Un illustre poeta e intellettuale ebreo racconta le vicende sue e di un gruppo di ebrei di Budapest nel 1944. Il momento storico è denso e tragico: dall’occupazione tedesca del paese (marzo 1944), attraverso i deboli tentativi del reggente Miklós Horthy di proteggere gli ebrei, fino all’avvento del governo filo-nazista di Ferenc Szálasi.

Perché consigliare questo libro per il Giorno della Memoria?

Testimone e vittima della follia antisemita, Ernö Szép osserva e descrive le sofferenze della sua gente, la crudeltà degli aguzzini, l’indifferenza di molti e la generosità di pochi eroici concittadini con uno sguardo al tempo stesso pacato e affilato. E consegna una storia tragica che non rinuncia a cogliere, nell’abiezione, barlumi di pietà umana, di bellezza, persino di ironia.