Salone Internazionale del Libro di Torino Primavera Digitale
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Italo Svevo [Ettore Schmitz]
Trieste 1861 - 1928

opera luoghi

Nel 1919, in una Trieste da pochi mesi unita all’Italia, fervida di progetti e di duri contrasti politici ed etnici, il «commerciante» ebreo Ettore Schmitz richiama dal buio dell’incomprensione il suo alter ego Italo Svevo e incomincia ad attendere alla prima stesura del suo terzo romanzo che, varcato il capo dei sessant’anni, si disporrà a stampare a sue spese tra il 1922 e il 1923.

Un romanzo psicologico (con i precedenti due) che apriva una finestra su quella Mitteleuropa di cui la guerra aveva sanzionato la scomparsa. Svevo è tra i primi a mettere a frutto la lezione di Freud, assumendola quale strumento di indagine introspettiva e insieme espediente narrativo.

Un anziano ricco borghese ripercorre per l’analista alcuni episodi fondamentali della sua esistenza per guarire del vizio del fumo che egli ritiene causa dei disturbi psicosomatici che lo affliggono. La confessione gli consentirà di recuperare dal buio della memoria infiniti frammenti del passato, di riordinarli in discorso, ma anche di falsarli nel tentativo di assolvere il «piccolo delinquente» che è in lui, fino a quando prenderà coscienza, di fronte allo specchio nero dell’inconscio, che la sua è la malattia congenita dell’umanità intera, il maledetto retaggio comune a tutti gli uomini.

La mediocre, egoistica esperienza di vita di un borghese conformista, di un uomo qualunque che reca su di sé i segni e le ferite della civiltà contemporanea, ricostruita attraverso l’analisi, dice che «la vita è inquinata alle radici», la vita è malattia: non serve quindi tentare di curarla attraverso dolorose e complicate terapie.

La critica

“…Un libro vastissimo, senza trame raccontabili, che tende a darci – simile in questo ad altri libri stranieri – la epica della grigia casualità della nostra vita di tutti i giorni, rotta dal balenare improvviso di una contingenza non meno cieca e misteriosa, e dal gioco crudele dei «bovarismi» che dividono l’anima solitaria e la disperdono. Uno di quei libri che possono fare a meno di un «fatto» apprezzabile, di un «soggetto», per porsi dinanzi al soggetto per eccellenza della nostra vita germinale e oscura.

Eugenio Montale, 1926

“I cenacoli parigini, non contenti di regalarci pose e snobismi letterari sempre nuovi, ci regalano anche le “celebrità italiane”. Italo Svevo commerciante triestino, scrittore di tre mediocri romanzi, valutato da noi, secondo i suoi meriti, con una rispettosa indifferenza, è improvvisamente annunciato come un grande scrittore da uno scadente poeta irlandese abitante a Trieste, il Joyce, uno scadente poeta di Parigi, Valéry Larbaud, e un critico, il Crémieux. […] Quale il merito dello Svevo? D’essersi avvicinato, più d’ogni altro italiano a quella letteratura passivamente analitica, che ebbe i suoi fastigi in Proust, ed è arte scadente, se arte è opera d’uomini vivi ed attivi.

Guido Piovene, 1927.

La fortuna

Stampato a spese dell’autore, La coscienza di Zeno, rimase praticamente ignorato come i due precedenti (Una vita, 1892; Senilità, 1898) fino all’intervento di James Joyce che a Parigi apre all’oscuro autore triestino le porte della fama, prima francese ed europea, e poi italiana, grazie al giovane Eugenio  Montale.

La Coscienza ebbe per vent’anni una diffusione limitata e una ricezione critica difficile per la poca notorietà dell’autore, la sua provenienza, la scrittura in un italiano giudicato ‘barbaro’, l’argomento. Soltanto il secondo Novecento che ne riconobbe l’altissima caratura letteraria, che riscattava il romanzo italiano dalle ipoteche di D’Annunzio e Fogazzaro.

All’estero è stato tradotto in sedici lingue.

I film

La coscienza di Zeno, 1981, adattamento televisivo di Sandro Bolchi, sceneggiatura di Dante Guardamagna e Tullio Kezich, con Johnny Dorelli, Ottavia Piccolo, Andrea Giordana.

Le parole di mio padre, 2001, di Francesca Comencini, libero adattamento di due capitoli del romanzo, con Fabrizio Rongione, Chiara Mastroianni e Mimmo Calopresti.

L’Opera In libreria

La coscienza di Zeno,  Mondadori 2001, Feltrinelli 2002, Giunti 2004, Einaudi 2005,  Garzanti 2007

[Franco Contorbia]


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