eccezionali firme dal mondo. Il progetto vede anche la partecipazione preziosa di Scuola Holden, della rete delle Biblioteche Civiche, del Consorzio dei librai indipendenti Colti e di Torino Rete Libri.

Norman Manea è la voce errante di tre grandi drammi collettivi: l’Olocausto, il totalitarismo comunista, l’esilio. Ha vissuto la deportazione in un lager in Transnistria, la Romania staliniana e la dittatura di Ceaușescu. Infine, stanco della censura e di una tragedia civile sempre pronta a capovolgersi in tragicommedia umana, ha trovato rifugio a New York. Se attraverso la scrittura ha saputo condensare i fantasmi di un’epoca rovinosa e violenta, è perché non ha mai cessato di considerare la letteratura come un rifugio. Esiliato nel suo stesso paese, costretto alla farsesca, deformata quotidianità della dittatura, poi esule negli Stati Uniti, ha eletto a patria la lingua romena, scrivendo opere come Il ritorno dell’huligano e Varianti di un autoritratto.

L’ultimo, Corriere dell’Est, è il risultato degli undici anni di profondo scambio intellettuale e umano con Edward Kanterian. Dal loro dialogo nasce un libro che oltrepassa i generi, attraversando il tempo e lo spazio in un viaggio che da Bucarest, passando per Berlino, giunge fino a New York. Lì Manea ha conosciuto Saul Bellow e Philip Roth. Lascia anche spazio alle minacce e trasformazioni del presente: l’elezione di Trump, il terrorismo islamico, il conflitto in Medio Oriente. E osserva con gli occhi dell’esule e del poeta un’America infinitamente contraddittoria.