Segno netto, riconoscibilissimo e amato, Primo è assimilabile ad una riscrittura contemporanea della celebre fiaba anderseniana. Si gioca con il nome del papero, con un personaggio sbilenco e con il meccanismo del ribaltamento. Il garbo e la grazia narrativa di Attilio ci ricordano che l’infanzia necessita di essere abitata da divergenze e attese propizie.