Da Il signore degli anelli ai Manga. Le sperimentazioni sull’immortalità nell’immaginario fantastico (dalla Redazione) 

Highlander - L’ultimo immortale è un film del 1986 diretto da Russell Mulcahy e interpretato da Christopher LambertSean ConneryClancy Brown e Roxanne Hart. A questo film si ispira il titolo del panel che si è tenuto ieri sera al Salone del Libro di Torino, Highlander: racconti sull’immortalità. Un incontro incentrato su come l’immortalità è stata narrata dalla cultura pop. Tra i partecipanti al panel Giorgio Gianotto, che si occupa, per il Salone del Libro, del circuito dell’età ibrida; Jacopo Moretti di Lucca Comics & Games Festival e Fabio Chiusi, autore di Io non sono qui. Visioni e inquietudini da un futuro presente. Black Mirror. 

Ad introdurre il tema dell’incontro è Moretti: «Si è sempre raccontato il desiderio di superare il confine della morte; l’immortalità è l’ambizione più antica degli esseri umani». Sono tante le sperimentazioni sull’immortalità che sono state anticipate nell’immaginario fantastico. Un esempio è ne Il signore degli anelli, il cui tema principale è proprio quello della morte e dell’immortalità. «Il signore degli anelli racconta della storia d’amore tra uomini ed elfi, due specie con destini diversi, una destinata a resistere fino alla fine del mondo, l’altra a soccombere» spiega Roberto Arduini, presidente dell’associazione italiana Studi Tolkieniani, anche lui tra i partecipanti al convegno. 

Il tema dell’immortalità è anche presente nella serie tv di successo Black Mirror, analizzata da Fabio Chiusi nella sua opera: «L’idea, in Black Mirror, è che possiamo creare un mondo virtuale in cui trasferirci e vivere per sempre» osserva Fabio Chiusi. In alcuni episodi della serie tv il sentimento d’amore e la vita dei protagonisti vengono costretti a durare per sempre. Il prezzo da pagare però è sempre molto alto. «Ed è proprio questa la grande intelligenza del creatore di Black Mirror Charlie Brooker - spiega Chiusi - far capire quanto il “per sempre” sia pericoloso e senza senso». 

A concludere il viaggio delle sperimentazioni sul tema dell’immortalità sono i Manga. «Per la cultura giapponese l’immortalità non è un valore. Il sentimento per la fugacità delle cose, al contrario, è un sentimento positivo» afferma Jacopo Costa Buranelli, curatore di Manga i J-Pop. Così nascono personaggi come L’immortaledi Hiroaki Samura, degli anni 2000, in cui il protagonista non riesce a morire perché ha un verme nel corpo che gli ricostruisce costantemente i tessuti che stanno morendo.