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I libri della musica

I libri della musica

L’editoria musicale ebbe in Italia un successo immediato con Ottaviano Petrucci e Venezia mantenne per tutto il Cinquecento una posizione di assoluto prestigio internazionale. Tuttavia, fino all’Ottocento gli editori musicali italiani erano pochi in un contesto dominato dai copisti. La situazione si modificò quando il violinista e copista milanese Giovanni Ricordi (Milano 1785 – ivi 15 marzo 1853) fondò nel 1808 la casa editrice che porta il suo nome e che pubblicò la maggior parte del repertorio operistico italiano, da Rossini a Verdi e Puccini, mantenendosi prevalente anche nel panorama contemporaneo.

Tra gli altri editori ottocenteschi vanno menzionati a Firenze Guidi, che pubblicò le prime edizioni tascabili di musica sinfonica, a Napoli Clausetti, poi associatosi con Ricordi, e a Milano la famiglia Lucca, che nel 1868 ottenne l’esclusiva italiana per i drammi di Wagner e fu assorbita da Ricordi nel 1888. Inoltre, Carisch (anche editore dal 1894), Curci (fondata nel 1912 ed editore di operette, musica da film e importanti raccolte di musica strumentale), Sonzogno (dedita alla musica dal 1874 ed editore delle opere di Giordano, Cilea, Mascagni e Leoncavallo) e Suvini Zerboni, fondata nel 1907 e con un catalogo imperniato sui compositori italiani del Novecento e contemporanei. L’editoria prestò attenzione anche alla letteratura sulla musica, soprattutto con pubblicazioni in ambito didattico e periodici di assoluto rilievo, ma un diffuso interesse per libri di argomento musicale si affermò soltanto in tempi recenti, con l’avvio di collane specifiche da parte di editori generalisti e la nascita di case editrici dedicate esclusivamente o prevalentemente a pubblicazioni musicologiche, per esempio EdT e Rugginenti.
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