Il volume si inserisce nell’ampio dibattito in corso sulla figura di Gramsci e lo arricchisce affrontando un tema non molto frequentato dalla pur ricca pubblicistica: la riflessione che egli venne maturando e perfezionando, durante il decennio della sua detenzione, intorno alla natura e alle prospettive storiche del fascismo, non solo italiano. La riconsiderazione di questo aspetto del pensiero gramsciano conduce anche, nel corso del libro, a porre sul tappeto la questione del giudizio che Gramsci viene affinando intorno all’altra esperienza centrale del Novecento, quella sovietistica. Somiglianze e differenze tra i due contrapposti sistemi sono continuamente presenti alla sua vigile attenzione critica. Da ultimo va rilevato che una considerazione scientifica del fenomeno fascista, con cui Gramsci si misura nel corso della complessa elaborazione dei Quaderni, porta con sé anche alcuni corollari intorno al problema del consenso vastissimo che il fascismo ottenne nel mondo intellettuale italiano. Completa il saggio un’ampia sezione di documenti, alcuni dei quali, strategici per la comprensione dei rapporti tra Gramsci e alcuni membri del PCI, riportati da Canfora, dopo decenni, all’attenzione del lettore moderno.

Perchè consigliare questo libro per la giornata della Liberazione d'Italia?

Per citare l'incipit di Canfora: «La libertà è uno dei temi centrali dell'opera di Antonio Gramsci. Soprattutto dell'opera sua di detenuto. Non solo egli studia la libertà nel concreto, e conflittuale suo dispiegarsi e inverarsi nelle lotte degli uomini, ma egli stesso lotta per la libertà sua: di lui detenuto comunista, vittima della feroce pena detentiva inflittagli dal tribunale speciale fascista. Si tratta non soltanto della libertà sua interiore, cioè della ostinata capacità di continuare a pensare, e di combattere pensando pur in quella condizione estrema, ma anche della libertà personale da riconquistare: agendo nei limiti del possibile politicamente e senza mai accettare l'umiliante pedaggio della domanda di grazia». Il 25 aprile è data fondamentale per l'Italia, per tutti noi, per il nostro agire e il nostro pensare politico. 25 aprile come data storica del 1945, storicizzante, e di costante attualità contro ogni fascismo.