La letteratura, il cinema, la musica e le arti visive devono molto a Beirut, che ha dato al mondo alcune delle produzioni culturali più significative nel panorama globale.

Opere attraverso le quali molte e molti di noi hanno imparato non solo qualcosa sul mondo arabo, ma più in generale sulla condizione umana. L’amore, la guerra, le migrazioni sono al cuore dell’esperienza libanese e delle sue opere letterarie e artistiche, che forse proprio per questo parlano al mondo.

Ma il Libano non è solo la musica di Fairuz, il teatro dei fratelli Rahbani, Il jazz di Ziad Rahbani o le melodie indie dei Mashrouh Leila. Non sono solo pagine dei romanzi di Hanan al-Sheikh, Hoda Barakat e Elias Khouri (tra molti altri).

Come ci ha raccontato lo storico Samir Kassir, tragicamente assassinato nell’attentato del 2005, il Libano è anche il paese al cuore dell’infelicità araba. In una delle giornate più difficili per Beirut, che tutto il mondo della letteratura ama, il Comitato editoriale del Salone del Libro esprime profonda solidarietà al mondo della cultura e dell’arte libanese e, insieme, a tutta la popolazione libanese, ai suoi cinque milioni di abitanti, al milione e mezzo di rifugiati che il paese ospita e alla diaspora libanese in Italia e nel mondo.