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Elena Andreasi
Elena Andreasi @elfelena83
Redazione Salone del Libro

Il ritorno di Malaussène e l'Europa secondo Pennac

 L'Europa e i suoi nascenti nazionalismi, la paura dell'altro e la questione immigrazione: sono solo alcuni dei temi affrontati da uno spumeggiante Daniel Pennac, durante la presentazione del suo ultimo libro, Il caso Malaussène - Mi hanno mentito' edito in Italia da Feltrinelli. L'autore francesce ha fatto ridere, riflettere e applaudire una sala gremita, partendo dalla storia del suo romanzo poliziesco con il quale dona nuova vita, a distanza di 18 anni, a Benjamin Malaussène, personaggio che gli ha regalato la notorietà.

"Quando si invecchia - del resto per i personaggi di Belleville sono passati più di 30 anni - è facile vedere cosa è cambiato rispetto al passato - ha esordito Pennac -. Non c'è più il partito comunista, ci sono i cellulari, ma interiormente ho l'impressione di non essere cambiato e questa è una forma di follia, E' a causa di questa sensazione che ho avuto la voglia di ritrovare la scrittura dedicata a Malaussène".

Il romanzo ha come evento fulcro il rapimento del supermanager Georges Lapietà, per cui sarà chiesto un enorme riscatto e in questo caso rimane coinvolto Benjamin Malaussène. Accanto a lui la figura di Alceste, "scrittore di autofiction che ha letto la saga Malaussène negli anni '90, e ne ha un ricordo orrendo", spiega ancora l'autore. "Alceste probabilmente è un ottimo scrittore ma in quanto personaggio che incarna questo ruolo risulta un po' ridicolo. Mi fanno sempre ridere le persone che incarnano convinzioni, come il misantropo di Molière".

Nel nuovo romanzo di Pennac i vecchi personaggi si trovano ad avere a che fare con le nuove tecnologie: "Uno degli effetti perversi di Internet è che ha reso la menzogna più difficile ma adesso anche internet mente, perchè si è adattato alla complessità della vita. La grande domanda non riguarda internet, bensì la relazione che noi abbiamo con la realtà quale essa è, perché nessuno è concorde con la natura della realtà".

"Il reale è ciò che stona, insomma il casino - ha sentenziato sorridendo Pennac -. Un romanziere a questo punto si chiede: se questa è la realtà, allora che cos'è la bugia? E' quello che cerca di nasconderci ciò che stona, e per questo la menzogna è ciò che fonda la famiglia", ha aggiunto scatenando una risata generale. Il romanzo dunque dove si colloca rispetto alla realtà? Secondo Pennac è uno strumento che ci è stato donato per comprenderla.

Poi l'autore ha affrontato temi attuali: "Quello che mi preoccupa è la coesione dell'Europa – ha spiegato -. Il mio sogno è la creazione di una università europea, progetto per il quale voglio impegnarmi nei prossimi mesi. Uno degli effetti perversi di questa Europa economica è che rischia di creare una visione elitaria della società, generando il grande incubo dell'invasione, dell'immigrazione. Ma per lottare contro questa paura istitintiva dell'altro e del cambiamento è urgente una vera politica culturale dell'Europa".

Infine un consiglio agli aspiranti scrittori: "Esaminate la vostra voglia di scrivere perchè molti in realtà hanno voglia di avere già scritto. Il successo? E' dovuto al caso più assoluto".