Il progetto, firmato dal Salone del Libro e sostenuto da Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemontediventa maggiorenne. 

In questi anni Adotta uno Scrittore ha portato la lettura in 369 classi, 12 case di reclusione, 1 ospedale, 1 Università, facendo incontrare a 11.251 ragazzi i più grandi autori italiani contemporanei. Il progetto è stato finanziato e fatto crescere grazie al contributo dell’Associazione delle Fondazioni di Origine Bancaria del Piemonte, diventando uno dei programmi di promozione della lettura più noti ed efficaci a livello nazionale. Nell'edizione 2019, per la prima vlta Adotta uno scrittore ha visto interessati, oltre al Piemonte, altre cinque regioni: Basilicata, Umbria, Campania, Sicilia e Sardegna. Quest'anno, grazie al sostegno di Fondazione con il Sud, il progetto mantiene le collaborazioni precedentemente instaurate e approda anche in Calabria e Puglia.



IL PROGETTO

📚 Adottare

Adottare viene dal latino optare, scegliere, significa «scegliere per sé». È una parola che ha a che fare con la famiglia e col fare proprio qualcosa che prima non lo era. Adotta uno scrittore prova proprio a fare questo: lavora per rendere la lettura un gesto familiare e quindi quotidiano. Lo fa chiamando in causa chi ha fatto della scrittura il proprio mestiere, gli scrittori. 

📚 Leggere

Al centro di Adotta uno scrittore c’è sempre la lettura. Tutto nasce e cresce attorno ai libri. Il progetto mette nelle mani di ciascun ragazzo il libro dell’autore, da lì si parte per parlare di altri libri: quelli amati dai ragazzi e quelli amati dagli scrittori adottati. Fare entrare gli autori nelle scuole e nei carceri (dietro ogni grande scrittore c’è sempre un curioso e appassionato lettore) si è rivelato un ottimo modo per mostrare il lato vivo e dinamico dei libri, affinché diventino uno strumento di conoscenza utile a tutti i ragazzi, indipendentemente da quale sarà il loro futuro nella vita. 

📚 Conoscersi

L’altro fulcro attorno a cui ruota il progetto è il conoscersi. Gli autori non vengono adottati da una scuola, ma da una classe. Il dialogo si fa quindi più intimo, personale, raccolto. Ma non solo: ogni adozione comporta tre appuntamenti. Tre momenti, a distanza di settimane l’uno dall’altro, in cui stringere legami, scoprire complicità, coltivare un dialogo. Agli scrittori viene lasciata completa libertà d’azione, decidono loro come sfruttare il tempo che hanno a disposizione. Ecco perchè ogni adozione è diversa dall’altra, ha il tempo di svilupparsi in rapporti sempre nuovi. 

L’infanzia e l’adolescenza sono momenti in cui l’incontro con degli adulti può segnare un cambio di passo, incontrando qualcuno si può decidere di scegliere una strada anziché un’altra. Creare occasioni d’incontro con la lettura può portare lontano.

📚 A chi è rivolto

Per il 2020, Adotta uno scrittore mantiene il numero di adozioni portate avanti negli anni scorsi. Ventisei autori si distribuiscono in scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado, nelle scuole presso le strutture carcerarie (carceri minorili, case circondariali, case di reclusione) e nelle università

📚 Il lavoro nelle carceri

Da anni Adotta uno scrittore è entrato nelle carceri. Prima in quelle piemontesi, e dall’anno scorso ha cominciato a mettere radici anche in altre regioni, grazie al contributo della Fondazione di Origine Bancaria del Piemonte e la Fondazione per il Sud. Il lavoro nelle carceri si è da subito rivelato insieme intenso e costruttivo, apprezzato sia dai docenti che lavorano nelle scuole ristrette, sia dagli autori. In diversi casi questi appuntamenti riescono a far incontrare studenti delle scuole e carcerati, creando unici momenti di condivisione attorno alla lettura. 

 

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