Milano. La Seconda guerra mondiale imperversa sulla città e il nord Italia. Mentre la follia nazifascista è accentuata dalla pressione degli alleati e dei partigiani, due giovani uomini vivono dedicando le loro energie ai rispettivi gruppi: una squadra di camicie nere e un cenacolo di artisti omosessuali. Agli opposti per carattere ed estrazione sociale, l’incontro-scontro tra i due rivela il clima sociale e la fragilità della Milano sull’orlo del baratro, finché un incidente obbliga alla fuga il fascista. La sua cattura da parte di un gruppo partigiano sulle Alpi lascia temere il peggio. Tra colpi di scena, personaggi che terrorizzano la città e pulsioni affettive lontane dagli schemi canonici dell’epoca, queste pagine raccontano una realtà affrontata raramente nella storia della Resistenza italiana.

Perchè consigliare questo libro per la giornata della Liberazione d'Italia?

Si tratta di un romanzo partigiano in cui viene messa in luce una realtà velata nelle pieghe della narrazione storica italiana: la guerra di Liberazione dal nazi-fascismo combattuta, sui rispettivi fronti, anche da uomini e donne gay e lesbiche. Mussolini riteneva che il problema in Italia non sussistesse per l’indubitabile virilità che avrebbe caratterizzato “il maschio italiano”. Un simile assunto però non si tradusse, almeno inizialmente, in una politica persecutoria come accadde invece in Germania. Vi fu tuttavia un forte isolamento sociale e non solo: l’accusa di “pederastia” era spesso usata come strumento di ricatto. L’autore con questo romanzo mostra che la lotta per liberare l’Italia non fu solo politica, ma anche culturale e che questa lotta può e deve continuare ancora oggi, nello sforzo di abbattere pregiudizi e discriminazioni.