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Bitcoin, Dark web, Assange: il lato oscuro dell'era digitale raccontato da Andrew O'Hagan per «Giorni Selvaggi»

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Cosa sono i Bitcoin? Chi è Satoshi Nakamoto, l’individuo — o l’oscura entità collettiva — che li ha inventati? E perché li ha inventati? Che cos’è il dark web, e cosa significa «viverci» dentro? Che cos’ha veramente fatto, Julian Assange? Sono alcune fra le domande che racchiudono i segreti più inquietanti del web. Se le è fatte, e ha cercato di trovare risposte, Andrew O’Hagan ne La vita segreta. Tre storie vere dell’era digitale (Adelphi).

Alle Ogr - Officine Grandi Riparazioni (corso Castelfidardo 22, Torino), Andrew O’Hagan porta il suo ultimo lavoro, dal titolo La vita segreta. Tre storie vere dell’era digitale (Adelphi), in dialogo con Francesco Guglieri, editor della narrativa straniera Einaudi, già professore di Letteratura inglese e Letteratura comparata all’Università di Genova. L’incontro è martedì 28 novembreore 18 e fa parte della rassegna Giorni Selvaggi.

L'incontro si tiene nella nuova Sala Gillickappositamente disegnata per le Ogr di Torino dall'artista Liam Gillick.

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Giorni Selvaggi – La grande stagione torinese della letteratura internazionale ha portato a Torino – grazie alla collaborazione tra il Circolo dei lettori e il Salone Internazionale del Libro –, eccezionali firme dal mondo. Sono stati ospiti Richard Mason, Fernando Aramburu, William Finnegan, Elizabeth Strout, Yu Hua e Norman Manea. A ottobre e novembre si aggiungono Andrew Sean Greer, Colson Whitehead, Patrick McGrath, Naomi Klein, Tom Drury, Andrew O'Hagan e Geoff Dyer. Il progetto vede anche la partecipazione preziosa di Scuola Holden – Storytelling & Performing Arts, della rete delle Biblioteche Civiche, del Consorzio dei librai indipendenti «Colti» e di Torino Rete Libri.


L'autore

Nato a Glasgow nel 1968, Andrew O’Hagan ha scritto cinque romanzi e due libri di non-fiction. È autore di drammi e film tv, redattore di Esquire e London Review of Books, critico di The New York Times Style Magazine. Dal 2012 è professore di scrittura creativa al King's College di Londra e, nel febbraio 2014, ha descritto la propria esperienza di ghostwriter per l’autobiografia, mai pubblicata, di Julian Assange. Il saggio, dal titolo Ghosting, è stato oggetto di grande attenzione mediatica.

In un recente articolo su The Guardian, intitolato I social media uccidono il romanzo? si interroga sulla fine della vita privata, descrivendo l’attitudine di scrittori e lettori, ma anche di politici, a esprimersi continuamente sui social. Secondo l’intellettuale, questa è la fine della contemplazione, necessaria alla creazione e fruizione dell’arte. È un mondo in cui tutti sono diventati intrattenitori.


Il libro

La vita segreta. Tre storie vere dell’era digitale (Adelphi) è una ricognizione intorno alle nuove parole che si usano, sempre più spesso e con disinvoltura. Ma di questi lemmi il vero significato rimane oscuro. Bitcoin, ad esempio. Che cosa sono? Chi è Satoshi Nakamoto, l’individuo — o l’oscura entità collettiva — che li ha inventati? E perché li ha inventati? Che cos’è il dark web, e cosa significa «viverci» dentro? Che cos’ha veramente fatto, Julian Assange? E chi è?

Per trovare le prime risposte serviva uno scrittore puro, qualcuno cioè disposto a partire per un viaggio senza mappa, provvisto di un’arma ancora efficace: una qualche confidenza con il romanzesco. Qualcuno come Andrew O’Hagan, insomma. O’Hagan è sceso davvero negli abissi largamente sconosciuti della rete. E al suo ritorno, come un esploratore vittoriano, ha steso tre relazioni estremamente accurate, che anche quando sembrano sul punto di sconfinare nella farsa — come nel caso dell’abortita collaborazione con Assange — sono in realtà altrettanti racconti del terrore. Di cui si ha da subito la sensazione, però, di non potere fare a meno.


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