Salone Internazionale del Libro di Torino 2018

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Qualche appunto per una mezza giornata al Salone - sabato

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Ore 11.40, la citazione: il segreto della giovinezza è la curiosità (Jacques Attali).

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Ore 12 - Alice Sebold, Lucky

Sebold ha scritto il bestseller Amabili resti (10 milioni di copie vendute nel mondo). Un suo testo precedente, un memoir, si intitola Lucky: parla in chiave strettamente autobiografica di uno stupro. È stato recentemente ristampato, e integrato con una nuova, ampia prefazione sulla violenza alla luce del fenomeno #MeToo. Sebold viene stuprata nel 1981. Pubblica il memoir nel 1999: c’è bisogno di una distanza temporale per narrare in modo adeguato un fatto del genere. Ma Lucky è anche, per l’autrice, un passaggio indispensabile per andare oltre e affrontare, coi libri successivi, ulteriori oscure ossessioni (Sebold dice esattamente dark obsessions).
Lucky significa “fortunata”. É un poliziotto a dire a Sebold sei stata fortunata perché, nella stessa galleria in cui lei è stata aggredita, in precedenza un’altra ragazza è stata non solo violentata, ma anche uccisa e smembrata. L’altra paradossale fortuna è questa: essere una bianca stuprata da un ragazzo nero. Se si fosse trattato del contrario, dice Sebold, tutti si sarebbero infischiati dell’accaduto. Ulteriori due fortune: al momento dello stupro lei è vergine. E ancora: al momento dello stupro, lei sta indossando abiti che sua madre le ha prestato, quindi è vestita non solo da brava ragazza, ma addirittura da brava signora di mezza età.
Sono solo questi fatti, assai più dei lividi e del labbro spaccato, a convincere la polizia che lei è stata effettivamente stuprata, e a procurare in seguito allo stupratore il massimo della pena. Ultimi elementi fortunati: non aver subito uno stupro all’interno di un rapporto matrimoniale, non averlo subìto dopo aver accettato un appuntamento, non essere nemmeno una lavoratrice del sesso.

Solo la compresenza di tutte queste “fortune” fa sì che lo stupro sia riconosciuto come reale e venga adeguatamente punito. Così, elencando fatti “fortunati”, Sebold racconta in modo netto il paradosso del sospetto e del trauma sociale che si trova a subire chi ha già subìto uno stupro. Racconta le versioni edulcorate fornite dai poliziotti, e la loro indifferenza. Racconta che perfino suo padre, che poi la sosterrà al processo, nei giorni successivi alla violenza le chiede "ma come ha fatto quel tizio a stuprarti, se aveva perso il coltello?" "È stato necessario - dice Sebold - spiegargli con calma, e in qualche modo “educarlo”". Il fatto vero è che le persone desiderano sempre trovare una causa esterna o un fatto scatenante per uno stupro, perché questo le fa sentire più sicure: le cause si possono controllare ma, se non c’è alcuna causa, tutti si sentono più vulnerabili. Ma Sebold ha un’altra fortuna, e per una volta si tratta di una fortuna vera: è nata in una famiglia che valorizza l’uso della parole come strumento per la ricerca della verità. E, a proposito di parole, chiosa l’attuale tendenza americana a usare il termine survivor invece che victim, per definire le persone stuprate: far questo è come usare il linguaggio come un cerotto.

La forza della parola, invece, è la chiave di #MeToo, ed è il vero modo per superare il trauma. La soluzione è che le donne formino una comunità e abbiano il senso di comunità necessario ad aprire e sostenere finalmente una discussione culturale sullo stupro. È un fatto semplice, ma può cambiare il mondo.

La citazione (Sebold a De Rogatis, dopo una lunga introduzione): perché non mi fa delle domande? Così posso darle delle risposte.

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Ore 13.30 - Roberto Burioni, La congiura dei somari
Fuori dalla sala c’è una coda lunghissima, che si arrotola su se stessa. È composta in gran parte da ragazzi. Del resto, Burioni nell’ultimo anno e mezzo è diventato una rockstar della scienza: merito della sua capacità di usare un linguaggio accessibile a tutti. E poi: è più che preparato, è umano ed empatico, è capace di raccontare. Parla con il sostegno di un’assai efficace presentazione in Powerpoint. Cita alcune tra le più assurde credenze della rete: ci sono quelli convinti che la terra sia piatta. Che la luna non esista. Che Barack Obama sia stato teletrasportato su Marte. Non dice per dire, e non sta esagerando: mostra le pagine web dei terrapiattisti e dei negazionisti lunari. Il caso più emblematico riguarda McArthur Wheeler, un tizio di Pittsburgh che, avendo appreso l’esistenza dell’inchiostro invisibile (proprio il trucchetto col limone che conosciamo tutti) nel 1994 si spalma la faccia di succo, va a rapinare una banca e poi si sbalordisce perché lo acciuffano.

Proprio a partire da questo fatto due ricercatori dell’università Cornell si domandano quanto le persone incompetenti siano consapevoli di essere incompetenti. E scoprono che non lo sono per niente. Teorizzano così l’esistenza di una illusione della competenza, che prenderà il nome di Effetto Dunning Kruger: in sostanza, chi è somaro non sa di essere somaro. L’effetto è particolarmente preoccupante, dice Burioni, se riguarda i temi della salute. In Italia siamo quinti al mondo per casi di morbillo e la nostra copertura vaccinale è inferiore a quella dell’Uganda. Così, ci vanno di mezzo i bambini di meno di un anno, troppo piccoli per essere vaccinati e non coperti dall’immunità di gregge.

Il sonno della ragione genera mostri, e si è arrivati perfino a dire che i vaccini fanno cadere i capelli. Il guaio è che oggi l’intermediazione degli esperti, indispensabile se si tratta di argomenti complessi e specialistici, viene considerata superflua, di parte e poco trasparente. Così, Burioni, medico, accademico e ricercatore, si ritrova a discutere di vaccini “alla pari” con Red Ronnie.

"Usavo Facebook per controllare come invecchiavano le mie ex fidanzate - racconta Burioni - poi un’amica mi ha invitato in un gruppo di mamme per spiegare come funzionano i vaccini. E lì ho trovato una mamma esperta di cucina che pretendeva di spiegare i vaccini a me".

La citazione: non si può lasciare la rete in mano ai somari.

Il linguaggio scientifico è privo di contenuti emotivi: due più due fa quattro. Ma se quel quattro corrisponde a quattro bambini morti, bisogna fare lo sforzo di aggiungere emozioni, per spiegare. Chi è malato o parente di un malato è estremamente vulnerabile e dobbiamo anche combattere gli avvoltoi che sfruttano il dolore altrui per arricchirsi.

Grazie alla scienza dal 1990 non si muore più di Aids. La durata di vita di chi si cura sembra addirittura lievemente più alta della vita media delle persone sane, che però prestano meno attenzione alle proprie condizioni di salute. Oggi si guariscono leucemia ed epatite C. Nell’800 il vaiolo uccideva un terzo dei bambini prima dei cinque anni di vita, e oggi grazie ai vaccini non esiste più. Potremmo far sparire anche il morbillo, e tante altre malattie. In Italia, i vaccini tutti insieme costano poco più dell’1% della spesa sanitaria. Un euro speso in vaccini fa risparmiare da 14 a 30 euro. Dobbiamo dirlo chiaro.

Ma nuovi virus possono saltar fuori ad ogni momento, e diffondersi in un mondo globalizzato che si muove sempre di più e più rapidamente. Dobbiamo anche essere pronti, e possiamo esserlo se continuiamo a fare ricerca.

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Ore 15 - Alan Friedman - Dieci cose da sapere sull'economia italiana

Friedman è preoccupato per la situazione italiana, e non solo. Il centrosinistra è in crisi in tutte le democrazie occidentali dall’epoca di Tony Blair. Oggi l’ascesa dei populisti, in Europa e negli Stati Uniti, aumenta l’incertezza: si tratta di persone che uniscono estremismo, scarsa esperienza e scarsa competenza. Con il rientro in scena di Berlusconi, è impossibile perfino fare previsioni nel brevissimo termine delle prossime trentasei ore.

La crescita di populismo, razzismo e xenofobia, gli stessi aspetti che dominano la politica statunitense, e l’attitudine a non rispettare i valori fondanti delle democrazie occidentali, libertà di stampa compresa, è un fenomeno che durerà per dieci-venti anni. Anche in Italia potrebbero proliferare i piccoli fascismo quotidiani.

Lo shock delle politiche fiscali di Trump sembra non aver danneggiato economicamente gli Stati uniti, almeno per ora. Ma il debito pubblico italiano è molto maggiore di quello americano, e rende l’Italia molto più debole.

La citazione: essendo un oligarca americano, Trump capisce bene le richieste nordcoreane, che sono tipiche di tutti i dittatori: soldi e rispetto.

La flat tax finanziata dal deficit che Di Maio ha promesso è una follia, perché è una follia pensare di finanziare la crescita col deficit. L’Italia non deve su questo progetto temere tanto l’Europa, quanto i mercati finanziari: creerebbe un buco di 40-60 miliardi all’anno nei conti pubblici.

Oggi i tassi d’interesse sono bassi grazie alla Bce e tuttavia pagare gli interessi costa quattro punti di pil. Se i tassi salissero, potremmo dover pagare ogni anno un dieci per cento di pil per rifinanziare il debito. Non a caso, il nuovo libro di Friedman inizia con una scena di fanta-finanza ambientata nel 2020,quando la Bce smette di intervenire sui tassi. Ma noi dobbiamo renderci conto che chi sfrutta il disagio sociale ed economico della gente offrendo soluzioni facili a problemi complessi, inganna.

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Ore 16, 40, la citazione: una delle ragioni per le quali scriviamo e leggiamo romanzi è che nulla di quanto è successo è mai sicuro, nemmeno la Storia. Nemmeno le cose che abbiamo visto coi nostri occhi. I romanzi sono l’unico territorio nel quale possiamo raccontare qualcosa di incontrovertibile e definitivo (Javier Marías).

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Ore 17 - Roberto Saviano, Alessandro Cattelan e Francesco Pacifico sulle serie televisive.

C’è un’enorme quantità di gente in fila per partecipare a questo incontro, e un altrettanto imponente apparato di sicurezza. Finalmente i tre protagonisti sono di fronte alla platea. Sono anagraficamente vicini e da ragazzini hanno visto gli stessi programmi televisivi. Citano con grande trasporto e non celata nostalgia una quantità di titoli che mi sono del tutto ignoti.

Cattelan: i miei lavoravano e la tv mi ha fatto compagnia per tutta la giovinezza. C’erano le risate finte e i genitori che chiamavano i figli ehi campione.

Saviano: le serie degli anni '80 seguivano regole precise. La violenza era esclusa. Le storie avevano intenti pedagogici e invitavano a nutrire buoni sentimenti, si proponevano di intrattenere senza ambizioni di impegno civile o di militanza. Erano aspirazionali e raccontavano un’America ricca. Noi le vedevamo in un’Italia più ricca che in passato, e cercavamo di imitare gli americani.

Pacifico: Succede però che il modello va in crisi perché le persone comincia a trovare inautentiche le serie, e non ci credono più. Così, negli anni '90 iniziano le storie di poliziotti, che poi culmineranno in The Wire, che racconta la criminalità di Baltimora in modo del tutto nuovo.

Saviano: Se una serie lavora sull’emotività a un certo punto ti esaurisce. Una serie può anche affrontare tematiche “pesanti”, ma la reggi se ti nutre e ti fa imparare qualcosa. Il mondo anglosassone impone un meccanismo di identificazione positiva: ci dev’essere l’eroe negativo ma anche quello positivo. Con Gomorra c’è un cambiamento: niente eroi positivi. In Gomorra si vedono i meccanismi esatti del denaro e dello spaccio, vedi come si truccano le elezioni, come si impara a sparare, quali sono le scarpe, i mobili, gli abiti dei camorristi. Vedi come sono i quartieri.

Gli americani considerano il crime cosa loro. Non capiscono che il meccanismo del successo di Gomorra consiste nell’assenza del bene. Gomorra è un apparato catartico: chi si identifica in Genny Savastano prende contatto con la sua parte di ombra, la conosce e la elabora.

Una cosa simile non c’era. La imitano i tedeschi, i francesi, i turchi. Oggi c’è fame di racconto della realtà. Per questo si cerca a ogni costo di dire “tratto da una storia vera”, perfino quando la verità della storia è assai remota e parziale.

La citazione (Saviano): la gente che decide di informarsi sui temi della criminalità, diventa più consapevole e cambia.

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Ore 18.30 - Un omaggio a Game of Thrones, con Loredana Lipperini

Ci sono i doppiatori di Robb Stark e John Snow. C’è la dottissima Associazione Italiana di Studi Tolkeniani. Ci sono gli scrittori che rendono omaggio con brevi, brillanti letture al loro personaggio favorito (Michela Murgia: Arya Stark è una bambina-spada. Un’odiatrice organizzata. La sua lista di persone da odiare è un oggetto magico).

La citazione: bisogna partire da Clitennestra per arrivare a Cersei Lannister.

Viene perfino citata la pagina facebook Comunisti per Daenerys Targaryen. Ci sono i quiz, e in sala c’è gente che si ricorda non solo come si chiamano tutti e tre i draghi, ma anche qual è il motto dei seguaci del Dio Abissale.
Insomma: puro godimento. E domani ce n’è ancora.

 

 

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