Salone Internazionale del Libro di Torino 2019

Edizione 2017

 
 
La Piazza dei Lettori: tutti sotto la torre, e 12.000 volumi venduti

Una delle novità più forti della trentesima edizione del Salone Internazionale del Libro è stata la Piazza dei lettori: 800 metri quadrati di proposte letterarie curate dai bibliotecari e dai librai, disposte intorno alla celebre torre di François Confino, meta preferita per le foto ricordo della fiera.

Il progetto è stato coordinato dalla sezione Piemonte dell’Associazione italiana biblioteche e da Colti, il neonato Consorzio delle librerie torinesi indipendenti. Colti, iniziativa per ora unica in Italia, è una libera associazione nata per rafforzare l’offerta rivolta ai lettori torinesi. L’obiettivo di questo progetto è rendere visibile la professionalità dei librai e allargare così sia il mercato del libro che la veicolazione di cultura e informazione.

Il 30° Salone è stato il palcoscenico di debutto di questa iniziativa, alla quale hanno partecipato 25 librerie, unite in uno sforzo collettivo per affrontare la crisi dell’editoria. Nella Piazza dei Lettori i librai di Colti erano presenti con un unico stand che ha integrato l’offerta delle singole librerie. Il successo è stato straordinario: sono stati venduti oltre 12mila volumi. Il più gettonato è stato Vivere per qualcosa di José Pepe Mujica, Carlo Petrini e Luis Sepúlveda, mentre il secondo - ma best seller della sezione young adults - è stato Tredici di Jay Asher. Una nota colorata è che pare manchino all’appello diverse copie del Sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino.

La Biblioteca del Salone ha invece visto la collaborazione dei bibliotecari e degli editori nel creare mappe e percorsi per orientarsi e muoversi nell’offerta letteraria dell’offerta editoriale e per imparare a scegliere, criticamente e consapevolmente, le proprie letture nel quadro di un’offerta editoriale enorme. I percorsi, consultabili a partire dai libri cartacei, sono stati arricchiti di estensioni web, realizzate grazie a innovative applicazioni di social reading, che rendono possibile esplorare le reti di relazioni che correlano un libro a un autore o ad un argomento. Il servizio multimediale offerto nella piazza ha registrato oltre 6500 accessi: le quattro macroaree - Parola, Immagini, Orientamento e Azione - che si sono ramificate in percorsi precisi sono ancora consultabili sul portale. I percorsi più premiati sono stati I Cinquecento anni della Riforma protestante con 340 accessi, Scrittori e scritture tra le citazioni di King, Sepúlveda, Cărtărescu, Bolaño e Pennac con 320 accessi e Avventure oltre il confine, con 300 accessi e il percorso su Aby Warburg con 270 accessi.

I circa 40 addetti, con 30 giovani che qui hanno lavorato nel quadro del programma Alternanza Scuola-Lavoro, oltre a vendere e proporre letture, sono stati dunque un punto di riferimento per i visitatori che, in questo spazio, hanno trovato indicazioni per raggiungere i banchi degli editori e per trovare libri rari o fuori catalogo. Lo spazio, proprio come in una vera piazza, è stato anche un luogo di incontro e dialogo, dove i lettori sono andati anche per condividere i loro gusti e parlare di letteratura con i bibliotecari.

 


Buona la prima! Il debutto di GasTrOnomica

Il Salone Internazionale del Libro 2017 ha visto l’esordio di GasTrOnomica, il format culturale dedicato al cibo nato dalla collaborazione con Slow Food. Lo scopo era quello di riscoprire il cibo non solo come «buono da mangiare» ma anche «buono da pensare». A confermare la qualità dell'iniziativa è stato l'interesse del pubblico: tutti i posti a sedere dell’area sono stati occupati nei 40 incontri del programma, per un totale di 2 mila persone che hanno assistito agli eventi. E si tratta di una stima al ribasso: in numerosi incontri il pubblico ha assistito in piedi. Sono state 3.700 le cialde della Lavazza consumate nell'area nei cinque giorni della manifestazione.

Due i principali elementi innovativi di GasTrOnomica: la scelta di mettere insieme editori del settore (oltre a Slow Food Editore, hanno partecipato Gribaudo, Guido Tommasi, Giunti, Edt, Atena del Canavese, Narrafood e Chefuoriclasse Cef Publishing) e l’abolizione dello show-cooking. Sotto il primo profilo, gli editori hanno guadagnato in visibilità e in termini economici: ognuno ha registrato un aumento del 20% delle vendite rispetto alle scorse edizioni del Salone. Sotto il secondo profilo, il direttore editoriale di Slow Food e responsabile del programma dell’area Carlo Bogliotti ha sottolineato: «Gli assaggi sono stati cancellati, perché il tema principale era la cultura gastronomica. Per discutere di cibo non si deve per forza mangiare, e il pubblico ha risposto bene, comprendendo che parlare e leggere di cibo significa prendere consapevolezza di quello che mangiamo e quindi migliorare il proprio benessere». Una bibliodiversità che ha dunque sposato la biodiversità: «La presenza di più editori ha arricchito tutti e credo che tutti abbiano potuto esprimerla nel nome della biodiversità, ciò che dobbiamo difendere per avere un cibo accessibile, salutare e stimolante dal punto di vista culturale».

Torino, la città del libro

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Fondazione Circolo dei lettori

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Regione Piemonte

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Città di Torino

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Compagnia di San Paolo

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Centro per il libro e la lettura

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