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Anime Arabe: Shehab, LeVine, Dibo e Guène. I nuovi arabi oltre i confini nazionali

La libertà di ricerca e di espressione, l’esilio e il potere delle narrazioni contro-egemoniche. Sono questi i tre grandi temi di Anime Arabe edizione 2017, la ezione del Salone internazionale del Libro dedicata al mondo arabo, analizzato nel suo dialogo con l'Occidente. Da qui si partirà per un confronto fra alcuni degli artisti e intellettuali arabi più noti della nuova generazione e i loro omologhi statunitensi ed europei. Saranno a Torino fra gli altri l’artista e storica dell’arte, Premio Unesco-Sharjah per la cultura araba Bahia Shehab, lo scrittore siriano residente a Berlino Muhammed Dibo e Faïza Guène, voce giovane e innovativa delle banlieues. In tempi di nazionalismo e populismo, la condizione del viaggiatore, del girovago che non possiede una casa, è una condizione di opposizione radicale, in cui si desidera “un tessuto sociale talmente ricco che nessuno possa interamente comprendere e nessuno possa del tutto prendere”, diceva Edward Said in un’intervista del 2007. L’esilio, la libertà di espressione e la responsabilità degli intellettuali continuano ad essere i grandi temi del dibattito culturale nel mondo arabo contemporaneo. La nuova generazione di autori e artisti di grande rilievo ha raccolto l’eredità dell’intellettuale palestinese, icona dell’esilio e primo fustigatore dell’orientalismo. Nelle loro opere, la nuova generazione ha raccolto in pieno l’invito di Edward Said a dire la verità al potere.

Il Salone del Libro di Torino andrà, dunque, anche in questo caso “oltre il confine” proponendo un itinerario in cui l’arte intreccia la letteratura e le scienze sociali. Saranno assieme alcuni tra gli artisti e intellettuali arabi più noti della nuova generazione con i loro omologhi statunitensi ed europei: Assieme ragioneranno su tre temi di grande rilevanza internazionale: la libertà di ricerca e di espressione, l’esilio e il potere delle narrazioni contro-egemoniche.

Molte le voci diverse, spesso poco conosciute in Italia, che condurranno il pubblico del Salone lungo questo inedito percorso che racconta un segmento ancora poco noto del dibattito culturale nel mondo arabo dopo le rivoluzioni del 2010 e 2011. Perché è uno dei segmenti che mette in relazione il mondo arabo con le terre dell’esilio, tra Europa, Stati Uniti e Australia. Saranno a Torino l’artista e storica dell’arte, Premio Unesco-Sharjah per la cultura araba Bahia Shehab, insieme allo storico statunitense del mondo arabo Mark LeVine, al direttore generale di Amnesty International Gianni Rufini e al senatore Luigi Manconi, in un panel sulla libertà di espressione e di ricerca in Egitto e nel mondo, dedicato a Giulio Regeni. Lo scrittore siriano residente a Berlino Muhammed Dibo converserà con la pluripremiata scrittrice tedesca Jenny Erpenbeck sul tema dell’esilio. Faïza Guène, voce giovane e innovativa delle banlieu, sarà in dialogo con Carla Peirolero, attrice e anima di uno dei più importanti festival multiculturali d’Italia, il Suq, per raccontare con sguardi diversi le periferie da Parigi a Genova. Mark LeVine e Paola Caridi si occuperanno di un anniversario tra i più importanti sul piano internazionale, i 50 anni dalla Guerra dei Sei Giorni, con un occhio particolare a Gerusalemme.

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