Salone Internazionale del Libro di Torino 2016

I visionari al Salone 2016: Cingolani, Serres, Boeri, Toscani, Golinelli...

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Il titolo del Salone 2016 è Visioni. E il suo filo conduttore vuole dare spazio alle esperienze di chi ha la capacità di guardare lontano, di darsi e vincere sfide che sembrano impossibili, di lavorare per il futuro attuando progetti forti, basati su una conoscenza vera, ma anche sul patrimonio letterario, artistico e filosofico che costituisce la nostra identità culturale, e dunque nell’indispensabile saldatura tra cultura scientifica e cultura umanistica. Da Roberto Cingolani a Marino Golinelli, da Michel Serres a Stefano Boeri.

Al centro dell’edizione 2016 saranno dunque i visionari che, nei rispettivi rami di attività, si sono distinti per la lungimiranza del progetto, le capacità d’innovazione, l’originalità dei metodi operativi, ma anche la sapienza divulgativa e comunicativa. 

Fra i testimonial di questa concreta capacità visionaria il fisico Roberto Cingolani, dal 2005 il brillante direttore dell’Istituto italiano di Tecnologia (IIT), centro avanzato di robotica e nanotecnologie, che costituisce un’eccellenza internazionale come punta avanzata della ricerca in un settore strategico. L’Istituto Italiano di Tecnologia porta nel 5° padiglione del Salone il suo robot androide iCub, e organizza mostre e incontri in cui al centro vi sarà sempre il libro, insostituibile veicolo di conservazione e condivisione delle idee.

Insieme a Cingolani, due altri visionari, imprenditori umanisti capaci di guardare lontano, ben oltre il puro profitto immediato. Marino Golinelli, bolognese, classe 1920, imprenditore farmaceutico di successo, sin del 1988 ha creato la Fondazione che porta il suo nome e in cui ha profuso cospicui investimenti. Vuole aiutare i giovani a capire come sarà il mondo di domani e a valorizzare se stessi, per trasformare i problemi in occasioni. Nel segno di una nuova imprenditoria che significhi anche crescita morale e civile lavora anche Brunello Cucinelli, che ha fatto della cultura il propellente di una nuova alleanza tra capitale e lavoro. Grazie anche alla sua liberalità, il Salone 2016 ospita le letture di grandi attori come Anna Bonaiuto, Fabrizio Gifuni e Isabella Ragonese.

Sempre in campo scientifico, sono attesi al Salone due protagonisti della ricerca più avanzata. Carlo Rovelli, che a Marsiglia guida un’équipe che lavora sulla fisica quantistica a loop, ha rivelato uno straordinario talento di divulgatore, che ha fatto delle sue Sette lezioni di fisica un best-seller tradotto in 35 Paesi. Guido Tonelli (La nascita imperfetta delle cose, Rizzoli), è responsabile dell’esperimento che al Cern ha permesso di scoprire, con quello di Fabiola Gianotti, il bosone di Higgs, e racconterà i prossimi capitoli dell’avventura della fisica. Ci sarà anche il giovane fisico francese Christophe Galfard, che con i suoi spettacoli in 3d ha rivelato anch’egli uno straordinario talento divulgativo (L’universo a portata di mano, Bollati Boringhieri, premiato in Francia nel 2015 come il miglior libro scientifico). L’astronauta Samantha Cristoforetti presenta a Torino il libro Feltrinelli che ha dedicato ai ragazzi: le passioni e le avventure della sua professione diventano una fiaba moderna.

Narratore di formazione scientifica, Marco Malvaldi ci regala un excursus storico, dimostrando come scienza e poesia, da Omero e Borges, siano riusciti a mettere in campo un’alleanza profetica nell’antivedere le invenzioni più sofisticate (L’infinito a portata di mano, Rizzoli).

Michel Serres («Lucrezio al tempo del web», Le Monde) è l’intramontabile maestro di un pensiero filosofico che sembra esaltarsi davanti alle sfide del futuro. Nella sua lunga attività ha saputo coniugare discipline spesso lontane tra loro - matematica, letteratura, fisica, estetica, diritto, storia, antropologia, informatica, chimica - per trarne la visione globale di una realtà in continua mutazione. L’innovazione può anche passare da una nuova lettura delle «vecchie» risorse naturali. La biomimetica è il metodo innovativo che ci propone Renato Bruni, docente di Botanica all’Università di Parma con il suo Erba volant (Codice), dove si dimostra che la natura è all’avanguardia nell’offrirci soluzioni efficaci, sostenibili e rivoluzionarie per il nostro futuro.

Carlo Ratti insegna al Mit di Boston, dove dirige il Senseable City Lab, e ha introdotto l’idea di un’«architettura che percepisce e risponde». Applica alla progettazione urbanistica e allo studio della mobilità urbana sofisticate tecnologie digitali «dal volto umano», studiandone l’interazione con l’ambiente e il tessuto sociale. In dialogo con lui Beppe Severgnini.

Tra i visionari rientra a giusto titolo anche Carlo Petrini («Una delle 50 persone che potrebbero salvare il mondo», secondo il Guardian), che festeggia i trent’anni di Slow Food, diventato un movimento internazionale che celebra ogni due anni la sua assise planetaria con Terra Madre.

Si intitola Visionari e televisionari la lectio magistralis di Philippe Daverio, che ci insegna come un quadro, se guardato a lungo, possa aprire la strada a una pluralità di narrazioni che aprono prospettive infinite.

La visionarietà è una categoria che si può anche applicare anche a grandi fotografi, in grado di trasformare un’immagine in aperture concettuali che modificano la nostra percezione. È il caso di Oliviero Toscani, al Lingotto con un volume che raccoglie le sue opere più famose dal 1965 al 2015 (Electa Mondadori).

La visionarietà non si applica solo al futuro. Ogni generazione è chiama a «rivedere», a riscrivere la propria storia con strumenti capaci di capaci di superare le metodologie tradizionali. Carlo Ginzburg ha applicato nuove fruttuose metodologie coniugando scienze umane, arti figurative e letteratura con un occhio speciale alle menzogne e alle violenze che avvelenano le società contemporanee. Il suo recente Paura reverenza terrore (Adelphi) si occupa del potere di immagini che ci aggrediscono e vogliono suggestionarci.

Così come visionari sono l’antropologo teorico dei non luoghi Marc Augè e l’architetto Stefano Boeri, autore di una delle case definite più belle del mondo e premiata con il Nobel dell'Architettura i due grattacieli del Bosco Verticale di Milano. Venerdì 13 dialogano con il filosofo Federico Vercellone in un incontro organizzato assieme alla Fondazione Merz, che proprio in questo periodo ospita la mostra di Botto & Bruno dedicata alle periferie.

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