Salone Internazionale del Libro di Torino 2018

Notizie dal Salone

La città visibile. Torino 1988-2012

Venticinque anni che hanno cambiato il volto di una città passata da un grigio centro industriale, da una one company town, a una metropoli moderna, dinamica, che ha saputo crescere senza rinunciare alle sue tradizioni, ma valorizzandole, aggiornandole. Il cambiamento è raccontato nella mostra La città visibile. Torino, 1988-2012 ideata dal Salone internazionale del Libro e dal Circolo dei lettori e curata da Luca Beatrice con la collaborazione di Roberta Pagani e nata dal confronto e scambio di idee con Rolando Picchioni, Ernesto Ferrero, Nicola Gallino e Marco Pautasso.

Ad illustrare la filosofia che sta dietro alla scelta dei pezzi esposti sono stati, al Bookstock village del Salone il responsabile della comunicazione della Fondazione per il Libro la Musica e la Cultra, Nicola Gallino e il presidente del Circolo dei Lettori, Luca Beatrice. La mostra presenta numerosi oggetti che hanno caratterizzato la città negli ultimi anni. Dal rilancio della cultura, con le immagini della Reggia di Venaria, al primato della ricerca, rappresentato dal primo Mp3 inventato a Torino da uno studente del Politecnico. Non manca, come ha ricordato Beatrice "lo Juventus Stadium", primo caso in Italia in cui una società calcistica ha avuto il coraggio di costruire un impianto moderno, stile inglese, di proprietà, così come non manca il simbolo delle Olimpiadi del 2006, quella torcia che, come ha ricordato lo stesso Beatrice "ha rappresentato il momento in cui i Torinesi hanno deciso di fare le cose grande". Tanti gli oggetti in mostra, compresi quelli che richiamano la grande industria (il motore Common Rail) e la moda (gli stilisti emergenti e il brand storico Superga, rivitalizzato dalla cura Boglione).

Oggetti, ma anche documenti, che simboleggiano le grandi svolte sociali partite proprio da Torino: "Quando ho visto una copia del volantino di piazza Tienanmen – ha detto Gallino – mi sono commosso perché quel foglio rappresentava una svolta storica senza precedenti. Per questo ho pensato di inserire nella mostra una copia della sentenza Thyssen che rappresenta una svolta nella sicurezza del lavoro che parte da Torino e che interessa tutto il Paese".

E alla domanda di Gallino che chiedeva a Beatrice quale impressione un turista o uno straniero potesse trarre oggi del capoluogo subalpino, il critico ha risposto senza esitazioni che "un forestiero che venisse oggi a Torino direbbe che questa città è una figata, una città dinamica, moderna, con prezzi di immobili vantaggiosi, e dove si mangia pure bene, grazie all'affermazione della filosofia Slow Food che ha cambiato il modo di pensare al cibo e alla sua fruizione".

Beatrice e Gallino hanno poi chiesto al pubblico in sala quali altre peculiarità di Torino avrebbero voluto vedere in mostra. E gli spunti non sono mancati: dalla proposta di focalizzare l'attenzione sul cambiamento di Porta Nuova, passata da punto di arrivo degli immigrati negli anni '50 a luogo di shopping, alla valorizzazione degli alberi storici presenti in città.

Bookstock village, ore 17,30, sabato12 maggio 2012

Marco Traverso

Per maggiori informazioni sul programma www.salonelibro.it

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