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Pier Paolo Pasolini

Bologna 1921 – Ostia 1975


fotoAutore poliedrico, poeta, scrittore, saggista, recensore, polemista, con i suoi scritti e film ha attratto l’attenzione sul suo lavoro e sulla sua persona fisica, non solo dei lettori colti, ma di un vasto pubblico di lettori e spettatori, scandalizzandoli, affascinandoli e facendoli riflettere in un momento decisivo della loro storia: il passaggio dalla civiltà contadina al neocapitalismo. Nessun lavoro artistico o letterario di Pasolini lascia mai indifferenti. Dopo il debutto poetico in dialetto friulano, ha continuato a esplorare le parlate marginali scrivendo opere nella parlata romana delle periferie, e contribuendo in questo modo ad allargare l’interesse per i dialetti e le lingue locali. Pasolini è stato e rimane un modello unico e inimitabile d’intellettuale italiano della seconda metà del XX secolo.

L'influenza

La sua influenza maggiore non è nell’ambito della poesia, della narrativa, del teatro, del saggismo e neppure del cinema, che l’hanno reso popolare, bensì al di fuori dalla letteratura e dall’arte, che pure ha praticato con costanza, lasciandoci in eredità un’opera notevole per mole e continuità. La sua figura costituisce una vera e propria icona. Difficile da imitare, per via della sua radicalità esistenziale e culturale, ma anche per la sua “diversità” – la discussa e decisiva omosessualità –, Pasolini è ancora oggi un punto di riferimento. L’aspetto più significativo della sua poetica, che è tutt’uno con la sua vita, è la ricerca appassionata, e appassionante, della verità - la mania della verità - , superiore a ogni ideologia o fede. Alla creazione dell’icona-Pasolini ha inoltre contribuito la sua morte cruenta che resta tutt’oggi un mistero mai chiarito.

luoghi

La critica

“Aveva torto e aveva ragione”.

Franco Fortini

“Una disputa fondamentale col Padre, nel genere, ma cresciuto in ferocia e degradazione, della colluttazione di Giacobbe con l’angelo”.

Gianfranco Contini

“Pasolini sceglie apparentemente come argomento il mondo del sottoproletariato romano, ma ha come contenuto reale del suo interesse il gusto morboso dello sporco, dell’abietto, dello scomposto e del torbido”.

Carlo Salinari

"Caro Pier Paolo, Il bene che ci volevamo - lo sai - era puro. E puro è il mio dolore. Non voglio “pubblicizzarlo”. Non voglio, per farmi bello, fregiarmi della tua morte come d’un fiore all’occhiello".

 

Giorgio Caproni

opere


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