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Rizzoli

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ANGELO RIZZOLI

Prototipo con il rivale Arnoldo Mondadori del self-made man, Angelo Rizzoli nasce a Milano nel 1889 da famiglia modestissima: orfano di padre, è trasferito nell’istituto di assistenza «Martinitt» dove apprende i primi rudimenti della tipografia. Esce diciassettenne dall’istituto e si segnala per l’intraprendenza, prima alle dipendenze di tipografi milanesi, poi in proprio, tanto da rendere necessario l’ampliamento della piccola tipografia originaria che culmina con il moderno stabilimento di piazza Carlo Erba, inaugurato nel 1929.

Dal 1926 è editore librario con un proprio marchio, anche se gran parte della sua fortuna si deve alla stampa su commessa dell’Enciclopedia Italiana e a periodici di vasta diffusione (le riviste femminili, il «Bertoldo» e «Omnibus», più avanti «Oggi» e «Candido»); negli anni Trenta inizia a interessarsi alla produzione cinematografica, attività che svilupperà nel secondo dopoguerra. Pur attraversata da altre prominenti personalità della cultura italiana novecentesca (da Guareschi a Rusconi, da Montanelli a Longanesi, da Biagi alla Fallaci), la Rizzoli di Angelo rimane fino alla sua morte, avvenuta nel 1970, un’impresa fondata sull’autorità del capo carismatico e sull’identificazione totale tra la casa editrice e il fondatore.

«C’era in Rizzoli decisione, prepotenza, perfino durezza; ma anche candore, una specie di ingenuità, comprensione. Possiamo riconoscergli un vero genio negli affari, come si usa dire, un naso straordinario per fiutare le congiunture favorevoli.»

Gaetano Afeltra

LA CASA EDITRICE

1909 Angelo Rizzoli inizia l’attività tipografica in proprio stampando per conto terzi.

1910-1926 Prevale la produzione d’occasione: locandine pubblicitarie, cartoline, forniture per uffici e esercizi commerciali.

1927 Rizzoli acquista da Mondadori le riviste «Comoedia», «La Donna», «Il Secolo illustrato», «Novella», rilanciandole.

1927-1929 Viene edificato un nuovo stabilimento tipografico, in piazza Carlo Erba, per consentire la stampa dell’Enciclopedia Italiana.

1930-1942 La casa editrice promuove le prime collane grazie alla collaborazione di Ojetti, Zavattini e Longanesi.

1948 Giovannino Guareschi esordisce con il primo titolo della saga di Don Camillo e Peppone: Mondo Piccolo. «Don Camillo».

1949 Nasce la BUR («Biblioteca Universale Rizzoli»)

1950-1963 I periodici sono in forte espansione: al «Candido» di Guareschi e Minardi si affianca «Oggi», ideato da Edilio Rusconi, che nel 1956 costituisce la propria casa editrice.

1964 Otto e mezzo di Federico Fellini, prodotto dalla Cineriz, vince l’Oscar per il miglior film straniero.

1965-1969 La presenza in catalogo di giornalisti-scrittori come Indro Montanelli ed Enzo Biagi garantisce frequenti novità e alte tirature.

1970 Angelo Rizzoli muore a Milano. Gli succedono il figlio Andrea e i nipoti Angelo jr e Alberto.

1974 La Rizzoli acquista il «Corriere della Sera».

1975-1984 La famiglia è estromessa dall’impresa, che viene rilevata dalla finanziaria Gemina.

1985-2002 Nel 1992 viene completata l’acquisizione della Sansoni e l’anno successivo quella del Gruppo Editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas.

2003 Il gruppo comprendente la casa editrice Rizzoli è ribattezzato RCS Mediagroup.

I PRINCIPALI COLLABORATORI

Negli anni Trenta Rizzoli può giovarsi del talento di Cesare Zavattini (ideatore del «Bertoldo») e Leo Longanesi (direttore di «Omnibus»). Nel secondo dopoguerra emergono le figure di Luigi Rusca e Paolo Lecaldano, artefici della «BUR», di Edilio Rusconi. Più tardi entrano in casa editrice Mario Spagnol (responsabile della divisione Libri dal 1972 al 1979), Sergio Pautasso (direttore letterario dal 1972), Oreste del Buono (direttore letterario dal 1983).

LE COLLANE PRINCIPALI

«Romanzi di Novella»

Collana abbinata alla rivista, si rivolge a un pubblico femminile e propone testi di Anguissola, Peverelli, Mura, Dandolo.

«I nostri umoristi»

Da Campanile a Guareschi, da Manzoni e Mosca, da Marchesi a Metz fino al Fantozzi di Paolo Villaggio, la collana conferma che l’umorismo è uno dei caratteri originari anche del catalogo librario di Rizzoli.

«Biblioteca universale Rizzoli»

Nata nel 1949 per iniziativa di Luigi Rusca, già massimo dirigente mondadoriano, e di Paolo Lecaldano, propone in veste sobria e a prezzo accessibile i classici di ogni tempo e ogni luogo, in edizione integrale. Il primo titolo è I promessi sposi di Manzoni. Viene radicalmente rinnovata da Mario Spagnol dal 1974 con grafica di John Alcorn.

«Opere di Indro Montanelli»

La collana ripropone tra gli altri la fortunatissima Storia d’Italia.

«La Scala»

Collana di narrativa ideata da Domenico Porzio, pubblica Bianciardi (La vita agra), Berto (Il male oscuro), Bevilacqua (La califfa), Castellaneta, Flaiano, Arpino, Maraini, Mazzucco, Irving, Le Clézio.

«Saggi»

Propone dal 1967 testi di Foucault (Le parole e le cose), Getto, Canetti, Abbagnano, Hobsbawm, Bloom, Hawking.

I LIBRI CHIAVE

Carlo Bernari, Tre operai, 1934

Romanzo avversato dal regime, che lo censurò, rimane l’opera più significativa dello scrittore napoletano. Esce nella collana «I Giovani», di breve durata, diretta da Zavattini.

Vitaliano Brancati, Don Giovanni in Sicilia, 1941

Collaboratore di Longanesi in «Omnibus», Brancati pubblica con Rizzoli la sua opera più nota, ripresa da Bompiani l’anno successivo con l’aggiunta di due racconti.

Achille Campanile, Se la luna mi porta fortuna, 1942

L’umorismo costituisce uno degli assi portanti della produzione rizzoliana, come dimostra l’esperienza del coevo «Bertoldo». Pur nelle evidenti diversità, Campanile (già autore Treves), Guareschi e Mosca sono tra gli anni quaranta e cinquanta  gli autori di punta della prima produzione umoristica dell’editore.

Luciano Bianciardi, La vita agra, 1962

Dopo Il lavoro culturale pubblicato con Feltrinelli nel 1957 e L’integrazione edito da Bompiani nel 1960, Bianciardi consegna a Rizzoli il suo testo più noto.

Indro Montanelli – Roberto Gervaso – Mario Cervi, Storia d’Italia, 1964-1997

Preceduta dal successo della Storia di Roma (1957) e dalla Storia dei greci (1959), entrambe pubblicate da Rizzoli, la Storia d’Italia di Montanelli, in 22 volumi, compilata in collaborazione prima con Roberto Gervaso e in seguito con Mario Cervi, supera il milione di copie vendute.

Richard Bach, Il gabbiano Jonathan Livingston, 1973

Pubblicato nel 1970, tre anni dopo viene tradotto da Rizzoli: è un bestseller internazionale che al 1999 ha venduto in Italia due milioni di copie.

John Le Carrè, La talpa, 1975

Tinker, Tailor, Soldier, Spy esce in Gran Bretagna nel 1974 con immediato successo: l’autore è già un notissimo specialista di spy stories che appassiona i lettori di tutto il mondo.

Alex Haley, Radici, 1977

L’attenzione per il bestseller internazionale da parte dell’editore è testimoniata dall’acquisizione di Roots. The Saga of an American Family dello scrittore afroamericano Alex Haley, tradotto in 37 lingue.

Alessandro Baricco, Seta, 1996

Dopo il grande successo di Oceano mare, uscito per Rizzoli tre anni prima, Baricco replica con Seta; la trasposizione cinematografica esce nelle sale nel 2007 per la regia di François Girard.

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