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Longanesi

Longanesi

Leopoldo (Leo) Longanesi nasce a Bagnacavallo nel 1905, da famiglia benestante. Nel 1911 si trasferisce a Bologna, dove inizia a manifestare il suo talento artistico e la sua verve di polemista: frequenta circoli nazionalisti e aderisce al fascismo, iniziando a collaborare, in veste di illustratore, a periodici locali. Nel 1925, appena ventenne, dirige «L’Assalto», nel 1926 fonda «L’Italiano», portavoce, con altri periodici, del movimento Strapaese. Nello stesso anno esce per Vallecchi il Vade-mecum del perfetto fascista.

Nel 1937, dopo una lunga gestazione, esce per Rizzoli «Omnibus», soppresso dal regime nel 1939; considerato l’archetipo del rotocalco italiano, è diretto da Longanesi, di cui reca l’inconfondibile impronta.

Nel 1942 pubblica a Roma con il marchio «Longanesi editore» commissionando la stampa a Rizzoli. L’anno successivo inizia a girare il film Dieci minuti di vita, poi rimasto incompiuto: col titolo Vivere ancora, ma diretto da Nino Giannini, è in programmazione per breve tempo nel 1943.

Nel 1946 costituisce a Milano la «Longanesi & C.»; quattro anni dopo fonda il «Borghese». Nel 1956 abbandona la casa editrice e medita di iniziare una nuova esperienza sotto l’insegna «I libri di Leo Longanesi». Muore nel 1957, a soli 52 anni.

La casa editrice 

1946 - È costituita a Milano tra l’industriale Giovanni Monti e Leo Longanesi la «Longanesi & C.», società per azioni con capitale di un milione di lire. L’impresa rileva la precedente attività editoriale di Leo Longanesi. Il logo della casa, gli spadini incrociati, è un omaggio alla moglie di Leo, Maria Spadini.

1950 - Pubblica il quindicinale il «Borghese», al quale collaborano tra gli altri Giovanni Ansaldo, Indro Montanelli, Giovanni Spadolini, Goffredo Parise.

1951-1955 - Il programma della casa editrice rispecchia fedelmente curiosità e idiosincrasie di Longanesi, che cura personalmente, con raffinata perizia, la veste grafica delle collane e dei volumi: si pubblicano Russell, Cassirer, Soldati, Cajumi, Flaiano, Brancati, Sagan, Flaubert, Queneau, Marshall.

1956 - In disaccordo con la proposta di aumento di capitale, Longanesi dà le dimissioni dal consiglio di amministrazione. La direzione della casa è affidata a Mario Monti, figlio di Giovanni.

1957 - Longanesi muore a Milano.

1958-1976 - Il progetto editoriale subisce una crisi che, soprattutto negli anni settanta, conduce l’impresa a un progressivo declino.

1977-1980 - Nel 1977 Mario Monti cede le proprie quote alle Messaggerie Italiane di Luciano Mauri. Il rilancio della casa è affidato a Mario Spagnol, proveniente da Rizzoli: dal 1979 è consigliere delegato e direttore generale. La tradizione grafica della casa viene ripresa e rinnovata da John Alcorn.

Due autori del catalogo Longanesi vincono il premio Nobel per la letteratura: Isaac B. Singer nel 1978 e William Golding nel 1983.

1981-1985 - Nel giro di pochi anni Spagnol riesce a riportare il bilancio in attivo grazie anche ad alcuni nuovi autori di grandissimo successo: Ende, Gaarder, Süskind

Smith. Nel 1985 Messaggerie rileva Guanda.

1986-1991 - Nel 1986 è acquisita la Salani; due anni dopo da una partnership con UTET nasce la TEA (Tascabili degli Editori Associati).

1992 - Messaggerie acquisisce l’intero catalogo Corbaccio da Dall’Oglio.

1999 - Muore Mario Spagnol. Stefano Mauri diventa consigliere delegato.

2000-2011 - Longanesi si consolida ulteriormente grazie ad alcuni autori (Cussler, Terzani, Vitali, Carrisi) e alla riorganizzazione dei marchi nel Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS), creato nel 2006 e controllato dalla holding Messaggerie, con Stefano Mauri presidente e consigliere delegato e Luigi Spagnol consigliere delegato. Durante il decennio è acquisito il controllo della Casa Editrice Nord, di Garzanti Libri, della Coccinella, di Boringhieri; è rilevato il 35% di Fazi e sono costituite Chiarelettere e Duomo Ediciones a Barcellona. GeMS diventa il terzo gruppo editoriale italiano.

Le collane principali

«La Fronda»

Prima collana di Longanesi, è presentata con lo slogan «Ogni volume è una breve opera che capovolge le idee ricevute». Ospita interventi critici sul costume, la società e la politica che segnano un esplicito tentativo di riconsiderare il periodo appena trascorso da un’angolazione revisionista.

«La Gaja Scienza»

Sottotitolo della collana Letteratura amena universale. Romanzi, novelle, racconti: pubblica Hamsun, Flaubert, Tolstoj, Berto (Il cielo è rosso, con ottimo successo di vendite), Comisso, Cain, Burnett.

«Il Cammeo»

Memorie, epistolari, biografie, diari, testimonianze recita il sottotitolo: oltre a opere di Longanesi e Prezzolini (L’italiano inutile) e a un nutrito numero di volumi di Montanelli, annovera principalmente opere di ambientazione otto-novecentesca.

I Libri-Chiave

Julien Green, I cattolici, 1946

Riedizione del testo già pubblicato nel 1934 con «L’Italiano», è il primo volume pubblicato nella collana «La Fronda».

Quinto Navarra, Memorie del cameriere di Mussolini, 1946

Dettato da Navarria a Longanesi e Montanelli, sembra precorrere, dando spazio alla vita privata del protagonista, le biografie di gerarchi fascisti che saranno pubblicate in Italia di lì a pochi anni.

Ennio Flaiano, Tempo di uccidere, 1947

Scrive Longanesi a Flaiano in quello stesso 1947: «Non abbia timidezza: si faccia fotografare in cento modi e faccia pubblicare i ritratti. Cerchi di parlare alla radio, si comporti insomma come un Guglielmo Marconi. Bisogna battere Moravia. Mi raccomando. Intanto, mi scriva un’intervista per il “Corriere Lombardo”: la farò pubblicare io”.

Tempo di uccidere si aggiudica la prima edizione del premio Strega.

Bertrand Russell, Storia della filosofia occidentale, 1948

Divisa in tre volumi (Filosofia antica; Filosofia cattolica; Filosofia moderna), testimonia il preveggente interesse di Longanesi per l’opera del filosofo gallese, molto presente nel catalogo fin dai primi anni.

Oswald Spengler, Il tramonto dell’Occidente, 1957

Nella collana «La buona società» compare la prima traduzione italiana, a cura di Julius Evola, del classico testo di Spengler, che aveva avuto tra le due guerre una vastissima eco.

Wilbur Smith, Come il mare, 1978 

«Quando cominciai a leggerlo», scrive Spagnol, «fui tanto preso dal libro che dissi: “Questo è un libro sul quale bisogna puntare”. E questa è stata appunto, così, casualmente, una della pietre del nostro edificio. Oggi un libro di Smith vende in libreria per lo meno 50.000 copie.»

Michael Ende, La storia infinita, 1981

Ende pubblica nel 1979 Die unendliche Geschichte, che ottiene uno straordinario successo tra i giovani di tutto il mondo. Longanesi, sull’onda del riscontro ottenuto anche in Italia, acquisisce i diritti anche di Momo, uscito in Germania nel 1973. Nel 1984 Wolfgang Petersen dirige la trasposizione cinematografica che, pur non gradita allo scrittore tedesco, mantiene vivo l’interesse per l’opera.

Patrick Süskind, Il profumo, 1985

Tradotto in venti lingue e pubblicato inizialmente a puntate sul «Corriere della Sera» e sulla «Frankfurter Allgemeine Zeitung», Il profumo ha venduto in Italia un milione di copie ed è stato il caso letterario della metà degli anni Ottanta.

Tiziano Terzani, La fine è il mio inizio, 2006

Ultimo libro, postumo, di Terzani, è il racconto di una vita narrato da uno degli autori più tradotti del catalogo longanesiano.

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