Editoria d'arte
Maestri del colore
Il successo della collana I maestri del colore, pubblicata dalla Fratelli Fabbri fu dovuto principalmente alla ricchezza dell’apparato iconografico, con riproduzioni a colori a piena pagina che offrivano una visione dei dipinti fino allora riservata solo agli acquirenti di volumi molto costosi e di difficile reperimento. La qualità delle fotografie era ottima, per il tempo, così come la fotolito e la stampa.
Il primo numero della collana, dedicato a Mantegna, uscì nel 1964, in edicola, e questa novità nella distribuzione permise il raggiungimento di diffusioni fino a quel momento impensabili.
Classici dell'arte Rizzoli
I Classici dell’arte. Biblioteca Universale delle arti figurative esordirono nel 1966 sotto la direzione di Paolo Lecaldano, imponendosi fin da subito come un modello esemplare di fusione tra esigenze di divulgazione e attendibilità scientifica.
La sezione finale dei volumi sviluppava i contenuti più innovativi della collana: qui si trovava il catalogo completo delle opere, presentate grazie all’ausilio di simboli grafici originali che davano al lettore informazioni immediate riguardo all’autografia, alla tecnica esecutiva, all’ubicazione, allo stato di conservazione. L’introduzione era affidata a noti intellettuali non specificamente esperti di arte, quali narratori, poeti, giornalisti.
Franco Maria Ricci
Sempre a metà degli anni Sessanta un giovane editore di Parma, Franco Maria Ricci, pubblica libri dedicati alla pittura, alle arti decorative, alla scultura, allargandosi in seguito a più generali temi storici. Ricci recupera la tradizione del libro d’autore, a partire dalla grafica, ispirata al principe dei tipografi, Giovanni Battista Bodoni. I libri di Ricci sono caratterizzati da una veste editoriale sontuosa. Le legature sono in tela nera, i titoli di copertina impressi in oro a caldo.
La distribuzione dei costosi libri di Ricci si appoggiava anche a librerie o meglio negozi monomarca, nei quali gli acquirenti potevano acquistare libri concordando pagamenti rateali.
Electa
La più grande casa editrice italiana di libri d’arte nasce nel 1945 a Firenze, grazie all’impulso dello storico dell’arte Bernard Berenson. Alla fine degli anni cinquanta Electa si trasferisce a Milano dove pubblica cataloghi di mostre, libri di architettura, guide ai musei, catalogazioni sistematiche del patrimonio artistico italiano (per tutte la collana Musei e Gallerie di Milano). Per decenni protagonista di un’editoria di altissimo livello qualitativo, realizzata in collaborazione con il mondo delle banche (la più importante realizzazione resta la collana La pittura in Italia), in anni recenti la casa editrice si è aperta alla creazione di collane di divulgazione, quali I Dizionari dell’arte, allargando sensibilmente la propria base di lettori.
Skira
Dominante nel settore dei cataloghi di mostre, Skira nasce nel 1996 sulle ceneri della prestigiosa casa editrice nata in Svizzera nel 1928 ad opera di Albert Skira e andata progressivamente in crisi dopo la morte del fondatore e anima dell’impresa. Della casa editrice originaria l’attuale Skira ha cercato di tener viva la trazione del libro di alta qualità, sia grafica sia editoriale.
Pur pubblicando anche libri tradizionali, come i cataloghi ragionati di artisti moderni (per tutti Lucio Fontana), Skira è connotata da una prevalente e importante attività nella pubblicazione dei cataloghi di mostre, create in proprio o realizzate in collaborazione con gli enti pubblici, in Italia e all’estero.




