Il protagonista di questo “Trattato immaginario” è il Río de la Plata, il gigantesco corso d’acqua formato dalla confluenza dei fiumi Uruguay e Paraná, sulle cui sponde si affacciano Buenos Aires e Montevideo. Eppure, nel 1516, il Río de la Plata e le terre che lo circondavano erano desolate. Il suo scopritore, colpito dalla vastità e dalla dolcezza delle sue acque lo battezzò “Mar Dulce”. Saer dedica al fiume più importante della sua Argentina il racconto della ricerca quasi impossibile dell’identità di quelle terre.

Perchè consigliare questo libro per la Giornata Mondiale dell'Acqua? Perché come per il Mediterraneo di Matvejević, i ghiacciai di Magnason o il Danubio di Magris, raccontare l’acqua – acqua a cui abbiamo dato un nome – equivale a raccontare una parte della storia dell’umanità.

 

Lacqua e gli SDGs 15