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Nessun altro libro recente ha avuto la forza di rottura, la capacità di indicare la nascita di una nuova fase come Gomorra. Se per due o tre decenni sembrava che si dovessero privilegiare solo riscrittura e metaletteratura, con Saviano si è tornati alla verità delle cose e dei fatti, al primato delle relazioni sociali, alla durezza della denuncia.
Gomorra è anche un documentario: contiene un pezzo di storia italiana, squaderna fatti e cifre della camorra, nomi di paesi e di persone, paesaggi reali e storie di individui in carne e ossa. Invia un appello agli italiani, invitando alla lotta non solo contro la camorra, ma per la legalità. Ma lungi dall’esaurirsi nella documentazione e nell’ammonimento, realismo e impegno civile sono l’altra faccia di uno stile epico, di una rappresentazione in cui alla vastità del male si oppone un eroe protagonista alla ricerca della verità.
Un nuovo cavaliere si aggira in motoscooter sui luoghi del crimine, fra discariche di rifiuti, sangue di morti ammazzati, fiumi di cemento, villaggi abusivi, quartieri e periferie degradati in cui si accumulano masse enormi di denaro, armi, merci. Per questo piccolo, emarginato e rabbioso protagonista dire la verità significa accumulare direttamente prove inconfutabili e parziali, perché vissute con il corpo, sperimentate dal vivo, filtrate dalle emozioni. Tra oggettività e soggettività s’istaura così un cortocircuito che costituisce la novità e la forza letterarie di Gomorra.
La critica
«Le qualità «chimiche» di Gomorra: forza di verità, forza eversiva, forza rigenerante della parola. Qualità che non si possono ricondurre né a una questione di genere, né di abilità narrativa, né di tema ma ad altre cose di cui non si parla più: ispirazione, coraggio, libertà, grandezza, invenzione, e che la critica e la teoria letteraria odierne non sanno più nominare».
Carla Benedetti
La fortuna
Gomorra ha venduto 2.000.000 di copie in Italia e 3.500.000 copie complessive nei 50 paesi in cui è stato tradotto.
Il film
Gomorra, di Matteo Garrone, prod. Fandango, 2008, con Toni Servillo, Gianfelice Imparato, Maria Nazionale, Salvatore Cantalupo
[Romano Luperini]
L’opera in libreria
Gomorra, Oscar Mondadori
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