Evelina Santangelo presenta il suo Da un altro mondo (dalla Redazione)

Ambientato nel 2020, Da un altro mondo (Einaudi) di Evelina Santangelo è un romanzo che parla di un luogo e un tempo difficile da raccontare. È un libro che ha come protagonisti "bambini-spettro" che infestano un'Europa attraversata da radicalismi solo in apparenza inabissati. L'autrice si cala, con quest'opera, nella testa e nella visione del mondo di un ragazzino migrante che viaggia all'inverso: da Bruxelles, con il suo trolley rosso, attraversando l'Italia, raggiunge il mare con chissà quale meta. Dove porterà la ricerca che la madre intraprende per cercarlo, tra il mondo dei foreign-fighters e quello dei neonazisti? «Questo - dice Caterina Bonvicini, scrittrice e moderatrice dell'incontro in Sala Viola - è un romanzo che restituisce valore di compassione, senza essere buonista né sentimentalista, perché vuole restituire dignità agli umili offesi. Un'opera letteraria capace di reinventare le proprie possibilità e il proprio compito».

«Ho iniziato a scrivere questo libro quattro anni fa - ricorda: era un altro mondo. Però sapevo che fatti e parole di quel tempo erano il segnale di qualcosa che si stava muovendo nel ventre dell'Europa. Così, ho capito che dovevo muovermi nella mia immaginazione per capire a quali conseguenze, quei fatti e quelle parole, avrebbe portato: un tempo in cui si parlava di "invasione" di un mondo che attraversava il mare per appoggiarsi sulle nostre coste». E questo perché il confine tra verità e impostura diventava sempre più permeabile quanto labile: la paura, così, poteva diffondersi senza freno. «Dovevo raccontare fantasmi - continua la Santangelo - per capire le estreme conseguenze di ciò che percepivo intorno a me. Così ho deciso di parlare di spettri di bambini che infestavano i sogni degli europei a causa di quel Mediterraneo che diventava una fosse comune sempre più grande».