Ta-Nehisi Coates,  Tra me e il mondo

"Ora sai, se non l’avevi già capito prima, che alla polizia del tuo Paese è stata conferita l’autorità di distruggere il tuo corpo. Non importa se questa distruzione è la conseguenza di uno sventurato eccesso di reazione. Non importa se è l’esito di un banale fraintendimento. Non importa se nasce da una regola assurda." La lunga lettera che Ta-Nehisi Coates scrive al figlio Samori nel giorno del suo quindicesimo compleanno. Lo straordinario racconto di Coates della sua infanzia nella parte sbagliata di Baltimora, della paura delle strade e delle gang, della scuola, della violenza, della polizia. Vincere questa paura, la paura di perdere il proprio corpo, diventerà lo scopo della sua vita. Per la prima volta la ricostruzione della storia americana riparte da zero; e riparte proprio da Ground Zero – dove ben prima del crollo delle Torri Gemelle c’era la sede del mercato degli schiavi della città di New York – per arrivare alle continue uccisioni ingiustificate di neri da parte della polizia, una violenza che diventa in questo racconto la storia universale del razzismo.

Perché è il libro giusto da leggere in vacanza?

Un memoir potente, che colpisce nel profondo, uscito in Italia nel 2016 e oggi di una attualità disarmante. Ta-Nehisi Coates racconta come negli Usa gli afroamericani vivono ancora sotto minaccia e continuano a essere «tranquillamente» uccisi solo per il colore della pelle. Un messaggio ancora più impattante nei giorni delle proteste negli Stati Uniti (diffuse in tutto il mondo) per gridare a gran voce #BlackLivesMatter.