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La storia del dodicenne Cosimo Piovasco di Rondò, che per un banale screzio domestico si rifugia in cima a un elce e decide di non metter più piede a terra per il resto dei suoi giorni, è un’aerea favola sull’identità e sulla distanza, intensa come un romanzo di formazione, lucida come un conte philosophique, leggera e affilata come una fiaba.
La bizzarra regola di vita che Cosimo s’impone nasce da un rifiuto dei modelli che lo circondano, ma il suo allontanamento non implica alcun distacco dalla società. Al contrario: gli consente di affermarsi come individuo capace di agire e di adoperarsi anche per il bene collettivo, introducendo in un mondo insidiato dall’inerzia e dalla mediocrità rassegnata o rinunciataria lo scatto della volontà personale e dell’immaginazione utopica. Così un lembo immaginario della Riviera ligure tra Sette e Ottocento diventa specchio dell’Italia degli anni Cinquanta.
Dai rami della foresta di Ombrosa, Cosimo osserva la parabola dell’Europa, dall’epoca felice dei Lumi alle guerre napoleoniche fino alla Restaurazione. Ma nulla incrina la sua scelta. Seguiterà a rampare di ramo in ramo, ostinatamente fedele a sé stesso, lui, della razza di chi rimane sugli alberi.
La critica
“Pur senza pretendere di darci tutte le dimensioni del romanzo storico, Calvino ha vinto la sua partita con una decisione e una testardaggine non inferiori a quelle del suo personaggio. Un’aria, un’auretta di Settecento illuministico si respira davvero nelle sue pagine e qualche scena è veramente degna di un umorista di grande vena”
Eugenio Montale, 1957
“Il Barone rampante è una macchina a cui si potrebbe aggiungere o togliere a volontà dei pezzi, poiché se ne ignora la generale utilità e il fine poetico: essa nasce dal capriccio di una mente ingegnosa, non ha quindi nel suo intimo necessità fantastica e poetica, ed è perciò profondamente disgregata, frammentaria, incoerente.”
Alberto Asor Rosa, 1958
La fortuna
1.500.000 copie vendute complessivamente, tradotto in 30 lingue
L’opera in libreria:
Il Barone rampante, Oscar Mondadori.
[Mario Barenghi]
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