Salone Internazionale del Libro di Torino 2019

Edizione 2017

 
Le vendite agli stand: segno più per tutti gli editori

L’incremento delle vendite agli stand rispetto al Salone 2016 si attesta in media sul 30% rispetto all’edizione precedente. È un dato che ha riguardato tutti gli editori presenti: i più grandi come le realtà più piccole, con un trend complessivo che ha spinto molti operatori a chiedere a Salone ancora aperto di potersi prenotare per essere a Torino nel 2018. Performance da record per minimium fax e NnE (+35%), Marcos y Marcos e Sellerio (+40%), Newton Compton (+50%).

Oltre a quelli degli editori, spiccano i 12 mila volumi venduti all’interno della nuova Piazza dei lettori da parte del Consorzio delle Librerie Torinesi Indipendenti Colti, costituitosi nelle settimane precedenti il Salone.

Con circa il doppio delle vendite rispetto al 2016, Feltrinelli si è dichiarata estremamente soddisfatta di quest’edizione: gli autori portati a Torino - in particolare Pennac, Saviano ma anche Benni e Ford - hanno trainato le vendite con centinaia di copie, non soltanto in occasione dei loro affollati incontri ma durante tutte le cinque giornate in cui sono andate esaurite le scorte dello stand.

Per Newton Compton, l’amministratore delegato Raffaello Avanzini ha dichiarato un incremento di vendite molto sostanzioso: il 50% in più rispetto al 2016. «È stato un bel Salone, affollatissimo di giovani, più degli altri anni. A guidare le nostre vendite ci sono Questa non è l’America di Alan Friedman, qui protagonista di due incontri, e due libri che abbiamo portato in anteprima al Salone: Nerve, giudicato dai librai americani il miglior romanzo young adult dell’anno, ora atteso in Italia; e Destiny, che ha già conquistato 90 milioni di giovani lettori su Wattpad, e che ci auguriamo possa avere grande successo in libreria».

Marcos y Marcos con un più 40% sulla passata edizione, vede fra i titoli più gettonati allo stand Un complicato atto d’amore, l’ultimo lavoro della canadese Miriam Toews protagonista al Salone al fianco di Daria Bignardi, insieme a Lost in translation della giovanissima scrittrice e illustratrice Ella Frances Sanders. Le vendite della casa editrice 66thand2nd sono state in linea con quelle dello scorso anno ma con una maggiore affluenza allo stand, soprattutto nelle giornate di giovedì e venerdì, quest’anno più grande e strutturato a “uso libreria”. I titoli più venduti internamente allo stand sono stati Cielo rosso di Lynch e Citizen della Rankine - complici anche delle presentazioni - e i due best seller della casa editrice, Terminus Radioso di Antoine  Volodine e Giorni selvaggi di William Finnegan.

Oltre il 40% la crescita dalle vendite rispetto al passato di Sellerio, il cui stand è stato costantemente affollato dal pubblico, fra le cui preferenze si segnalano il romanzo di Antonio Manzini La giostra dei criceti, I fantasmi dell’impero di Marco Consentino, Domenico Dodaro, Luigi Panella e Una vita come tante di Hanya Yanagihara. Con un più 20% e il successo di Marco Longo con La lingua geniale e di Luciano Canfora con Cleofonte deve morire l’editrice Laterza si dichiara “molto soddisfatta sia in termini di partecipazione ed entusiasmo sia dal punti di vista dei risultati economici, ed ha apprezzato particolarmente l’ottimo lavoro di Nicola Lagioia e della sua squadra”.

La casa editrice Marsilio ha registrato vendite in linea con il Salone del 2016, nonostante abbia avuto un 30% in meno di presentazioni durante i cinque giorni della kermesse. Il titolo che ha trainato particolarmente è stato La storia delle api di Maja Lunde oltre ai libri di Bill Emmott e del professor Carlo Ossola. Particolarmente sorprendente il fatto che ad ogni Salone i volumi del torinese Gianni Farinetti vadano esauriti, anche se, come quest’anno, l’autore non aveva libri in uscita. «Uno dei migliori Saloni di sempre», per Daniele di Gennaro, editore di minimum fax: non solo per il 35% in più ma anche «per la grande solidarietà tra editori che ho incontrato qui e per l’entusiasmo dei lettori». La casa editrice si è presentata anche con un progetto grafico tutto nuovo all’appuntamento del Salone, dove il titolo più venduto è stato Future sex di Emily Witt, ma sono andati bene anche Complex tv dedicata alle serie televisive, Retromania di Simon Reynolds e poi Il commesso di Malamud tra i titoli più venduti.

La casa editrice e/o è stata particolarmente impegnata sul fronte internazionale, il cui stand ha consentito degli scambi veri tra editori italiani e stranieri. Gli incassi segnano il 30% in più rispetto all’anno precedente e fra i libri preferiti dal pubblico del Salone, oltre alla trilogia di Elena Ferrante, Non lasciare la mia mano di Michel Bussi ha venduto 200 copie solo nella giornata di giovedì, mentre è andato molto bene anche Bussola di Mathias Enard, vincitore del Premio Goncourt 2015.

«Quando la Nave di Teseo nacque, con Umberto Eco si decise che il Salone del Libro di Torino sarebbe stato il pubblico del battesimo. Rimaniamo fedeli a quella decisione – è il commento di Elisabetta Sgarbi, che aggiunge –. Per la Nave è un momento particolarmente felice. Ovviamente i titoli più venduti al Salone sono quello di Ferruccio De Bortoli e Anatomia di un giocatore d'azzardo di Jonathan Lethem che peraltro martedì 23 maggio prosegue idealmente il Salone di Torino presentando il suo romanzo con Nicola Lagioia al Teatro Franco Parentia Milano: incontro frutto della collaborazione tra La Milanesiana e il Salone del Libro di Torino”. La casa editrice Instar Blu ha registrato un incremento del 30% rispetto allo scorso anno, vendendo uniformemente tutto il catalogo: dei 200 titoli che sono stati portati al Lingotto, molti dei quali non più disponibili nelle librerie, ne sono stati venduti con uniformità più di 150.

 

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