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Marco Traverso
Marco Traverso @marcotraverso75
Redazione Salone del Libro

Salone Off: Vietti, Sgarbi e Spataro lunedì al Circolo della Stampa

"Mettiamo giudizio. Il giudice tra potere e servizio". Verrà presentato lunedì 22 maggio, alle ore 12, al Circolo della stampa di Torino in Corso Stati Uniti 27 il nuovo libro di Michele Vietti. Interverranno, oltre all’autore, il critico d'arte Vittorio Sgarbi e il procuratore della Repubblica di Torino, Armando Spataro. Il dibattito fa parte degli eventi del Saone Off.

Michele Vietti, professore di diritto commerciale all’Università degli Studi Internazionali di Roma, avvocato civilista, già deputato per quattro legislature e sottosegretario alla Giustizia e all’Economia, ha presieduto le Commissioni parlamentari di riforma del diritto societario e fallimentare. Nel 2010 è stato eletto vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Recentemente, su incarico del ministero della Giustizia Andrea Orlando, ha presieduto la Commissione per la riforma dell’ordinamento giudiziario.

"Ho affidato la guida della Commissione di studi che ho costituito nell’ambito del mio ministero a un uomo delle Istituzioni, Michele Vietti, che adottando un approccio corretto nei confronti della categoria dei magistrati, nonostante non ne faccia parte, ha messo in risalto la necessità di migliorare il servizio offerto ai cittadini eliminando quelle note criticità che nel tempo si sono sempre più radicate nella materia" (dalla prefazione del Guardasigilli Orlando al libro).

Una nuova mappa degli uffici giudiziari in Italia, giudici specializzati, coordinamento dei pubblici ministeri, criteri efficaci e meritocratici per selezionare i magistrati, valutarli e farli avanzare nella carriera, sistema disciplinare garantista ma effettivo e, non ultimo, il delicato rapporto tra magistrati e politica: questi i temi che il libro affronta attraverso la voce di uno dei principali artefici della politica giudiziaria degli ultimi anni. "Le norme proposte sono, a mio parere, innovative e coraggiose. Perché abbiano successo occorre però fugare definitivamente la logica dell’assedio, in cui la magistratura si ritrova nell’improprio ruolo di assediato e la politica in quello altrettanto improprio di assediante", così Vietti descrive, in breve, il senso della sua proposta ordinamentale.