Santo Stefano Belbo 1908 – Torino 1950
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Generazioni di giovani si sono riconosciute nelle sue inquietudini esistenziali, nella sua disperata ricerca di amore. Cesare Pavese lasciato una forte impronta nella cultura italiana con il suo contributo alla "scoperta dell’America" (le traduzioni di Melville, Dos Passos, Faulkner) e il lavoro a tutto campo in Einaudi, dove ha diretto tra l’altrro l’amatissima “collana viola” di studi religiosi ed etnologici. Resta fondamentale la novità della sua poesia e, più in generale, della sua scrittura. Pavese muove dalla contestazione di una letteratura esangue ed elitaria che lo induce a un realismo permeato da istanze popolaresche e dialettali, e tuttavia sempre realismo filtrato da uno sguardo interiore. La sua aspirazione suprema è cogliere nella realtà, soprattutto attraverso le suggestioni della natura e l’immersione nel tempo privilegiato dell’infanzia, i barbagli del mito. Scrittore sedotto dal cinema, tanto da cimentarsi in varie sceneggiature, ha trovato un sensibile interprete in Michelangelo Antonioni che ha trasposto il suo romanzo Tra donne sole nel film Le amiche. E’ presente nel dibattito critico sulla dicotomia impegno-disimpegno che caratterizza il suo atteggiamento verso la politica e la storia, sulla dinamica contrapposizione, di natura creativa, tra realismo e simbolismo. L'influenzaLa sua opera, che ha la compattezza di una raggiunta classicità, non ha lasciato veri eredi. Modesti epigoni ne hanno accolto certi dati esteriori, come l’ambientazione nel mondo popolare, la lingua parlata e venata di dialetto, il risvolto realistico, e tuttavia alcuni esordi (Calvino, Arpino, Venturi, Lalla Romano) non si sono sottratti alla sua influenza. La poesia-racconto di Lavorare stanca sembra semmai anticipare la conversione antilirica, l’assunzione di movenze prosastiche da parte di tanti poeti successivi. La critica"Credo che Pavese sia il più importante, complesso, denso scrittore italiano del nostro tempo. Qualsiasi problema ci si ponga, non si può non rifarsi a lui, come letterato e come scrittore". Italo Calvino "Pavese non è riuscito a creare il mito nella pagina e il suo suicidio va interpretato come un tentativo di crearlo nella vita". Alberto Moravia |
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