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A Cees Nooteboom il Mondello Internazionale 2017: sarà al Salone con Ernesto Ferrero

CeesNooteboom credit Simone Sassen

È lo scrittore olandese Cees Nooteboom il «maestro» scelto dal giudice monocratico Ernesto Ferrero come vincitore del Premio Letterario Internazionale Mondello, sezione Autore Straniero. Nooteboom sarà al Salone Internazionale del Libro di Torino domenica 21 maggio e dialogherà con Ferrero per un incontro aperto al pubblico (ore 17), in Sala Azzurra, in occasione del conferimento del Premio.

Il riconoscimento, giunto alla sua quarantatreesima edizione, è promosso dalla Fondazione Sicilia insieme con il Salone Internazionale del Libro e la Fondazione Andrea Biondo e con il patrocinio dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, per la sezione Autore Straniero di quest’anno.

In qualità di giudice monocratico, Ernesto Ferrero è stato chiamato dal Mondello a individuare un suo riferimento letterario fondamentale non solo per il percorso di scrittore, ma anche per l’apporto nel panorama della letteratura internazionale. Una scelta in libertà e autonomia, che il Premio Mondello ha affidato al critico letterario e scrittore che per diciotto edizioni ha diretto il Salone Internazionale del Libro di Torino.

Questa la motivazione: “Olandese e cittadino del mondo, viaggiatore incantato che cerca l’uomo e se stesso nell’altrove, reporter che sa trovarsi sui luoghi dei grandi drammi storici, poeta capace di dar vita a ciò che non è visibile, narratore che usa l’immaginazione come strumento principe per cogliere la melodia che si nasconde nel rumore confuso della quotidianità, da decenni Cees Nooteboom incarna magistralmente le ragioni di una scrittura capace di esplorare gli incerti confini che uniscono, più che dividere, realtà e finzione. Nel solco della grande letteratura che va da Cervantes a Pessoa, da Borges a Calvino, Cees Nooteboom cerca con sognante eleganza e ironica leggerezza la saldatura tra l’essere e l’apparire, tra spazio, tempo e linguaggio, tra parola e immagine, simbolo e mito, arte e vita. Appassionato, empatico esploratore di culture, Nooteboom usa la forza rivelatrice dell’invenzione per smascherare le mistificazioni delle ideologie, dei sistemi totalitari, della virtualità dominante. Con lui la libertà della poesia diventa, ancora una volta, rivelazione dei tesori nascosti nelle fragilità dell’umano” (E.F.).

Con la stessa formula, nelle edizioni precedenti del premio, sempre al Salone Internazionale del Libro, Michela Murgia ha nominato vincitrice Marilynne Robinson (2016), Antonio Scurati Emmauel Carrère (2015), Niccolò Ammaniti Joe R. Lansdale (2014), Melania Mazzucco ha premiato lo scrittore ungherese Peter Estherázy (2012), Paolo Giordano l’autrice statunitense Elizabeth Strout (2012).


Chi è Cees Nooteboom

Cees Nooteboom, nato all’Aja nel 1933, vive tra Olanda, Spagna e Germania. Sin da giovane fa del viaggiare la sua filosofia di vita: tra appassionate frequentazioni dell’Oriente, numerosi soggiorni in vari paesi del mondo, tra cui l’Italia, Nooteboom è stato cronista privilegiato in momenti cruciali della storia europea. La sua biografia si intreccia strettamente con la produzione letteraria, fondata sull’uso di molteplici registri narrativi: autore di romanzi, poesie, saggi, opere teatrali e resoconti di viaggi, come Verso Santiago e Il Buddha dietro lo steccato, è ormai ritenuto uno dei più importanti e originali autori contemporanei.

Si rivela a soli ventidue anni con Philip e gli altri, 1955, considerato dalla critica un’anticipazione degli ideali nomadi della Beat Generation e antesignano di Sulla Strada di Jack Kerouac. Il romanzo è la storia, in parte autobiografica, di un uomo che viaggia in autostop dall’Olanda alla Provenza, attraverso la Francia e l’Europa del Nord, sulle tracce di una misteriosa ed evanescente ragazza cinese, simbolo della felicità e dell’inaudito. Un’opera vivace e onirica sullo stupore, l’estraneità e il bisogno d’appartenenza, che precorre il mito dell’autostop come viaggio di iniziazione. Il successo internazionale arriva con Rituali, 1980, che gli vale negli Stati Uniti il Premio Pegasus, e Il canto dell’essere e dell’apparire, 1981, che si articola su due piani narrativi distinti: quello dello scrittore che tenta di costruire un romanzo ambientato nella decadente Bulgaria fin de siècle e quello meta-narrativo dello scrittore che si interroga sul significato stesso dello scrivere.

Un anno dopo esce Mokusei, 1982, romanzo breve che racconta in flash back una semplice e intensa storia d’amore intrisa delle atmosfere esotiche care all’autore, e allo stesso tempo evoca il fascino remoto dell’irraggiungibile, dell’impenetrabile, con sovrapposizioni di immagini del reale al reale stesso. Il puzzle del tempo, la favola della cultura e dell’arte, i riti intellettuali per esorcizzare la dispersione: tutto torna nella fiaba fantastica Le montagne dei Paesi Bassi, 1984. La contrapposizione tra banalità dello spazio reale e avventura nello spazio spirituale è rappresentata con particolare efficacia nel romanzo breve La storia seguente, 1991, dove, ancora attraverso il viaggio – questa volta nell’aldilà – l’autore sottolinea come ogni morte sia il trapasso in un’altra vita e come la paura della disfatta debba essere vinta dalla certezza della metamorfosi: l’opera vale a Cees Nooteboom il Premio Grinzane Cavour 1994 e il Premio Aristeion della Comunità Europea.

Nel 1994 esce Verso Santiago, una collezione di testi scritti dal 1981 al 1992, in cui ognuno costituisce il capitolo di un cammino in direzione di Santiago de Compostela, un viaggio a tappe lungo percorsi inusuali, alla scoperta di personaggi e luoghi di una Spagna profonda e misteriosa. La seduzione del viaggio rimane una costante nell’opera di questo “spettatore del mondo”, come egli ama definirsi, poiché da un lato esprime l’inesauribile sete di conoscenza e di scoperta mai paga nell’uomo, e dall’altro rappresenta “un’occasione per star soli e riflettere su cosa scrivere”. Ad anni più recenti appartengono Perduto il Paradiso, 2004, una meditazione che spazia tra i continenti (Sudamerica, Australia) indagando le più profonde aspirazioni umane, e la vibrante raccolta di racconti, Le volpi vengono di notte, pubblicata da Iperborea nel marzo 2010, sul passato e sul ricordo, alla ricerca delle sfumature del pensiero e della sua perfetta aderenza alla narrazione.

Attraverso personaggi irrequieti, storie di amore, perdita, gioco e nostalgia, emerge la forza della scrittura iconica e immaginifica di Nooteboom. Perché, come scriveva Roland Barthes trent’anni fa nella Camera chiara, una fotografia rappresenta l’impotenza di dire ciò che è evidente, e la letteratura nasce proprio intorno a un’immagine mancante, a un ricordo ancora vivo. Nel 2015 esce Tumbas, il libro che racconta le tombe dei grandi scrittori e filosofi che Nooteboom ha visitato nel corso di trent’anni di viaggi per il mondo, raccogliendo quello che, dietro una lapide di marmo, un monumento bizzarro, un’epigrafe toccante o l’incanto di un’atmosfera, hanno ancora da raccontare. Iperborea ripubblicherà anche gli scritti di viaggi ancora inediti in Italia, il primo volume della serie, dedicato al Giappone, è uscito a marzo 2017 e si intitola Cerchi Infiniti.

Pluripremiato e apprezzato in tutto il mondo, più volte candidato al Nobel, lo scrittore ha ricevuto numerosissimi riconoscimenti, tra cui ricordiamo il Constantijn Huygens Prijs, il Premio Anna Frank, il P.C. Hooft Prijs, il Premio Sandro Onofri, il Premio Gruppo Compostela, il Premio Letteratura Nederlandese (il più importante riconoscimento letterario del mondo olandese, consegnato all’autore da Alberto II, re del Belgio), il Premio Europeo di Poesia, 2008, il Premio Chatwin 2010, il Premio Onofri 2014, il Premio Lerici Pea 2016.


Tutti i libri di Nooteboom pubblicati in italiano

  • Il canto dell'essere e dell'apparire (Een lied van schijn en wezen, 1981, trad. it. Fulvio Ferrari), Iperborea, 1991.
  • Rituali (Rituelen, 1980, trad. it. Fulvio Ferrari), Iperborea, 1993.
  • Mokusei (Mokusei! Een liefdesverhaal, 1982, trad. it. Fulvio Ferrari), Iperborea, 1994.
  • Verso Santiago (De omweg naar Santiago, 1992, trad. it. Laura Pignatti), Feltrinelli, 1994.
  • Come si diventa europei? (Wie wird man Europaer?, 1993, trad. it. Anna Martini Lichtner), Linea d’Ombra, 1994.
  • Il Buddha dietro lo steccato (De Boeddha achter de schutting, 1986, trad. it. Laura Pignatti), Feltrinelli, 1997.
  • Le montagne dei Paesi Bassi (In Nederland, 1984, trad. it. Fulvio Ferrari), Iperborea, 1996.
  • Autoritratto di un altro. Sogni dell’isola e della città d’un tempo (Zelfportret van een ander. Dromen van het eiland and de stad van vroger, 1993, trad. it. Fulvio Ferrari), Crocetti, 1998.
  • La storia seguente (Het volgende verhaal, 1991, trad. it. Fulvio Ferrari), Iperborea, 2000.
  • Il giorno dei morti (Allerzielen, 1999, trad. it. Fulvio Ferrari), Iperborea, 2001.
  • Hotel nomade (Nootebooms hotel, 2002, trad. it. Franco Paris, Claudia di Palermo), Feltrinelli, 2003.
  • Le porte della notte. Poesie, a cura di Fulvio Ferrari, Edizioni del Leone, 2003.
  • Philip e gli altri (Philip en de anderen, 1955, trad. it David Santoro), Iperborea, 2005.
  • Perduto il Paradiso (Paradijs verloren, 2004, trad. it. Fulvio Ferrari), Iperborea, 2006.
  • Le volpi vengono di notte, (‘s Nachts komen de vossen, 2009, trad. it. Fulvio Ferrari), Iperborea, 2010.
  • Avevo mille vite e ne ho preso una sola, (Ich hatte tausend Leben und nahm nur eins, 2008, trad. it. di Marco Agosta, Fulvio Ferrari, Laura Pignatti), Iperborea 2011
  • Il suono del suo nome. Viaggi nel mondo islamico, trad. Laura Pignatti, Ponte alle grazie 2012
  • Lettere a Poseidon (Brieven aan Poseidon, 2013, trad. Fulvio Ferrari), Iperborea, 2014.
  • Tumbas (Tumbas, 2010, trad. Fulvio Ferrari), Iperborea, 2015
  • Luce ovunque (trad. Fulvio Ferrari), Einaudi 2016
  • In viaggio verso Jheronimus Bosch, trad. Fulvio Ferrari, Jaka Book 2016
  • Cerchi infiniti (Nachttrein naar Mandalay, trad. Laura Pignatti) Iperborea, 2017

Il giudice monocratico 2017

Ernesto Ferrero, torinese, ha lavorato a lungo nell’editoria. Tra i suoi libri, i romanzi N. (Premio Strega 2000), L’anno dell’Indiano (2001), La misteriosa storia del papiro di Artemidoro (2006), Disegnare il vento. L’ultimo viaggio del capitano Salgari (Premio Selezione Campiello 2011); una biografia di Barbablù, il mostruoso Gilles de Rais del Medioevo francese, e una introduzione a Primo Levi. La vita, le opere, tutti presso Einaudi; le Lezioni napoleoniche (Mondadori), e il libro di memorie I migliori anni della nostra vita (Feltrinelli, 2005). Nel 2014, con Einaudi, ha pubblicato Storia di Quirina, di una talpa e di un orto di montagna. Traduttore di Flaubert, Céline e Perec, collabora a «La Stampa» e a «Il Sole 24 ore». È stato per 18 edizioni direttore editoriale del Salone Internazionale del Libro di Torino.

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