Alessandria d'Egitto 1876 – Bellagio 1944
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Poeta, editore, romanziere, saggista, artista, oltre che uno straordinario provocatore, dissacratore e organizzatore culturale, nel 1909 Marinetti fonda il Futurismo, l’avanguardia di tutte le avanguardie del Novecento. La sua capacità di scoprire e suscitare talenti non ha pari. In politica è sostanzialmente un anarchico benché, con tormentosa contraddizione, consideri la patria più importante della libertà. «Italianista» più che nazionalista, è tra i fondatori dei Fasci di combattimento, dai quali si distacca quasi subito, quando Mussolini toglie dal programma lo «svaticanamento d’Italia» e la lotta alla monarchia. Aderisce tuttavia al regime, fino a diventare accademico d’Italia, volontario nelle guerre d’Etiopia e di Russia (a sessantasei anni). Benché apertamente ostile alle leggi razziali e al nazismo, è a Salò poco prima del morte. Questa contaminazione politica, di gran lunga posteriore alla creazione del Futurismo, ne ha fatto – almeno in Italia – un personaggio lungamente condannato alla damnatio memoriae.L'influenzaIl futurismo ha cambiato il modo di intendere l’arte e il rapporto arte-società. Lo scrittore espressionista tedesco Alfred Döblin lo definì un «atto di liberazione». In Marinetti sono costanti la ricerca e la rivendicazione della libertà. Di creare, sperimentare, vivere nell’esaltazione di tutte le possibilità che sono date all’uomo per il fatto stesso di esistere. E di slegare l’arte dai vincoli di norme precostituite: la letteratura dalla grammatica e dalle angustie del vocabolario, la pittura dal soggetto, il libro dalla carta, il teatro dai canovacci, la musica dalle note. Sono le imprese di un sacerdote dell’utopia, assorbite quasi automaticamente anche da chi lo deride per difendere la disciplina delle forme. Il Futurismo è riuscito a garantirsi il successo più nel futuro che nel presente, fissandosi nella memoria collettiva come una rivolta spontanea e destabilizzante. Molte esperienze intellettuali sono state possibili anche grazie a quel primo, sconvolgente terremoto di idee.La critica“Un cretino fosforescente” Gabriele d’Annunzio |
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